Studio di due testi poetico – letterari del dott. Karim Abdullah-Irak, organizzati e pubblicati a cura di Elisa Mascia -Italia
Foto cortesia del prof. Karim Abdullah-Irak
Testi letterari:
Kareem Abdullah: Il libro del primo morso
Dr. Kareem Abdullah
Pubblicato il: 16 gennaio 2026
L’epopea dell’uomo tra il serpente e la mela
La voce cosmica
Tu sei il serpente e tu sei la mela, quella prima curva nel corpo del significato, e il morso che ha risvegliato l’argilla dalla sua innocenza. Tu sei la domanda quando si ribellò al silenzio, e il desiderio quando si chiamò libertà. In una mano c’è il coltello della guerra, e nell’altra un ramoscello d’ulivo tremante di sangue non ancora essiccato. Sei tu che hai acceso il fuoco per riscaldarti, poi l’hai lasciato crescere fino a divorare i nomi dei bambini. Ogni guerra che hai scatenato cercava la pace, e ogni pace che hai proclamato nascondeva un seme di paura sotto la sua patina. Fin dall’alba della creazione, hai camminato sul precipizio della conoscenza e sull’abisso.
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La Voce della Donna
Non sono la mela; sono la mano che ha insegnato alla luce come afferrarla senza frantumarsi. Non sono il serpente; sono la paura stessa, che impara a strisciare per non uccidere. Non sono discesa dalla tua costola; sono la terra quando hai imparato a stare in piedi, e sono la voce che ha detto all’argilla: Sorgi. Ogni guerra che hai acceso è passata attraverso il mio corpo, e ogni pace che hai sognato ha dormito nel mio grembo prima di nascere. Non chiedermi del peccato; il peccato è lasciare la conoscenza senza cuore. Non ero tentazione; ero lo specchio in cui vedevi sia il tuo mostro che tuo figlio. Sono il cammino quando ha deciso di essere madre, non un campo di battaglia.
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La Voce dell’Uomo
Non ero solo la guerra; ero la paura stessa quando non riuscivo a trovare il tuo nome, così ho parlato con il proiettile. Ho scambiato la tua vastità per un abisso, così ho costruito un muro e l’ho chiamato gloria. Ho spezzato la costola del significato per sentirmi più in alto, ma non ero altro che più basso della tua ombra. Mi hai insegnato che la conoscenza senza cuore è un’arma, e che la forza senza la tua femminilità è una rovina meticolosamente calcolata. Sono l’uomo, non il muro; sono la crepa che ha imparato a diventare una porta. Portami dall’essere umano che devo ancora partorire, in un mondo che non lascia impronte sul cuore della terra.
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La Voce dell’Umanità
E così il serpente non era puro male, né la mela semplicemente un peccato, ma piuttosto l’inizio che non capivamo. La guerra non era destino, e la pace non era un sogno; erano due possibilità in un unico cuore. E quando il maschio imparò ad ascoltare, e la femmina imparò a sopravvivere, e l’umanità si pose tra loro, spogliata di ogni finzione, la creazione ricominciò… non da una costola, né dal cielo, ma da una coscienza che scelse l’amore nonostante la conoscenza.
Autore : Karim Abdullah
Baghdad – Iraq
Autore : Karim Abdullah
Baghdad – Iraq
كريم عبد الله: سِفْرُ العَضَّةِ الأُولى
د. كريم عبد الله
نشر بتاريخ: 16 كانون2/يناير 2026
ملحمة الإنسان بين الأفعى والتفّاحة
الصوت الكوني
أنتَ الأفعى وأنتَ التفّاحة، ذلك الانحناءُ الأوّلُ في جسدِ المعنى، والعضّةُ التي أيقظتِ الطينَ من براءته. أنتَ السؤالُ حين تمرّد على الصمت، والرغبةُ حين سمّت نفسها حرّيّة. في يدِك سكّينُ الحرب، وفي يدِك الأخرى غصنُ زيتونٍ يرتجفُ من دمٍ لم يجفّ. أنتَ الذي أشعلَ النار ليتدفّأ، ثمّ تركها تكبر حتى أكلتْ أسماءَ الأطفال. كلّ حربٍ خرجتْ منك كانت تبحث عن سلام، وكلّ سلامٍ رفعتَه كان يخفي تحت قماشه بذرةَ خوف. منذ الخلقِ الأوّل وأنتَ تمشي على حدّ المعرفة وحدّ الهاوية.
