Breaking news. Israele colpisce l’Iran con un attacco preventivo, esplosioni a Teheran e stato di emergenza in Israele
Il 28 febbraio 2026, lo Stato di Israele ha annunciato di aver lanciato un attacco preventivo contro l’Iran, segnando una pericolosa escalation militare in Medio Oriente. L’operazione, definita “preventiva” dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz, sarebbe finalizzata a rimuovere minacce alla sicurezza dello Stato di Israele, ma ha immediatamente riacceso tensioni già profondissime nella regione e messo a rischio ogni prospettiva di soluzione diplomatica della crisi nucleare e missilistica iraniana.
Secondo le prime ricostruzioni confermate da fonti internazionali, esplosioni sono state udite nella capitale Teheran, in particolare nell’area centrale e vicino a edifici istituzionali, mentre colonne di fumo sono visibili dalla città. Per tutta la mattinata sono suonate sirene antiaeree in Israele e il governo ha dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio, chiudendo l’aeroporto civile e invitando la popolazione a prepararsi alla possibilità di ripercussioni, tra cui lanci di missili balistici e attacchi con droni da parte iraniana.
Fonti iraniane hanno confermato che esplosioni multiple hanno scosso Teheran, ma non hanno ancora fornito un bilancio ufficiale di morti, feriti o danni alle infrastrutture. Secondo alcune ricostruzioni, il leader supremo iraniano Ali Khamenei sarebbe stato trasferito in un luogo sicuro prima dell’attacco, ma la situazione resta estremamente fluida.
Coordinamento con gli Stati Uniti
Israele ha reso noto che l’operazione è stata pianificata in coordinamento con gli Stati Uniti, segnando un’ulteriore fase di cooperazione militare tra i due Paesi nel contesto di una pressione sempre crescente su Teheran per i suoi programmi nucleari e missilistici. Washington, pur non avendo rilasciato dettagli ufficiali immediati, è stata menzionata in documenti di media internazionali come parte del quadro di attacco.
Contesto e conseguenze possibili
L’attacco di oggi segue una lunga serie di scontri e tensioni tra Israele e Iran, inclusa una guerra aerea durata 12 giorni nel giugno 2025 e continue ostilità legate al programma nucleare iraniano. Le trattative diplomatiche riprese in febbraio tra Stati Uniti e Iran avevano evidenziato un’apertura di Tehran a limitare alcune attività nucleari in cambio di allentamento delle sanzioni, ma il rifiuto di collegare questi negoziati alle restrizioni sul programma dei missili balistici ha allontanato qualsiasi accordo.
L’attacco preventivo odierno mina ulteriormente le speranze di una soluzione negoziata e spinge la regione verso una fase di potenziale conflitto più ampio, con rischi di ritorsioni militari, coinvolgimento di alleanze regionali e impatti sui prezzi dell’energia, sulla sicurezza delle rotte commerciali e sulle relazioni internazionali.
Geo
L’attacco riguarda direttamente Tel Aviv (Israele) e Teheran (Iran), ma le ripercussioni strategiche e militari si estendono a tutto il Medio Oriente, con implicazioni potenziali per Europa e Stati Uniti.
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Israele dichiara di aver lanciato un attacco preventivo contro l’Iran con esplosioni a Teheran e stato di emergenza. Cresce il rischio escalation in Medio Oriente