Resolfin e Resolglass: storia di un gruppo romano che unisce artigianato, innovazione e sostenibilità.
| ROMA, DA LABORATORIO ARTIGIANO DEL 1964 A GRUPPO GREEN CON BREVETTI INTERNAZIONALI: LA STORIA DI RESOLGLASS, ECCELLENZA INDUSTRIALE NATA NELLA CAPITALE. Resolfin e Resolglass: storia di un gruppo romano che unisce artigianato, innovazione e sostenibilità, lavorando per il Quirinale, la NATO e la FAO.Tutto nasce a Roma, nel 1964, in un piccolo laboratorio dove metallo e cristallo vengono lavorati con cura artigianale. È lì che Giacomo Scozzari, padre dell’attuale titolare, costruisce le fondamenta di un’impresa che oggi dialoga con le massime istituzioni dello Stato e con i mercati internazionali.Sessant’anni dopo, quell’eredità è diventata il Gruppo Resolfin, realtà romana che ha saputo trasformare l’artigianato in industria avanzata senza perdere il legame con il territorio.«Roma è la nostra radice e la nostra identità. Qui abbiamo imparato che la qualità non è un’opzione, è una responsabilità» sottolinea Enrico Scozzari, imprenditore romano classe 1969, fondatore e amministratore del gruppo. DAI SUPPORTI PER BANDIERE ALLE ISTITUZIONI DELLO STATOLa storia imprenditoriale prende una svolta alla fine degli anni ’90. Dopo un’esperienza nella Polizia di Stato e una laurea in Giurisprudenza, Enrico Scozzari decide di dedicarsi completamente all’impresa.Inizia come subappaltatore nella produzione di supporti metallici per bandiere. Poi, di fronte a difficoltà di mercato e mancati pagamenti, decide di rivolgersi direttamente al cliente finale.«Direi che tutto nasce dalla voglia di non arrendersi mai. Quando il mercato cambiò e mi trovai con il magazzino pieno di materie prime, andai in Cina e iniziai a importare direttamente le bandiere. Poi nel 2013 abbiamo iniziato a stamparle internamente» racconta Scozzari.Oggi il gruppo vanta oltre 5.000 installazioni, con clienti come la Presidenza della Repubblica, la NATO, la FAO, la Marina Militare e numerosi Ministeri ed enti pubblici. ROMA COME LABORATORIO DI INNOVAZIONE Resolfin ha depositato e ottenuto una decina di brevetti per invenzione industriale.Tra questi anche Hercules, Kingpole, Bandiera Luminosa, Moorsimply (braccio elettromeccanico per l’ormeggio nautico), Glassblock (innovativa pinza per balaustre in vetro strutturale capace di sostenere spinte superiori a 200 kg).Solo nel 2025 sono stati installati oltre 5.000 metri lineari di balaustre in vetro su edifici di nuova costruzione.Con il brand Resolglass, il gruppo romano è entrato nell’architettura e nel real estate, portando innovazione tecnica nel settore edilizio. LA SVOLTA GREEN NATA A POMEZIA. La sostenibilità non è un’etichetta, ma un modello industriale. Dal 2018 l’azienda è energeticamente indipendente, grazie a un impianto fotovoltaico sul tetto dello stabilimento.«Durante l’aumento dei prezzi dell’energia nel 2021-2022 abbiamo risparmiato decine di migliaia di euro grazie alla nostra autonomia energetica. Essere virtuosi conviene: dal punto di vista ambientale e anche economico» spiega Enrico Scozzari.Partner di Legambiente, partner tecnico di Marevivo, Resolfin è oggi l’unica azienda italiana a produrre bandiere con tessuto ricavato al 62% da plastiche recuperate in mare.E anche nel settore edilizio, Resolglass utilizza materiali riciclati e vetro 100% riciclabile, con l’obiettivo di contribuire a una transizione climatica concreta.Nel 2026 lancerà inoltre un progetto di riciclo certificato delle bandiere per eventi, con misurazione dell’effettivo risparmio di CO2. L’IDENTITÀ ROMANA COME VALORE Roma non è solo sede. È cultura del dettaglio, artigianalità, relazione con le istituzioni, capacità di dialogare con la storia. Dal laboratorio del 1964 ai cantieri contemporanei, la traiettoria è rimasta coerente: innovare senza perdere identità.«Il futuro non si aspetta: si progetta. E Roma, per noi, è il punto di partenza» conclude Enrico Scozzari. ![]() ![]() ![]() |
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Sergio Batildi scrittore e osservatore laterale, si muove tra poesia, narrazione, editoriale e riflessione culturale. Indaga il rapporto tra linguaggio, memoria e tecnologia,con particolare attenzione ai punti di attrito del discorso contemporaneo. Ha sviluppato il concetto di Algolirica, una pratica di scrittura che mette in dialogo umano e algoritmo senza rinunciare al dubbio, al silenzio, alla complessità. Scrive per chi legge piano e considera il pensiero una forma di resistenza gentile.



