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La notte tra il 5 e il 6 gennaio rappresenta uno dei momenti più densi di significato nel calendario popolare europeo. Nota come la “Dodicesima Notte” dopo il Natale, questa vigilia segna il passaggio definitivo dal tempo sospeso delle festività invernali al ritorno alla vita quotidiana e ai cicli produttivi della terra. È un momento in cui il confine tra il mondo visibile e quello invisibile si assottiglia, dando vita a riti di passaggio che mescolano la fede cristiana con arcaiche credenze pagane.

In Italia, la protagonista assoluta è la Befana. Questa figura, che deriva probabilmente da antichi riti romani legati a divinità come Diana o Satia (simbolo di sazietà), incarna l’anno vecchio che, dopo aver donato le sue ultime energie, si consuma per lasciare spazio al nuovo. La tradizione vuole che i bambini preparino una calza vuota, un tempo di lana grezza, sperando di trovarla colma di dolci, frutta secca o piccoli doni. Il rituale dell’offerta è fondamentale: lasciare un bicchiere di vino e un mandarino per la “Vecchia” non è solo un atto di cortesia, ma un segno di accoglienza verso la fortuna che sta per arrivare.

Nelle campagne del Nord Italia, la vigilia è illuminata dai fuochi. I “Panevin”, i “Pignarûl” o le “Casere” sono grandi pire di legna sormontate da un fantoccio di paglia. Il fuoco ha una funzione catartica: bruciare il passato per purificare il futuro. Gli anziani osservano con attenzione la direzione del fumo e delle faville; un antico proverbio veneto recita: “Favee a Ponente, pan de sementa; favee a Levante, pan per le quante”, suggerendo che se le scintille volano verso est, il raccolto sarà abbondante.

In Spagna, la vigilia è il momento della gloria per i Re Magi. La Cabalgata de los Reyes trasforma le città in palcoscenici a cielo aperto dove Gaspare, Melchiorre e Baldassarre sfilano distribuendo dolciumi, ricordando il viaggio dei sapienti orientali verso la mangiatoia. In molte case si mangia il Roscón de Reyes, un dolce a forma di corona decorato con frutta candita, che nasconde al suo interno una sorpresa: chi la trova sarà fortunato per tutto l’anno.

Infine, la vigilia è legata alla benedizione dell’acqua e della casa. In molte tradizioni ortodosse e in alcune zone alpine, si usa tracciare sopra la porta d’ingresso con un gesso benedetto le iniziali dei tre Magi separate da croci e l’anno in corso (20+C+M+B+26). Queste lettere, oltre ai nomi dei Magi, richiamano la frase latina Christus Mansionem Benedicat (Cristo benedica questa casa), un segno di protezione per i dodici mesi a venire.


English Translation:

The traditions of Epiphany Eve, celebrated on the night of January 5th, represent a fascinating crossroads between the sacred and the profane, where ancient agricultural purification rites intertwine with Christian symbolism. In Italy, the central figure is the Befana, an old woman who brings gifts to children, symbolizing the end of the old year. In many regions, large bonfires are lit to burn away the past and predict the future based on the direction of the smoke. In Spain, the “Three Kings Parade” is the highlight of the evening, celebrating the arrival of the Magi. This night, known as the “Twelfth Night,” marks the definitive transition from the holiday season back to the rhythms of daily life and the awakening of the land.


L’autore è un esperto di folklore e tradizioni popolari europee, specializzato nel recupero dei riti rurali legati al ciclo delle stagioni e alle festività religiose.

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