Marin Sorescu, “Shakespeare”. L’ironia filosofica di una poesia che racconta il mondo
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava
La poesia di Marin Sorescu possiede una qualità rara: riesce a essere ironica, surreale e profondamente umana nello stesso tempo. Nei suoi versi convivono leggerezza e tragedia, humour e filosofia, in un equilibrio sorprendente che rende la sua voce unica nella poesia europea del Novecento. Sorescu osserva il mondo con uno sguardo disincantato ma mai cinico: l’ironia diventa uno strumento per interrogare l’esistenza, la storia e il destino umano.
Uno dei testi più celebri della sua produzione è la poesia “Shakespeare”, un piccolo capolavoro di ironia poetica in cui il grande drammaturgo inglese diventa una metafora della vita stessa.
Shakespeare
Shakespeare creò il mondo in sette giorni.
Nel primo giorno fece il cielo, le montagne
e gli abissi dell’anima.
Nel secondo giorno fece i fiumi, i mari,
gli oceani
e gli altri sentimenti.
Nel terzo giorno riunì tutti gli uomini
e insegnò loro il gusto della vita,
il sapore della felicità
e della disperazione.
Nel quarto giorno aggiunse le risate,
le lacrime,
la paura.
Nel quinto giorno creò i personaggi:
i re, i pazzi,
gli amanti,
gli assassini.
Nel sesto giorno lasciò tutto così com’era
e si riposò.
Nel settimo giorno guardò il mondo
e disse:
È una buona tragedia.
La poesia funziona come una straordinaria parabola sull’esistenza. Sorescu riprende la struttura biblica della creazione, ma la trasforma in una riflessione ironica sul teatro della vita. L’idea che Shakespeare “crei il mondo” suggerisce che l’umanità intera sia una grande rappresentazione, popolata dagli stessi personaggi che animano le tragedie e le commedie del grande autore inglese.
Il colpo di genio sta nel finale: “È una buona tragedia.” Con questa battuta Sorescu riesce a condensare un pensiero profondo sulla condizione umana. La vita appare come uno spettacolo dove convivono felicità e dolore, grandezza e follia. L’ironia non cancella la tragedia, ma la rende più sopportabile e più comprensibile, trasformando la poesia in una forma di saggezza.
Lo stile del poeta rumeno è semplice solo in apparenza. I versi sono brevi, quasi narrativi, ma dietro questa apparente facilità si nasconde una costruzione simbolica molto raffinata, capace di fondere filosofia, letteratura e humour. In questo senso Sorescu ricorda, per la capacità di usare l’ironia come strumento poetico, autori come Wisława Szymborska o Italo Calvino, dove il sorriso diventa una porta verso riflessioni più profonde.
Biografia dell’autore
Marin Sorescu (1936–1996) è stato uno dei più importanti poeti e scrittori rumeni del Novecento. Nato nel villaggio di Bulzești, in Romania, studiò filologia all’Università di Iași e iniziò presto a pubblicare poesie che lo resero noto nel panorama letterario europeo.
Autore di raccolte poetiche, opere teatrali e saggi, Sorescu divenne celebre per il suo stile ironico, surreale e filosofico, capace di affrontare temi profondi con una leggerezza apparente. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue e rappresentate nei teatri di molti paesi. Negli anni Novanta fu anche Ministro della Cultura della Romania, contribuendo alla rinascita culturale del paese dopo la fine del regime comunista.
La sua poesia continua a essere letta e studiata per la capacità di unire humour, riflessione esistenziale e una straordinaria libertà immaginativa.
Conclusione
Leggere Marin Sorescu significa scoprire una poesia che non teme di sorridere davanti alla tragedia della vita. Nei suoi versi il mondo appare come un grande palcoscenico dove ognuno recita la propria parte. La poesia “Shakespeare” è un esempio perfetto di questa visione: breve, ironica, ma capace di racchiudere una riflessione universale sull’esistenza umana.
È la prova che la grande poesia non ha bisogno di essere solenne: a volte basta una battuta geniale per raccontare l’intero dramma della vita.
Geo
Marin Sorescu appartiene alla grande tradizione poetica dell’Europa orientale, una regione che nel Novecento ha prodotto alcune delle voci più originali della letteratura mondiale. Nato in Romania e attivo tra poesia, teatro e saggistica, Sorescu ha saputo portare nella poesia europea una miscela unica di ironia, surrealismo e riflessione filosofica. Attraverso recensioni e approfondimenti come questo, Alessandria today continua a promuovere la conoscenza dei grandi autori della letteratura internazionale, offrendo ai lettori un viaggio culturale tra lingue, epoche e sensibilità diverse.
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