Dal Piemonte al mondo: Mokavit, l’eccellenza del caffè italiano
Tradizione, innovazione e cultura dell’espresso: la storica realtà piemontese porta nel mondo il gusto autentico del Made in Italy
Pieno cuore produttivo piemontese, Ornavasso, nel Verbano Cusio Ossola. 7.500 metri quadrati di quartier generale, dove tecnologia e tradizione lavorano insieme. Una potenza industriale che arriva fino a 10.000 moka al giorno, pari a oltre 2,5 milioni di pezzi all’anno con l’ambizioso obiettivo di 200.000.

(…) “È così che nasce il nome MokaVit. “Vit” richiama innanzitutto il mio cognome, Vittoni, ma ha anche un significato più profondo: in latino richiama la parola vita, perché il caffè, in Italia, è proprio questo — un piccolo rito quotidiano che accompagna la vita delle persone”.
Quando la grande tradizione culinaria italiana – oggi riconosciuta in tutto il mondo – si incontra con la sconfinata passione di uomini e imprenditori fedeli al proprio credo, ed entrambe camminano a braccetto con l’innovazione e il futuro, la magia che ne consegue non lesina a prendere forma. E’ la prestigiosa storia di Mokavit, brand d’eccellenza fortemente posizionato nel nobile e secolare segmento del caffè, creato dal visionario Gianni Vittoni, affiancato dal suo Ceo e AD Pierluigi Colorisi e di stanza a Ornavasso, in Piemonte, punto strategico tra i due laghi Maggio e d’Aorta.
E quando si parla di moka, va da sé che non è da intendersi di sole caffettiere, affatto, ma di una scelta autentica ben precisa, che resta impressa indelebilmente nel modus vivendi di ognuno di noi. Sì, perché si parla della strenua difesa di un rito quasi sacrale, in un’era che corre, galoppa, consuma, omologa e troppo spesso dimentica! Con Mokavit invece siamo nella costellazione delle sensazioni, delle emozioni, dell’impalpabile; come il profumo che sveglia la casa alle prime luce dell’alba, come quella mano che aspetta che salga la dorata crema, che qualcuno – e sovente – prepara per qualcun altro che ama, come il non perdere quella atavica memoria e quella presenza costante, oggi messa a dura prova dalla ‘glaciazione’ e l’inumanità di macchine e cialde.
Si tratta soprattutto di mantenere l’identità, di credere nella tecnologia ma tutelando la storia, di evoluzione senza perdere l’amore, di non tradire l’anima, e anche e a maggior ragione, di scrupolosa precisione e di quella raffinatissima qualità dei materiali (100% Italy) che rende il prodotto tanto essenziale quanto – in questo caso specifico – lussuoso e di altissimo pregio!
Ad impreziosire ulteriormente la storia d’impresa di Mokavit è senza dubbio la vera ‘squadra’, il team, che è anche la forza dell’intero gruppo dirigenziale. Prima fra tutte la partnership con lo Chef Salvo Lo Castro, siciliano di origine e protagonista indiscusso di un percorso internazionale tra i più prestigiosi nel suo campo, consacrandolo quale Re della gastronomia italiana negli Stati Uniti, la Grande Mela in primis. Con questa collaborazione si punta a rafforzare la presenza del brand nelle Americhe – mercati dinamici e in continua evoluzione – portando oltreoceano un’idea di qualità che unisce design, artigianalità e cultura del caffè. Non solo un prodotto dunque, ma un’esperienza che racchiude eleganza, memoria e identità. “Rappresentare Mokavit nelle Americhe significa portare con me un pezzo di Italia autentica, quella dei rituali quotidiani che uniscono le persone. La moka è un simbolo potente: racconta la nostra storia in modo semplice ma profondo”, sentenzia e chiosa Lo Castro.
A seguire l’eclettica e vulcanica Marcella Nicotra, brand ambassador di Mokavit e cantante professionista presso le maggiori catene Luxury Hotels a livello internazionale, e Antonio Tony Sasa, Cavaliere della Repubblica, profondo esperto e conoscitore di enogastronomia, specializzato nella commercializzazione dei prodotti vitivinicoli in tutto il mondo, nonché direttore commerciale della nota Tenuta Il Palagio, oggi testimone illustre dell’azienda piemontese di moka nel mondo.
Gianni Vittoni, qualche passo indietro. Ci parli un po’ di lei, da dove viene e come si è formato…
La mia storia nasce dalla meccanica di precisione. A 25 anni avevo già aperto la mia prima officina praticamente sotto casa. È lì che ho iniziato a costruire il mio percorso imprenditoriale, lavorando su componenti meccanici con standard molto elevati. Nel tempo siamo riusciti a ottenere commesse importanti che, all’inizio, sembravano quasi impensabili per una realtà piccola come la nostra. Abbiamo lavorato con grandi gruppi industriali come Ansaldo e Shimano, esperienze che mi hanno insegnato molto sul rigore produttivo, sulla qualità e sull’organizzazione industriale.
Fin da subito però ho sempre avuto una convinzione molto chiara: un imprenditore non deve mai dipendere da un solo settore. I mercati cambiano, le crisi arrivano, e bisogna essere pronti ad affrontarle. Per questo ho sempre scelto di diversificare.
Nel tempo sono nate diverse attività: una marmeria, un’azienda che realizzava componenti – tra cui anche la celebre “Casa di Barbie” – lavorando per diversi anni con Mattel, un’azienda di logistica, un call center e anche una falegnameria specializzata in mobili su misura per architetti e professionisti del settore. Tra tutte queste esperienze industriali, per molti anni la mia azienda ha prodotto milioni di caffettiere all’anno per importanti marchi internazionali. È stata un’attività molto significativa che mi ha permesso di conoscere a fondo il prodotto e il mercato.
La mia filosofia imprenditoriale è sempre stata la stessa: costruire aziende diverse ma complementari. Quando un settore attraversa una fase difficile, spesso ce n’è un altro che cresce e compensa. È un modo per rendere il sistema imprenditoriale più solido e resiliente.
Ed è proprio da questa esperienza, maturata negli anni tra produzione, innovazione e visione industriale, che è nata poi Mokavit.
Quando e come Mokavit partì nella sua testa?
A un certo punto della mia vita imprenditoriale ho sentito il bisogno di creare qualcosa che fosse davvero mio, che portasse anche il mio nome e la mia identità. Dopo tanti anni passati a produrre per altri grandi marchi, desideravo dare vita a un progetto che rappresentasse direttamente la mia visione e lasciare un segno nella storia.
È così che nasce il nome MokaVit. “Vit” richiama innanzitutto il mio cognome, Vittoni, ma ha anche un significato più profondo: in latino richiama la parola vita, perché il caffè, in Italia, è proprio questo — un piccolo rito quotidiano che accompagna la vita delle persone.
L’idea concreta del prodotto è arrivata osservando un cambiamento evidente nel mercato domestico: la diffusione sempre più ampia dei piani cottura a induzione. Milioni di persone continuavano ad amare il rito della moka, ma spesso erano costrette a utilizzare adattatori poco pratici per far funzionare le caffettiere tradizionali.
Ho pensato quindi che fosse arrivato il momento di progettare una moka capace di mantenere intatta l’autenticità del caffè italiano, la sua iconica forma, ma allo stesso tempo perfettamente compatibile con le nuove tecnologie di cucina.
Da qui nasce la moka Mokavit a sette facce con fondo bimetallico, saldato a laser progettata proprio per funzionare anche sui piani a induzione, senza rinunciare alla tradizione e al gusto del vero caffè preparato con la moka.

