Immobile. Opaco. Di Natale Scordo. Reggio Calabria
Cosa resta dell’uomo quando tutto intorno diventa silenzio, polvere e distanza? In un tempo segnato da conflitti reali e interiori, la poesia torna a farsi voce nuda, capace di attraversare il rumore del mondo per fermarsi sull’essenziale. “Immobile. Opaco.” di Natale Scordo non descrive soltanto la guerra: la evoca attraverso immagini scarne e potenti, trasformando l’assenza, l’oblio e la sospensione in materia poetica. È un testo che interroga il presente e costringe il lettore a sostare, a non distogliere lo sguardo.
Alessandria today
Immobile. Opaco.
Nessuna profondità da immaginare.
È il cielo di tutte le guerre.
La speranza è un fuoco
che si spegne.
Incapaci di alimentarlo
siamo persi
nell’oceano del disincanto
sospinti nei deserti
dell’oblio.
Quando la guerra diventa un’abitudine, una notizia ormai sfruttata da confinare in un angolo, rimangono le parole della poesia a scuotere le coscienze, a porci di fronte alla nostra sconfitta come umanità, a denunciare con dolore il deserto dell’oblio.
L’immagine è di Alessandro Balzaretti
Geo
Questa recensione poetica di Natale Scordo, originario di Reggio Calabria, esplora con intensità le pieghe dell’esperienza umana in tempo di conflitto. Pubblicata su Alessandria today, l’opera si inserisce nel panorama culturale italiano delle poesie che testimoniano lo spirito critico e riflessivo dei nostri tempi, contribuendo al dialogo artistico nazionale tra memoria, dolore e linguaggio poetico.