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صوت الأنثى
لستُ التفّاحة، أنا اليدُ التي علّمت الضوء كيف يُمسَك دون أن ينكسر. لستُ الأفعى، أنا الخوف حين تعلّم الزحف كي لا يقتل. لم أهبطْ من ضلعك، أنا الأرض حين تعلّمتَ الوقوف، وأنا الصوت الذي قال للطين: انهض. كلّ حربٍ أشعلتَها مرّتْ عبر جسدي، وكلّ سلامٍ حلمتَ به نام في رحمي قبل أن يولد. لا تسألني عن الخطيئة، الخطيئة أن تُترك المعرفة بلا قلب. أنا لم أكن غواية، كنتُ المرآة، رأيتَ فيها وحشك وطفلك معًا. أنا الطريق حين قرّر أن يكون أمًّا لا ساحة قتال.
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صوت الرجل
لم أكن الحربَ وحدي، كنتُ الخوف حين لم أجد اسمكِ فنطقتُ بالرصاصة. ظننتُ اتّساعكِ هاوية، فبنيتُ جدارًا وسمّيته مجدًا. كسرتُ ضلع المعنى لأشعر أنّني أعلى، وما كنتُ إلّا أقصر من ظلّكِ. علّمتِني أن المعرفة بلا قلب سلاح، وأنّ القوّة بلا أنوثتكِ خرابٌ دقيق الحساب. أنا الرجل، لستُ الجدار، أنا الشقّ الذي تعلّم كيف يصير بابًا. خذيني إلى الإنسان الذي لم أولدْه بعد، إلى عالمٍ لا يترك آثار حذائه على قلب الأرض.
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صوت الانسان
وهكذا لم تكن الأفعى شرًّا خالصًا، ولا التفّاحة خطيئةً فقط، بل كانت البداية التي لم نفهمها. الحربُ لم تكن قدرًا، والسلامُ لم يكن حلمًا، كانا احتمالين في قلبٍ واحد. وحين تعلّم الذكرُ الإصغاء، وتعلّمت الأنثى النجاة، ووقف الإنسان بينهما عارياً من الادّعاء، بدأ الخلقُ مرّةً أخرى… لا من ضلع، ولا من سماء، بل من وعيٍ اختار الحبّ رغم المعرفة.
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بقلم: كريم عبدالله
بغداد – العراق
L’epopea dell’uomo tra il serpente e la mela
1- La voce cosmica
Tu sei il serpente e tu sei la mela, quella prima curva nel corpo del significato, e il morso che ha risvegliato l’argilla dalla sua innocenza. Tu sei la domanda quando si ribellò al silenzio, e il desiderio quando si chiamò libertà. In una mano c’è il coltello della guerra, e nell’altra un ramoscello d’ulivo tremante di sangue non ancora essiccato. Sei tu che hai acceso il fuoco per riscaldarti, poi l’hai lasciato crescere fino a divorare i nomi dei bambini. Ogni guerra che hai scatenato cercava la pace, e ogni pace che hai proclamato nascondeva un seme di paura sotto la sua patina. Fin dall’alba della creazione, hai camminato sul precipizio della conoscenza e sull’abisso.
Kareem Abdullah -Iraq
Una voce nuova imponente viene dal cosmo per stravolgere le credenze antiche dell’ invitante frutto proibito e del velenoso serpente che rappresentano rispettivamente il bene e il male dell’umanità che, dal famoso morso alla mela, si è risvegliata persino la creatività nel forgiare l’argilla a propria immagine e somiglianza.
La voce cosmica risuona come un’eco che continua a nel dialogo interiore dicendo con fermezza additando quale colpevole per aver rotto il silenzio nell’urgenza di porre domanda senza dover reprimere più il desiderio.
In questo forte contrasto dualistico c’è sempre in bilico l’equilibrio della pace posta sul palmo di una mano mentre l’altra mano afferra il coltello distruttivo dell’ efferatezza della guerra.
Diventa emblematico il ramoscello d’ulivo personificato nel tremore effetto del conflitto che sgorga sangue sempre fresco che non si cicatrizza mai.
Tu hai posto la scintilla per alimentare il fuoco acceso senza porre alcun rimedio hai guardato inerme la distruzione prodotta dalle fiamme persino divorando i virgulti delle nuove generazioni
In ogni guerra era nascosto il rincorrere dell’ ambita Pace che era protetta da uno strato che formava una leggera patina della paura custode dei semi.
