“La forza di restare” di Simone Canesi. Due solitudini, un incontro, la resilienza come scelta quotidiana
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale. Certe storie non parlano di eroi straordinari, ma di persone comuni che cercano semplicemente di restare in piedi quando tutto sembra crollare. Con La forza di restare, Simone Canesi costruisce un romanzo intenso e delicato, in cui la resilienza non è una parola di moda ma una scelta faticosa, quotidiana, a volte dolorosa.
Il romanzo si muove lungo due traiettorie parallele. Un uomo, svuotato dalla scoperta di una menzogna durata tre anni, si ritrova solo in una casa che non è più rifugio ma eco del passato. La sua è una discesa nel silenzio, ma anche una lenta risalita fatta di piccoli gesti: ricostruire fiducia, ritrovare equilibrio, imparare a non lasciarsi definire dal tradimento. Dall’altra parte, una donna che ha trasformato la propria casa in un bunker emotivo, dopo un trauma che le ha strappato fiducia, amore e perfino il rapporto con il proprio corpo. La sua sopravvivenza passa attraverso il silenzio, ma dentro quel silenzio cresce una battaglia interiore: trasformare la vergogna in coraggio, il dolore in possibilità di rinascita. Canesi costruisce una narrazione misurata, senza eccessi melodrammatici. Il ritmo è sobrio, quasi contemplativo, e lascia spazio alla psicologia dei personaggi. Il vero centro del romanzo non è l’evento traumatico in sé, ma ciò che accade dopo: la fatica di rimettere insieme i pezzi dell’identità. In questo senso, il libro si avvicina a certa narrativa contemporanea che esplora la fragilità maschile e femminile con sguardo empatico, ricordando per atmosfera alcune opere di formazione emotiva in cui il percorso interiore prevale sull’azione.
L’incontro tra i due protagonisti – in una piccola caffetteria, in un giorno di pioggia – non è una scena spettacolare, ma un momento di riconoscimento silenzioso. Due solitudini si specchiano e comprendono di non essere sole. L’amore che nasce non è travolgente né salvifico in senso romantico, ma è un amore che accompagna, che sostiene, che permette di ricominciare senza annullarsi. È proprio questa misura a rendere il romanzo credibile e toccante. La forza di restare parla della bellezza di ricominciare quando tutto sembra perduto. Parla di cicatrici che non spariscono, ma che possono diventare segni di sopravvivenza. E soprattutto parla di una scelta: restare, non fuggire, non chiudersi definitivamente al mondo. In un’epoca in cui tutto è veloce e sostituibile, Canesi propone una narrazione che invita alla pazienza, alla cura, alla presenza.
Intervista immaginaria all’autore
Nel suo romanzo la resilienza è un tema centrale. È una qualità innata o una conquista?
Credo sia una conquista. Non nasce dal dolore, ma dal modo in cui decidiamo di attraversarlo.
Perché ha scelto due protagonisti segnati da traumi diversi ma speculari?
Per mostrare che il dolore cambia forma, ma la solitudine che genera è spesso simile. E che l’incontro può essere un atto di riconoscimento reciproco.
L’amore nel romanzo non è travolgente, ma delicato. È una scelta narrativa?
Sì. Volevo raccontare un amore che non salva magicamente, ma che sostiene e accompagna.
Geo
Simone Canesi si inserisce nel panorama della narrativa italiana contemporanea con un’opera che esplora temi universali come trauma, resilienza, fiducia e ricostruzione dell’identità, offrendo una storia capace di parlare a un pubblico ampio e trasversale. Alessandria today continua a promuovere opere che mettono al centro la complessità emotiva e la crescita interiore, contribuendo alla diffusione di una cultura letteraria attenta alle trasformazioni dell’animo umano e alle dinamiche relazionali del nostro tempo.