Alessandria e il marketing dimenticato: la leva silenziosa che può cambiare il destino economico della città

Alessandria e il marketing dimenticato: la leva silenziosa che può cambiare il destino economico della città

Ci sono parole che in alcune città suonano quotidiane, naturali, quasi scontate. In altre sembrano ancora sospese, come se appartenessero a un lessico distante. Ad Alessandria, la parola marketing è una di queste. Eppure non stiamo parlando di un vezzo moderno, né di una moda accademica: stiamo parlando di metodo, visione, capacità di leggere il mondo e di posizionarsi dentro di esso. Troppo spesso la nostra città ha discusso di crisi, di calo del commercio, di imprese che faticano, di giovani che partono. Ma raramente si è affrontato il tema centrale: come ci presentiamo al mercato? Come raccontiamo ciò che siamo? Come trasformiamo le nostre eccellenze in valore economico stabile? Senza marketing non esiste sviluppo strutturale. Senza strategia non esiste attrattività. E senza attrattività non esiste futuro. Questa non è una critica sterile, ma un invito a cambiare mentalità. Perché il vero salto culturale che Alessandria deve compiere non è solo economico, ma strategico.

Pier Carlo Lava

Per anni si è confuso il marketing con la semplice pubblicità. Si è pensato che bastasse “farsi vedere” per crescere. In realtà il marketing è un processo molto più profondo: è analisi dei bisogni, studio dei competitor, costruzione di identità, definizione di un posizionamento chiaro. Città come Milano o Bologna non sono diventate attrattive per caso. Hanno costruito nel tempo un’immagine coerente, riconoscibile, sostenuta da strategie precise. Hanno deciso chi volevano essere sul mercato nazionale e internazionale. Alessandria, invece, continua a muoversi spesso in modo frammentato, senza una narrazione unitaria forte che tenga insieme industria, commercio, cultura, turismo e innovazione.

Il tema della digitalizzazione è emblematico. Nel 2026 non è più concepibile che una parte significativa delle piccole e medie attività non abbia una presenza online strutturata. L’e-commerce non è un’opzione futuristica: è una condizione di sopravvivenza. Un negozio di quartiere può vendere in tutta Italia. Un produttore artigianale può raggiungere clienti all’estero. Ma per farlo servono strumenti, competenze, formazione. Servono investimenti mirati e soprattutto una mentalità nuova. Non basta aprire una pagina social: occorre una strategia. Non basta un sito vetrina: serve un progetto digitale integrato. E qui entra in gioco anche il ruolo delle associazioni di categoria e della Camera di Commercio di Alessandria-Asti, che potrebbero coordinare percorsi condivisi, creare consorzi, favorire stand collettivi nelle fiere nazionali e internazionali, sostenere la partecipazione a eventi dove si costruiscono relazioni e opportunità reali.

Il punto centrale, però, è il marketing territoriale. Una città non è soltanto un insieme di servizi, ma un brand. Se non decide come vuole essere percepita, sarà il mercato a definirla. Alessandria ha asset straordinari: una posizione geografica strategica tra Torino e Genova, un distretto orafo riconosciuto, una tradizione industriale importante, un patrimonio storico di rilievo. Eppure manca un piano pluriennale che metta tutto questo in sistema, che trasformi la somma delle potenzialità in una strategia coerente. Il marketing territoriale dovrebbe essere una politica pubblica strutturata, non un’iniziativa sporadica. Dovrebbe prevedere analisi dei target, definizione del posizionamento, campagne coordinate, attrazione di investimenti, collaborazione tra pubblico e privato.

Il nodo più delicato resta culturale. In molti contesti locali il marketing viene ancora percepito come un costo, non come un investimento. Si pensa che sia secondario rispetto ai problemi concreti. In realtà è l’esatto contrario: è lo strumento che permette di affrontare quei problemi con metodo. Senza visione si procede a tentativi. Senza pianificazione si rincorrono le emergenze. E mentre si discute, altre città si organizzano.

Alessandria si trova oggi davanti a una scelta che non può più essere rimandata. Continuare a lamentare il calo dei consumi, la fuga dei giovani, la difficoltà delle imprese, oppure decidere di cambiare paradigma. Il marketing non è una bacchetta magica, ma è la leva che consente di trasformare le potenzialità in risultati misurabili. Significa fare rete tra attività commerciali, sostenere l’e-commerce locale, partecipare alle fiere anche in forma aggregata, costruire un’immagine coordinata della città, investire in formazione manageriale. Significa passare da una logica difensiva a una logica propositiva.

Il futuro di Alessandria non dipenderà soltanto dalle risorse economiche disponibili, ma dalla capacità di utilizzarle con intelligenza strategica. Una città che non comunica in modo efficace rischia di diventare invisibile. Una città invisibile non attrae investimenti, non trattiene talenti, non genera crescita. Ma una città che decide di progettare il proprio posizionamento può cambiare traiettoria.

Il marketing non è un dettaglio tecnico: è una scelta politica, economica e culturale. È la differenza tra subire il mercato e guidarlo. Ed è forse arrivato il momento, con realismo e coraggio, di riconoscere che Alessandria non ha bisogno soltanto di fondi o di interventi occasionali, ma di una visione chiara, strutturata, condivisa. Solo così potrà tornare a essere protagonista e non spettatrice del proprio destino.

Geo

Alessandria è una città di confine e di passaggio, ma può diventare una città di destinazione. Situata nel cuore del Piemonte, tra Torino, Genova e Milano, rappresenta uno snodo strategico naturale per logistica, commercio e sviluppo imprenditoriale. Il suo tessuto economico, dal distretto orafo di Valenza alle piccole e medie imprese diffuse sul territorio, costituisce un patrimonio produttivo che necessita di visione, coordinamento e posizionamento competitivo. Alessandria today segue con attenzione i temi dello sviluppo locale, del marketing territoriale e delle strategie economiche, con l’obiettivo di stimolare consapevolezza, dibattito pubblico e progettualità concreta per il futuro della città e della provincia.

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Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

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