“Ogni cosa è salutare…” di Cinzia Rota: il coraggio gentile del punto interrogativo
Ci sono parole che non alzano la voce, eppure cambiano il respiro di chi le legge.
La riflessione di Cinzia Rota nasce da una frase di Bertrand Russell e la trasforma in un esercizio di libertà interiore: mettere, di tanto in tanto, un punto interrogativo a ciò che abbiamo sempre considerato certo. Non è un gesto clamoroso. È un movimento minimo, quasi domestico. Ma proprio per questo profondamente rivoluzionario.
Pier Carlo Lava
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Il testo di Cinzia Rota si sviluppa come una meditazione narrativa. Parte da un pensiero filosofico — quello di Bertrand Russell — e lo cala nella quotidianità. Il “punto interrogativo” diventa una metafora concreta: è la mano che sposta una tenda, è la sedia su cui ci sediamo senza mai chiederci se sia davvero la più comoda per noi. L’autrice non impone verità, non costruisce tesi rigide. Sussurra una domanda. E nella domanda, apre uno spazio.
La forza del brano sta nella sua apparente semplicità. La scrittura è lineare, colloquiale, ma carica di immagini familiari. La sedia, la tenda, la luce: oggetti comuni che diventano strumenti di consapevolezza. È un procedimento che ricorda, per delicatezza e profondità, certe pagine di Erri De Luca o alcune riflessioni di Fernando Pessoa quando parlano dell’identità come movimento e non come forma fissa. Anche qui l’identità non è un blocco granitico, ma un orizzonte che si amplia.
C’è un passaggio centrale, quasi teatrale: “Potrei aver sbagliato. E allora?”. In quella domanda si concentra il cuore del testo. Non c’è dramma, non c’è colpa. C’è un sorriso leggero, quasi ironico. L’autrice suggerisce che riconoscere un errore non è una frattura, ma un’espansione. Il mondo non crolla. Si allarga.
La scrittura di Cinzia Rota mantiene un equilibrio raro: invita al cambiamento senza aggressività, incoraggia il dubbio senza destabilizzare. È un dubbio fertile, non corrosivo. Un dubbio che non distrugge, ma illumina. In questo senso, il testo si colloca in una tradizione di pensiero che vede nel “non sapere” una forma di maturità, più che di fragilità.
Dal punto di vista stilistico, il ritmo è scandito da frasi brevi e pause calibrate. La disposizione grafica contribuisce alla musicalità del testo. Alcune frasi isolate — “Si sta solo espandendo. / E tu con lui.” — diventano quasi versi poetici, sospesi tra prosa e poesia. È una scrittura che respira.
Biografia dell’autrice
Cinzia Rota è una voce contemporanea che unisce riflessione filosofica e sensibilità narrativa. La sua scrittura si caratterizza per uno stile intimista e dialogico, capace di trasformare pensieri complessi in immagini quotidiane accessibili a tutti. Nei suoi testi emerge una costante attenzione alla crescita personale, alla consapevolezza e alla libertà interiore, sempre con uno sguardo empatico e mai giudicante.
Intervista immaginaria a Cinzia Rota
Il punto interrogativo è davvero così potente?
«Sì, perché non obbliga. Invita. È una porta socchiusa, non un muro che cade.»
Il dubbio non rischia di destabilizzare?
«Solo se lo viviamo come minaccia. Io lo vedo come aria nuova in una stanza chiusa.»
Qual è il messaggio più importante che desidera resti al lettore?
«Che cambiare idea non è una sconfitta. È un atto di onestà verso se stessi.»
Conclusione
In un’epoca che ama le certezze gridate e le posizioni granitiche, il testo di Cinzia Rota propone una rivoluzione silenziosa: dubitare con gentilezza. Mettere un punto interrogativo non significa demolire, ma respirare. Significa permettersi di crescere.
E forse è proprio questo il gesto più radicale che possiamo compiere: chiederci, ogni tanto, se stiamo vivendo per abitudine o per scelta. Se la sedia su cui siamo seduti è davvero la nostra. Se la luce che entra è quella che abbiamo scelto di vedere.
Geo
L’opera di Cinzia Rota si inserisce nel panorama della riflessione contemporanea italiana, dove scrittura e consapevolezza si intrecciano in una dimensione accessibile e profondamente umana. Alessandria today continua a promuovere autori che, attraverso parole semplici ma incisive, contribuiscono alla diffusione del pensiero critico e della cultura del dubbio come strumento di crescita personale e collettiva.
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