Il bidet: un’invenzione francese diventata simbolo italiano.

Il bidet: un’invenzione francese diventata simbolo italiano.

Pochi oggetti del nostro quotidiano raccontano una storia così paradossale come il *bidet*: inventato in Francia, adottato con entusiasmo in Italia e, nel tempo, quasi dimenticato nella sua terra d’origine.Il termine “bidet” deriva dal francese antico e significa letteralmente “piccolo pony” o “cavallino”, a causa della posizione a cavalcioni che si assume per usarlo. Le prime tracce certe risalgono all’inizio del XVIII secolo in Francia, durante il regno di Luigi XV. Una delle prime menzioni documentate riguarda un esemplare installato intorno al 1726 nella residenza di Madame de Prie, influente amante del Primo Ministro francese.All’epoca l’oggetto era un vero e proprio mobile di lusso, spesso finemente decorato, realizzato da abili ebanisti e destinato all’igiene intima dell’aristocrazia.

A Versailles ne vennero installati addirittura un centinaio, ma l’adozione rimase limitata: l’igiene personale non era una priorità per molti nobili dell’epoca (si narra che Luigi XIV facesse il bagno pochissime volte nella vita) e ben presto il bidet venne associato soprattutto ai bordelli, acquisendo una connotazione ambigua e negativa.

Dopo un periodo di scarso successo, il bidet conobbe una vera rinascita solo nel secondo dopoguerra, quando la diffusione degli impianti idraulici moderni e il boom economico permisero di integrarlo stabilmente nei bagni di milioni di famiglie.Fu proprio in questa fase che l’Italia ne fece un vero e proprio simbolo nazionale di igiene e civiltà. Mentre in Francia, a partire dagli anni ’70 del Novecento, il bidet iniziò a sparire progressivamente dai nuovi appartamenti (per motivi di spazio, costi e l’affermazione della doccia come alternativa), nel nostro Paese si compiva il percorso opposto.

Nel 1975 il Decreto Ministeriale del 5 luglio stabilì che ogni abitazione italiana dovesse avere almeno un bagno dotato di vaso, bidet, lavabo e vasca o doccia. Una norma rimasta in vigore per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni rilevanti, che ha reso il bidet obbligatorio per legge nel bagno principale (nei bagni di servizio può mancare).

Oggi le statistiche parlano chiaro: in Italia il bidet è presente in oltre il 97% delle abitazioni, mentre in Francia la percentuale è scesa intorno al 40-42% (con valori ancora più bassi nelle costruzioni recenti).Questo strano destino ha dato vita a uno dei paradossi più divertenti del costume europeo: gli italiani, quando viaggiano all’estero, cercano il bidet come fosse un tesoro perduto; i francesi, al contrario, lo guardano ormai con una certa perplessità, considerandolo un ingombrante ricordo del passato.Eppure, in un’epoca attenta alla sostenibilità, al risparmio idrico e all’igiene personale, il bidet tradizionale – insieme alle versioni moderne (doccette, getti integrati nei wc, bidet elettronici) – sembra godere di una nuova giovinezza anche oltre i confini italiani.Chissà che, dopo tre secoli, non sia proprio l’Italia a restituire al mondo l’oggetto che la Francia aveva inventato. Un piccolo pony che, alla fine, ha trovato la sua vera casa… da noi. 🐴🚽

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Sergio Batildi

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