L’inganno degli Dèi di Sergio Batildi: il mito nordico come specchio inquieto dell’uomo contemporaneo

L’inganno degli Dèi di Sergio Batildi: il mito nordico come specchio inquieto dell’uomo contemporaneo

Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava

Cosa accade quando un uomo osa mettere in discussione gli dèi? Con L’inganno degli Dèi, Sergio Batildi costruisce un romanzo epico che non si limita a evocare la mitologia norrena, ma la attraversa con uno sguardo moderno, inquieto, filosofico. Ispirato all’Edda di Snorri Sturluson, il libro sceglie come punto di partenza la figura del re Gylfi, mosso non da ambizione o sete di conquista, ma dal desiderio di comprendere. È una scelta narrativa che rivela già l’intenzione dell’autore: il centro del racconto non è il potere, ma la conoscenza. Ásgarðr diventa il teatro di un confronto serrato tra il mortale e l’eterno. Thor scuote il cielo con il suo martello, Odino osserva in silenzio, Loki sorride con ambiguità, Baldr brilla come una luce fragile e perfetta. Ma ciò che rende potente il romanzo non è la fedeltà mitologica, bensì la tensione simbolica che attraversa ogni scena. Ogni risposta è una prova, ogni rivelazione incrina una certezza, ogni verità sembra dissolversi come nebbia nordica. Il Ragnarök non è soltanto un evento cosmico, ma una condizione interiore: il momento in cui l’uomo comprende che anche il divino è attraversato da crepe.

Batildi non riscrive semplicemente i miti, li interroga. La sua narrazione si inserisce idealmente nel solco delle saghe islandesi, ma dialoga anche con la grande tradizione del romanzo simbolico europeo. Se da un lato richiama l’immaginario epico di Tolkien, dall’altro possiede un’introspezione che ricorda certi passaggi di Hermann Hesse o le inquietudini metafisiche di Pessoa. Il mito diventa specchio dell’uomo contemporaneo, delle sue paure, delle sue illusioni, della sua necessità di costruire narrazioni per non tremare davanti al destino. Lo stile è intenso, visionario, capace di alternare solennità e intimità. La lingua mantiene un respiro epico senza cadere nella retorica. L’elemento più interessante resta la domanda che attraversa tutto il libro: l’inganno è davvero degli dèi, o è dell’uomo che ha bisogno di credere in un ordine superiore per sopportare il caos? In questa ambiguità risiede la forza dell’opera.

Sergio Batildi, già apprezzato collaboratore di Alessandria today, conferma con questo romanzo la sua capacità di coniugare cultura, profondità simbolica e tensione narrativa. L’inganno degli Dèi non è soltanto un omaggio alla mitologia nordica: è un’opera che interroga il nostro tempo, in cui il divino non è lontano ma inquieto, magnifico e vulnerabile.


Intervista immaginaria all’autore

D. Perché tornare oggi alla mitologia norrena?
R. Perché il mito non è mai passato. Cambiano i nomi, ma restano le domande fondamentali: chi siamo? Chi decide il nostro destino? Cosa accade quando la fede vacilla?

D. L’inganno è davvero degli dèi?
R. Forse l’inganno più grande è quello che costruiamo per proteggerci dalla paura dell’ignoto.

D. Che cosa desidera resti al lettore?
R. Il dubbio. E il coraggio di attraversarlo.

In conclusione, L’inganno degli Dèi si rivela un’opera che va oltre il fascino dell’epica nordica per diventare un’indagine profonda sul bisogno umano di senso, di ordine e di verità. Sergio Batildi non si limita a rievocare gli dèi di Ásgarðr, ma li restituisce come figure magnifiche e inquietanti, specchi delle nostre paure e delle nostre illusioni. Il Ragnarök che attraversa il romanzo non è soltanto la fine degli dèi, ma il momento in cui ogni certezza vacilla e l’uomo resta solo davanti al destino. Ed è proprio in questa solitudine che nasce la consapevolezza: forse l’inganno non risiede nel divino, ma nella nostra necessità di costruire narrazioni rassicuranti per non affrontare l’instabilità dell’esistenza. Batildi firma così un romanzo intenso e visionario, capace di parlare agli amanti della mitologia come ai lettori in cerca di domande autentiche, confermando la sua maturità narrativa e il suo contributo originale alla letteratura contemporanea.


Geo

Sergio Batildi, autore e collaboratore culturale di Alessandria today, si inserisce in quella tradizione di scrittori che uniscono radici locali e respiro internazionale. Attraverso la sua opera, la mitologia nordica dialoga idealmente con il panorama culturale italiano contemporaneo, confermando il ruolo di Alessandria today come spazio di promozione della letteratura d’autore e del pensiero critico.

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Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

Un pensiero su “L’inganno degli Dèi di Sergio Batildi: il mito nordico come specchio inquieto dell’uomo contemporaneo

  1. Grazie per questa lettura così attenta e profonda de L’inganno degli Dèi, hai colto con sensibilità il legame tra mito e inquietudine contemporanea, tra destino e scelta, tra inganno e consapevolezza, ed è proprio lì che volevo condurre il lettore, in quel punto in cui lo specchio mitico riflette sé stesso.
    Come si dice nell’antico nord: “Skál til sannleikans”, un brindisi alla verità, anche quando brucia.

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