PREDESTINATION, di Daniela Di Benedetto. A cura di Elisa Rubini
Un trittico di destini infranti, tre cadute nel buio che mostrano quanto poco controllo abbiamo sulle traiettorie più intime della nostra esistenza. Predestination non è semplicemente una raccolta di thriller psicologici: è una morsa che stringe lentamente, un labirinto in cui ogni scelta sembra già scritta, e ogni tentativo di fuga si trasforma in un ritorno alla propria rovina.
La prima storia è un colpo alla memoria. Un ragazzino vive un’estate anomala, segnata dalla presenza di una ragazza più grande: un incontro che sembra innocente, quasi formativo, e invece si rivela una mina a orologeria. Vent’anni dopo, quel passato riemerge come una frattura nascosta che non ha mai smesso di pulsare. Il racconto non mostra soltanto un trauma, ma il potere silenzioso di ciò che credevamo sepolto: il lettore sente la stessa inquietudine del protagonista, il peso di un ricordo che decide per lui.
Il secondo racconto cambia atmosfera ma non intensità. Qui la protagonista è una donna schiacciata da una vita che non le appartiene più: la madre malata, la solitudine, il giudizio sociale che diventa una gabbia. La sua mente si incrina come vetro troppo teso, e la “zitella” rassegnata si trasforma in una presenza inquietante, quasi animalesca. È un ritratto disturbante della frustrazione che si accumula fino a esplodere, un monito su quanto sia fragile l’argine tra normalità e follia.
La terza storia è forse la più subdola. Una ex pianista che ha perso la voglia di vivere tenta di riempire un vuoto interiore con qualsiasi cosa possa darle un senso, un ritmo, un compito. Ma la vita, o forse il destino, le offre un enigma molto più pericoloso di quanto immaginasse. L’indagine in cui si invischia non è solo un giallo: è un modo per confrontarsi con ciò che resta di sé. La tensione cresce perché ogni sua scelta sembra trascinarla verso un confine che non può più ignorare.
Il filo rosso delle tre storie è uno solo: nessuno riesce davvero a sottrarsi alla propria traiettoria, e il destino qui non è un concetto astratto, ma una lama affilata che attraversa vite comuni trasformandole in tragedie silenziose. Daniela Di Benedetto costruisce un’atmosfera di inquietudine costante, dove il lettore si ritrova a chiedersi, quasi con paura: e adesso cosa succede?
Domanda pericolosa, perché la risposta non è mai quella che ti aspetti.
“Predestination” è una lettura che scava, che inquieta e magnetizza. Un trittico da cui si esce con il fiato corto e una certezza disturbante: a volte il destino non si limita a bussare. Sfonda la porta.