Il panorama culturale di Torino tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 celebra lo splendore del Seicento attraverso due grandi esposizioni che ne indagano le diverse anime: quella caravaggesca e internazionale di Orazio Gentileschi e quella meticolosa e luminosa della pittura fiamminga e olandese.
Le Sale Chiablese dei Musei Reali ospitano “Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio”, una retrospettiva fondamentale che ripercorre l’itinerario umano e artistico di uno dei più raffinati seguaci di Caravaggio. La mostra mette in luce la capacità di Gentileschi di coniugare il naturalismo lombardo con un’eleganza aristocratica che lo rese celebre nelle principali corti europee. Tra i capolavori esposti spicca l’iconica “Annunciazione”, opera simbolo del legame profondo tra l’artista e la dinastia sabauda.
Parallelamente, la Pinacoteca Albertina propone “Bagliori del Nord”, un’indagine accurata sulla pittura fiamminga e olandese tra Cinque e Seicento. Il percorso espositivo analizza l’influenza dei maestri nordici, come Maarten van Heemskerck e Hendrick Heerschop, sul gusto collezionistico piemontese. È un’occasione per riscoprire come la luce cristallina e l’attenzione al dettaglio tipiche delle Fiandre abbiano dialogato con la cultura artistica locale, arricchendo le quadrerie del territorio.
Questi appuntamenti giungono sulla scia del successo della grande rassegna dedicata al Guercino conclusasi nel 2024, che aveva riacceso i riflettori sul mestiere del pittore nel XVII secolo. Oggi, Torino si conferma centro nevralgico per lo studio del Seicento, offrendo ai visitatori un viaggio completo tra il classicismo emiliano, il realismo drammatico e la precisione nordica, tutto all’interno della cornice barocca delle residenze sabaude.
Traduzione in inglese / English Translation
The cultural landscape of Turin between the end of 2025 and the beginning of 2026 celebrates the splendor of the 17th century through two major exhibitions: the international Caravaggesque soul of Orazio Gentileschi and the meticulous, luminous world of Flemish and Dutch painting.
The Sale Chiablese of the Musei Reali host “Orazio Gentileschi. A Painter on a Journey,” a fundamental retrospective tracing the human and artistic path of one of Caravaggio’s most refined followers. The exhibition highlights Gentileschi’s ability to blend Lombard naturalism with an aristocratic elegance that made him famous in the leading European courts. Among the masterpieces on display, the iconic “Annunciation” stands out as a symbol of the deep bond between the artist and the Savoy dynasty.
Simultaneously, the Pinacoteca Albertina presents “Glimmers from the North,” a careful investigation of Flemish and Dutch painting between the 16th and 17th centuries. The exhibition analyzes the influence of Northern masters, such as Maarten van Heemskerck and Hendrick Heerschop, on Piedmontese collecting taste. It is an opportunity to rediscover how the crystalline light and attention to detail typical of Flanders dialogued with local artistic culture, enriching the galleries of the region.
These events follow the success of the great Guercino exhibition that concluded in 2024, which reignited interest in the painter’s craft during the 17th century. Today, Turin confirms its role as a vital center for the study of the Seicento, offering visitors a complete journey through Emilian classicism, dramatic realism, and Northern precision, all within the Baroque setting of the Savoy residences.
Il Seicento a Torino rappresenta un’epoca di straordinaria fioritura artistica legata all’ascesa della corte sabauda. Protagonisti come Orazio Gentileschi hanno portato in città il linguaggio delle grandi capitali europee, mentre il collezionismo dei duchi ha permesso l’arrivo di capolavori fiamminghi e olandesi, creando un mix culturale unico tra rigore controriformista e fasto barocco.