E La Fenice, come vostro iconico simbolo rappresentativo?
La Fenice perché è sinonimo di Rinascita. In Mokavit, abbiamo voluto rappresentare questo percorso attraverso l’immagine della fenice, un animale mitologico che simboleggia la rinascita dalle proprie ceneri. Il nostro desiderio è quello di riportare la moka al centro della vita quotidiana, riscoprendola non solo come oggetto di uso comune, ma come un elemento fondamentale della tradizione italiana. La sede di Mokavit srl si trova a Ornavasso, a pochi chilometri da Crusinallo di Omegna, dove tutto ha avuto inizio. Per noi, questo ritorno alle radici, non è solo simbolico, ma è la nostra missione. La moka è stata un oggetto che ha portato lavoro, benessere e lustro al nostro territorio, e il nostro obiettivo è quello di restituirle il valore e l’importanza che merita.
Addentriamoci ora nei singoli prodotti. Come li ha pensati e concepiti…
Uno degli aspetti che ci rende più orgogliosi è il fatto che abbiamo depositato due brevetti, frutto di anni di studio e progettazione.
Il primo riguarda la moka a 7 facce, un brevetto esclusivo e unico nel suo genere. Questa forma non è stata pensata solo per distinguersi dal punto di vista estetico, ma anche per migliorare il comportamento termico della moka. La particolare geometria favorisce infatti una distribuzione del calore più uniforme, consentendo una preparazione del caffè più equilibrata e una migliore estrazione degli aromi. Il risultato è una tazza più ricca, più intensa e più fedele alla miscela utilizzata.
Il secondo brevetto riguarda invece il fondo bimetallico per l’induzione, un elemento tecnico fondamentale per adattare la moka alle cucine moderne. Il corpo della moka è realizzato in alluminio, materiale leggero e altamente conduttivo che da sempre caratterizza la tradizione della moka italiana. Il fondo, invece, è composto da acciaio inox applicata e saldata con tecnologia laser, che rende la caffettiera perfettamente compatibile con i piani cottura a induzione.
Questa soluzione tecnica permette alla moka Mokavit di essere utilizzata su tutte le fonti di calore: induzione, gas e fornelli elettrici, senza compromettere la qualità dell’estrazione del caffè.
In sostanza abbiamo voluto creare un prodotto che fosse sì elegante e distintivo nel design, ma che rappresentasse anche un’evoluzione tecnologica della moka tradizionale, migliorando l’esperienza del caffè senza snaturarne il rituale.

Gianni, lei si ritieni un sognatore? Quanto incidono ottimismo e sogni nella carriera e nelle vittorie di un uomo che fa impresa?
Credo che ogni imprenditore debba essere anche un sognatore. Senza una visione non si costruisce nulla. Ma il sogno deve essere accompagnato dal lavoro quotidiano. Ottimismo e determinazione sono due elementi che aiutano molto nei momenti difficili, perché l’impresa è fatta di sfide continue.