Fin dagli albori dell’ albero della conoscenza sei stato l’equilibrista
nel sapere camminare con felicità sul filo di seta abissale.
Elisa Mascia: scritto esclusivamente dal mio ingegno culturale fonte di studio dei testi.
Di seguito riporto un brevissino commento scritto
Da Gemini:
L’incontro tra i versi di Kareem Abdullah e il commento poetico di Elisa Mascia crea un ponte affascinante tra la storia millenaria del Medio Oriente e la sensibilità interpretativa contemporanea.
Il testo della Mascia non si limita a spiegare quello di Abdullah, ma lo “abita”, trasformando la “voce cosmica” in un processo di consapevolezza interiore.
2- La Voce della Donna
Non sono la mela; sono la mano che ha insegnato alla luce come afferrarla senza frantumarsi. Non sono il serpente; sono la paura stessa, che impara a strisciare per non uccidere. Non sono discesa dalla tua costola; sono la terra quando hai imparato a stare in piedi, e sono la voce che ha detto all’argilla: Sorgi. Ogni guerra che hai acceso è passata attraverso il mio corpo, e ogni pace che hai sognato ha dormito nel mio grembo prima di nascere. Non chiedermi del peccato; il peccato è lasciare la conoscenza senza cuore. Non ero tentazione; ero lo specchio in cui vedevi sia il tuo mostro che tuo figlio. Sono il cammino quando ha deciso di essere madre, non un campo di battaglia.
Kareem Abdullah -Iraq
È rivoluzionare il ruolo di una donna- madre dell’uomo e madre dell’universo.
La voce di colei che vuole gridare al mondo intero quello che di più crudele le è stato associato e vuole ribadirlo con coraggio e fermezza.
Dice di non essere la rotonda mela ma la luce sulla mano che insegna la pazienza e la delicatezza per non romperla in tanti piccoli pezzi; apprendere a custodirla come fosse lo specchio dell’ anima.
La voce silente vuole comunicare a tutti che finalmente non è quel serpente tentatore che spruzza veleno per indurre a peccare, è la forza della paura a prendere il sopravvento e per salvaguardare la specie umana, senza colpire a morte, ha imparato a strisciare, restando nel basso.
Smentisce di essere nata da una costola dell’uomo poiché è lei stessa creatrice di “opere d’arte” in argilla per poi dargli vita.
Guerra e pace sono nate e terminate nel suo grembo, il dualismo di notti insonni e di capovolgimento delle sorti sui campi di battaglia.
Quando si parla di peccato è il culmine della saggezza divina in lei che insegna a far passare tutte le cose per quel muscolo motore che genera amore e lo riversa all’umanità senza macchia di peccato.
La voce di donna con forza afferma che ingiustamente è stata considerata la tentazione ma invece è soltanto il riflesso dell’immagine restituita dallo specchio per riconoscere gli eccessi manifestati dalle persone: mostro oppure figlio.
Donna e Madre, cammino di luce, strada che conduce alla pace e mai vuol essere terreno fertile per calpestare i semi di pace con atti di combattimento.
Elisa Mascia : scritto esclusivamente dal mio ingegno culturale fonte di studio dei testi poetici e letterari del dott Karim Abdullah-Irak
Commento ridotto dall’integrale scritto da Gemini
Questo atto della poesia di Kareem Abdullah e dello studio del testo di Elisa Mascia compie un ribaltamento definitivo.
La Donna emerge come la forza elementale che sostiene l’intero scenario.
Non è più un oggetto della narrazione (la mela) o un antagonista (il serpente), ma il soggetto attivo che rende possibile la vita e la coscienza….
….Questa “Voce della Donna” agisce come una forza cosmica che ricompone i frammenti dell’argilla. È un’architettura di pace che si contrappone alla distruzione del “fuoco” citato nei testi precedenti.
Elisa Mascia conclude con una nota di speranza politica e spirituale: la donna è un “cammino di luce”, una strada che non porta allo scontro, ma alla generazione.
È affascinante notare come Abdullah, un autore uomo, riesca a dare voce a questo “grido” femminile con tanta precisione, e come la Mascia lo espanda in una sorta di manifesto della dignità.
C’è una ridefinizione etica profonda in entrambi i testi.
Ringrazio il prof Kareem Abdullah -Iraq per la condivisione dei testi poetici e letterari.

Leggi anche altri articoli dell’autrice Elisa Mascia -Italia, grazie
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