Quando le parole diventano musica e colore: Fiumicino abbraccia Diego Del Cerchio

Quando le parole diventano musica e colore: Fiumicino abbraccia Diego Del Cerchio

Pubblico attento e partecipe per la dodicesima Cadenze Letterarie: la saga di Nicoletta Caiazzo si fonde con musica e arte in un’unica esperienza viva

Giovedì 12 febbraio, presso La Grooveria di Fiumicino, la dodicesima tappa di Cadenze Letterarie, format letterario e artistico ideato e portato avanti dallo scrivente, ha trasformato la presentazione della saga Diego Del Cerchio di Nicoletta Caiazzo in un’esperienza impossibile da dividere in momenti separati.

Two women stand beside a wooden table displaying books at a literary event, with a banner and an artwork in the background.
Nicoletta Caiazzo, scrittrice e Maria Magdalena Andrei Artista

Non c’è stato prima il libro, poi la musica, poi i quadri. Tutto accadeva insieme. Mentre si parlava, le note giravano nell’aria. Mentre si ascoltava una lettura, gli occhi si fermavano sui colori. Le parole diventavano presenza.

Il pubblico era attento. Partecipe. Non distratto, non spettatore passivo. Dentro. La serata si è aperta ricordando come questo format sia nato il 27 febbraio 2025 e, in meno di un anno, abbia costruito dodici appuntamenti capaci di mettere in dialogo discipline diverse.

Two people seated on stools during a performance. A man in a gray suit is speaking into a microphone, while a woman in a white sweater is sitting beside him holding a microphone. The background features colorful lights and Palestinian flags.
Dino Tropea e Nicoletta Caiazzo

Non un evento isolato, ma un percorso. Un salotto letterario che cresce grazie alla collaborazione con l’associazione Rochin’Lovers ETS e con La Grooveria, che lo ospita e lo sostiene, valorizzando il territorio di Fiumicino come spazio culturale vivo.

Nicoletta Caiazzo ha raccontato la genesi della saga. Ha spiegato che Diego Del Cerchio è nato negli anni in cui Harry Potter dominava l’immaginario, ma con una scelta precisa: nel mondo di Diego non esiste la bacchetta magica che risolve tutto. Esiste la conoscenza. Esiste l’impegno. Diego non supera gli ostacoli con un incantesimo, ma usando ciò che ha imparato. È un ragazzo che vive in un mondo “semplicemente complicato” e deve scegliere, crescere, assumersi responsabilità.

E mentre queste parole prendevano forma, la musica di “Across The Seventh Universe” del maestro Emanuele Damiani le avvolgeva. Una colonna sonora composta come un cerchio: dall’adagio iniziale a un crescendo che spingeva in avanti, per poi ritornare, trasformata, al punto di partenza. Le note non erano sottofondo. Erano struttura. Giravano, sostenevano, davano ritmo al racconto. Era impossibile distinguere dove finisse la narrazione e iniziasse la musica.

A man and a woman sit during a discussion, with the man speaking into a microphone. The background features Palestinian flags and decorative lighting.
Maestro Emanuele Damiani e Nicoletta Caiazzo

Le letture si sono intrecciate con naturalezza a questo movimento, senza interruzioni, come se facessero parte dello stesso respiro.

Il dott. Sergio Mingrone ha dato voce alla prima lezione del professor Sequoia con misura e intensità, restituendo quel momento in cui l’apparenza si spezza e rivela ciò che nasconde. In sala si è avvertito chiaramente il senso di quella scena: non fermarsi alla superficie, imparare a guardare meglio, più a fondo.

Two individuals sitting on stage during a discussion, with a Palestinian flag in the background.
Sergio Mingrone e Nicoletta Caiazzo

La dott.ssa Maria Grazia Imbimbo ha portato il discorso di Leonardo sulla semplicità e sulla complessità dentro una dimensione concreta. Non solo come professionista, ma come madre di un adolescente. E lì le parole hanno assunto un peso diverso. Perché parlare di ragazzi oggi significa parlare di identità che si formano, di strumenti da offrire, di responsabilità educative. Non teoria, ma vita reale.

Two women on stage during a performance, one standing and reading from a music stand, the other sitting with a microphone. A Palestinian flag is displayed in the background.
Maria Grazia Imbimbo e Nicoletta Caiazzo

E proprio di identità ha parlato la dott.ssa Sonia Buscemi. Il suo intervento è entrato nel cuore psicologico della saga. Il cerchio, ha detto, non è solo un elemento narrativo: è metafora di chi siamo. Delle parti che non vogliamo vedere. Diego soffre perché non riesce a dare un nome al proprio dolore. E finché il dolore resta senza nome, resta ferita. Il conflitto tra destino e libero arbitrio diventa allora una domanda concreta: cosa faccio di ciò che mi è stato dato? Non è teoria. È vita.

A woman with long dark hair speaks into a microphone, while another woman with curly light hair listens attentively. The backdrop features colorful flags and decorative lighting.
Sonia Buscemi e Nicoletta Caiazzo

Mentre queste riflessioni si susseguivano, lo sguardo cadeva inevitabilmente sui quadri di Maria Magdalena Andrei. “L’amicizia, un Universo” era lì, presente, con i suoi colori che si cercavano e si sostenevano. Ma la vera sorpresa è arrivata quando l’artista ha raccontato di aver dipinto “Oltre l’orizzonte”, un 50×50 nato proprio durante la lettura della saga. Un’opera generata dal libro. Un quadro che non esisterebbe senza quelle pagine.

An abstract painting featuring a colorful circular shape in the upper right, contrasted by a red spherical form towards the bottom left. The background is a blend of various brush strokes and colors, including greens, blues, and reds, creating a dynamic and textured composition.
“L’amicizia, un Universo” di Maria Magdalena Andrei

In quel momento è stato chiaro a tutti. La saga non era solo raccontata. Era accaduta. Aveva prodotto suono. Aveva prodotto colore. Le parole diventavano immagini, le immagini restituivano senso alle parole, la musica le teneva insieme.

Non c’è stato un prima e un dopo. Non un elenco di interventi. È stato un movimento continuo, circolare. Proprio come il simbolo che attraversa la saga.

La dodicesima presentazione di Cadenze Letterarie ha confermato la forza di un progetto che non si limita a promuovere libri, ma crea esperienze culturali condivise. E ora lo sguardo è già rivolto al 26 febbraio 2026, sempre alle 19.00, quando il format celebrerà il suo primo anniversario con un nuovo appuntamento, nuovi intrecci artistici e culturali, continuando a costruire quel salotto letterario che rende Fiumicino un luogo di incontro e crescita.

Alla La Grooveria, quella sera, non si è solo parlato di un ragazzo del Settimo Universo. Si è parlato di noi. E il pubblico lo ha capito. Per questo è rimasto. Per questo ha ascoltato. Per questo ha partecipato. Il cerchio non si è chiuso. Si è allargato.

I prossimi appuntamenti sono già alle porte: domenica 22 febbraio alle ore 17.00 la festa associativa di Rockin’ Lovers, un momento di condivisione e appartenenza che racconta un percorso fatto di passione e comunità; e giovedì 26 febbraio alle ore 19.00 il primo anniversario di Cadenze Letterarie, una serata speciale che celebrerà un anno di incontri, intrecci artistici e dialogo culturale nel cuore di Fiumicino.

Perché quando la cultura mette radici, non resta evento. Diventa casa. E Fiumicino, ormai, sa riconoscerla.

Dino Tropea

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