Poeti, Erri De Luca, “Febbraio”, analisi di Elvio Bombonato e commenti di Vincenza Cerbone e Cristina Saracano
FEBBRAIO
Sì che amo l’inverno e febbraio noce di ghiaccio,
amo le nevi quando il vento le stacca
a fagottini dai rami degli alberi
e le congiunge alla neve
con la bussata di un bacio,
amo febbraio che rosicchia luce al sole,
lo trattiene di più giorno su giorno
amo febbraio perché risale l’orizzonte
amo il pettirosso che ha resistito
senza migrare al Sud,
amo il mandorlo che apre il fiore bianco di pupilla
lo sparge sull’erba scolorita dalla brina
amo la vita che continua dopo di me…
ERRI DE LUCA
Erri De Luca (Napoli 1950), scrittore. Questa lirica è compresa nella sua raccolta di poesie “Grido, non serenata; poesia di lotta e di resistenza” Crocetti Editore Milano. Tre strofe, 13 versi in totale. Ho contato: 4 sette+sette, 2 dodecasillabi, 2 novenari, 2 endecasillabi, 1 settenario, 2 otto+otto.
Immagini dell’inverno e, in particolare, del mese di febbraio, che diventano pennellate di colori che accarezzano il cuore. Febbraio è un guscio di ghiaccio con “i fagottini di neve” che cadendo dagli alberi, baciano e si ricongiungono al tappeto di neve, ai piedi degli alberi. Febbraio è il mese che ruba tra le nuvole, spicchi di sole, le giornate si allungano e il pettirosso, forte e incurante del freddo non ha migrato verso i paesi del sud.È il mese che non svela le sue intenzioni, ma mostra il miracolo dell’imminente primavera, con il mandorlo che apre la sua corolla, bagnata di brina, facendola cadere sulla terra, insieme a qualche seme, rendendo possibile il miracolo della vita, per quelli che verranno dopo di noi. Vincenza Cerbone
Parole appropriate e intrise di dolcezza, la poesia entra in punta di piedi nel mio cuore, lentamente, con delicatezza proprio come il risveglio della natura in questo mese. Cristina Saracano