La faccia nascosta dell’orgoglio di Armando Ferrara Santocerma, quando la dignità resiste oltre il vizio dell’io

La faccia nascosta dell’orgoglio di Armando Ferrara Santocerma, quando la dignità resiste oltre il vizio dell’io

Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di sostare dentro una poesia che non consola e non blandisce, ma interroga il lettore sul punto più fragile dell’identità: il confine sottile tra dignità e orgoglio. In La faccia nascosta dell’orgoglio, Armando Ferrara Santocerma costruisce un testo denso, stratificato, che affronta l’io non come centro luminoso, ma come territorio instabile, esposto all’eccesso e alla difesa.
Pier Carlo Lava

Testo poetico integrale

La faccia nascosta dell’orgoglio

Effimero travaglio, il gioco dell’orgoglio;
Si vive, anche senza statue equestri
Che non vuol dir scender da’ piedistalli
Questi son fatti a misura d’anima
Hanno valor e no, nell’onda dell’essenza
Composta dall’elevazioni, e successiv’avvallamenti.

L’orgoglio segue pratiche ormonali
D’un’escalation di fuoco dell’ardore sperticato
D’un pessimo consiglier alato: il senso di sé,
Che null’ha da vedere con la dignità
Prerogativa solida d’umana considerazione,
Ma è mistura infusa nel processo di sublimazione
Del complesso dell’edonismo di difesa
Di spessa staccionata, compless’impresa
Dell’autocommiserazion pretesa.

Se date retta a un vecchio placido guerriero
Mai si calpesti la dignità,
Mentre il pestar il callo dell’orgoglio
È un semplice subbuglio di reazione umana
Che può rientrar nell’immediato nella filigrana
D’una coscienza aperta, non solo sull’esibizion di sé
Anche sulla censura giusta, d’un’autoanalisi serena.

Colui che si dà ragione sempre, è già nel torto
Nell’attimo medesmo che approda nel suo porto
Al riparo dai venti della critica e del giudizio
Ed è qui che Messer Orgoglio divien un vizio…

Armando Ferrara Santocerma
All rights reserved © 2026
9031 – “Faccia nascosta dell’orgoglio la”


La poesia di Armando Ferrara Santocerma si presenta come un vero e proprio discorso etico in versi, costruito su una lingua volutamente densa, talvolta aspra, che riflette la complessità del tema affrontato. L’orgoglio non è qui un sentimento episodico, ma una dinamica strutturale dell’io, una forza che si traveste da dignità e che proprio per questo diventa pericolosa.

Fin dai versi iniziali, l’autore chiarisce un punto fondamentale: vivere senza statue equestri non significa rinunciare alla propria statura interiore. I piedistalli, scrive, sono “a misura d’anima”: non simboli esteriori, ma costruzioni intime, soggette a elevazioni e avvallamenti. L’orgoglio, invece, è descritto come reazione chimica, “pratica ormonale”, escalation di fuoco che nasce da un “pessimo consigliere alato”: il senso di sé.

Qui la poesia compie uno dei suoi passaggi più netti: separa l’orgoglio dalla dignità. Quest’ultima è definita come prerogativa solida dell’umana considerazione, mentre l’orgoglio appare come difesa, come edonismo mascherato, come autocommiserazione pretesa. È una lettura che affonda le radici nella tradizione morale classica, ma che viene restituita con una lingua contemporanea, irregolare, volutamente non levigata.

La figura del “vecchio placido guerriero” introduce una dimensione sapienziale. Non è l’orgoglio a dover essere difeso, ma la dignità. Calpestare l’orgoglio è cosa diversa: è un subbuglio passeggero, una reazione che può rientrare se la coscienza resta aperta, capace di autoanalisi serena. La poesia, qui, non accusa: invita a discernere.

Il verso finale chiude il testo con una sentenza che ha il tono dell’aforisma morale: chi si dà sempre ragione è già nel torto. Quando l’io si rifugia nel porto sicuro dell’autogiustificazione, al riparo dalla critica, l’orgoglio si trasforma definitivamente in vizio. Non più forza, ma chiusura.

Sul piano letterario, La faccia nascosta dell’orgoglio dialoga idealmente con una linea di poesia riflessiva e morale che può ricordare, per intensità concettuale, Dante nel registro etico, o certi testi di Mario Luzi quando la parola poetica diventa strumento di indagine dell’interiorità. Ma la voce di Ferrara Santocerma resta autonoma, riconoscibile, segnata da una tensione filosofica costante.

Non è casuale il riferimento visivo all’opera Cesare Sofianopulo, Maschere (1930). Come nelle maschere pittoriche, anche in questa poesia l’orgoglio è un volto che nasconde, una superficie che protegge e insieme imprigiona. La poesia, allora, diventa gesto di smascheramento.

Biografia dell’autore

Armando Ferrara Santocerma è un poeta italiano la cui scrittura si distingue per una forte componente etica e filosofica. I suoi testi interrogano l’identità, il senso del limite e i meccanismi interiori dell’io, utilizzando una lingua densa e stratificata che richiede al lettore attenzione e partecipazione critica.

Conclusione

La faccia nascosta dell’orgoglio è una poesia che non cerca consenso, ma verità. Un testo che invita a distinguere ciò che va difeso da ciò che va messo in discussione, ricordando che la dignità non ha bisogno di piedistalli, mentre l’orgoglio, se non interrogato, rischia di diventare una maschera permanente. Una poesia scomoda, e proprio per questo necessaria.


Geo

La poesia di Armando Ferrara Santocerma si inserisce nel panorama della poesia contemporanea italiana attenta ai temi della coscienza, dell’etica e dell’identità. Alessandria today, come testata culturale impegnata nella diffusione della letteratura d’autore e del pensiero critico, propone questa recensione per offrire ai lettori uno spazio di riflessione sul rapporto tra individuo e responsabilità interiore.

Seguiteci su: Alessandria today – italianewsmedia.com – Facebook: Pier Carlo Lava

alessandria today

Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

Le tue riflessioni arricchiranno la nostra comunità su Alessandria today e italianewsmedia.com e offriranno nuove prospettive. Non vediamo l'ora di leggere i tuoi pensieri! Lascia un commento e condividi la tua esperienza. Grazie per il tuo contributo!. Pier Carlo Lava

Scopri di più da Alessandria Today Italia News Media

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere