Vasko Popa, “Piccola scatola” (Mala kutija). Quando la poesia diventa simbolo e mistero
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava
La poesia di Vasko Popa è una delle esperienze più originali della poesia europea del Novecento: breve, essenziale, ma capace di evocare mondi interi. Nei suoi versi si incontrano il mito, il folclore balcanico, l’ironia e una sorprendente modernità. Popa riduce il linguaggio all’osso, eliminando ogni elemento superfluo, e costruisce immagini simboliche che sembrano provenire da una memoria antica. In questo modo la sua poesia diventa quasi un enigma, una forma di racconto arcaico che dialoga con la sensibilità contemporanea.
Tra i testi più rappresentativi del suo stile si trova la poesia “Piccola scatola”, appartenente alla raccolta Kora (1953), opera che lo ha imposto come una delle voci più importanti della poesia jugoslava del dopoguerra.
Piccola scatola
Metti una scatola dentro un’altra
poi mettila dentro una terza
poi dentro una quarta
poi dentro una quinta
poi dentro una sesta
poi dentro una settima
Chiudi bene la settima scatola
mettila dentro la prima scatola.
La poesia appare semplice, quasi infantile nella sua struttura, ma racchiude una forza simbolica straordinaria. Le scatole che si susseguono una dentro l’altra creano un’immagine circolare, un gioco apparentemente impossibile che rimanda all’idea di infinito, di ritorno su se stessi, di enigma senza soluzione. Il gesto finale, quando la settima scatola viene rimessa nella prima, produce una struttura chiusa e misteriosa che sfida la logica e invita il lettore a riflettere sul senso della realtà e dell’esistenza.
Lo stile di Popa è caratterizzato da brevità estrema, immagini concrete e simbolismo quasi mitologico. Non c’è retorica, non c’è spiegazione: la poesia funziona come un oggetto magico, una formula evocativa che suggerisce significati senza mai dichiararli apertamente. In questo senso Popa si avvicina, per intensità e concentrazione simbolica, a poeti come Paul Celan o Giuseppe Ungaretti, capaci di trasformare poche parole in una densità poetica straordinaria.
La forza della sua poesia sta proprio in questa tensione tra semplicità e profondità. Il lettore si trova davanti a versi brevi ma ricchi di suggestione, che ricordano i giochi linguistici delle filastrocche ma allo stesso tempo aprono uno spazio filosofico e quasi metafisico. Popa dimostra così che la poesia può essere essenziale come una formula e potente come un mito.
Biografia dell’autore
Vasko Popa (1922–1991) è stato uno dei più importanti poeti serbi del Novecento. Nato nel villaggio di Grebenac, nella regione del Banato, allora parte della Jugoslavia, studiò letteratura e filosofia a Belgrado, Bucarest e Vienna. Durante la Seconda guerra mondiale fu internato in un campo di prigionia tedesco, esperienza che segnò profondamente la sua visione del mondo e della poesia.
Dopo la guerra divenne una figura centrale della letteratura jugoslava. La sua prima raccolta, Kora (1953), rivoluzionò il panorama poetico del paese con uno stile asciutto, simbolico e fortemente influenzato dalla tradizione popolare balcanica. Tra le sue opere più importanti si ricordano Nepočin-polje (Il campo dell’inquietudine), Sporedno nebo (Cielo laterale) e Uspravna zemlja (Terra eretta). Le sue poesie sono state tradotte in molte lingue e hanno influenzato profondamente la poesia europea contemporanea.
Popa è considerato uno dei grandi innovatori della poesia del secondo Novecento, capace di fondere mito, folklore e avanguardia in una forma poetica essenziale e potentemente simbolica.
Conclusione
Leggere Vasko Popa significa entrare in una dimensione poetica dove poche parole aprono spazi immensi. La sua poesia dimostra che l’essenzialità può essere una forma di profondità: ogni verso è una porta verso un significato possibile. “Piccola scatola” è un perfetto esempio di questa poetica, un testo breve ma memorabile che trasforma un semplice oggetto quotidiano in un simbolo dell’enigma della realtà e del pensiero umano.
Geo
Vasko Popa appartiene alla grande tradizione poetica dell’Europa centro-orientale, una regione dove il rapporto tra mito, storia e memoria ha generato alcune delle voci più intense della poesia moderna. Nato nel Banato serbo e attivo principalmente a Belgrado, Popa ha contribuito a portare la poesia jugoslava nel panorama internazionale. Attraverso recensioni e approfondimenti come questo, Alessandria today continua a promuovere la conoscenza dei grandi autori della poesia mondiale, offrendo ai lettori un percorso culturale che attraversa epoche, lingue e tradizioni.
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