EUGENIO MONTALE Ossi di seppia 1925, Elvio Bombonato

Spesso il male di vivere ho incontrato:

era il rivo strozzato che gorgoglia,

era l’incartocciarsi della foglia

riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio

che schiude la divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

EUGENIO MONTALE Ossi di seppia 1925

Due quartine di endecasillabi piani, l’ultimo verso è un alessandrino (doppio settenario); rime ABBA CDDA. La struttura della poesia è geometrica: tre immagini per il male di vivere, verso il basso, la caduta; e tre per la divina Indifferenza: verso l’alto, l’ascesa. Sorprendente il verbo dell’incipit assertivo ‘ho incontrato’ e non: ho provato, quasi il male di vivere fosse una persona che si incontra per caso. Le tre immagini del male di vivere risultano inattese: il ruscello che fatica a scorrere, la foglia bruciata dalla siccità, il cavallo a terra per la fatica, perché il male si trova ovunque, anche dove meno te lo aspetti: non è possibile raggiungere l’apatia/atonia, l’imperturbabilità degli stoici, epicurei e scettici.   Elevate le immagini della divina Indifferenza, un miracolo (prodigio), lontana dall’uomo: la statua, la nuvola, e il falco in volo, simbolo della libertà, del distacco, del dominio. ‘Bene non seppi’: non ho conosciuto altro bene; ‘schiude’: concede.  Immagini oggetto, correlativi oggettivi, in quanto non descrivono la dinamica emotiva che le ha prodotte; ‘gorgoglia e incartocciarsi’: verbi onomatopeici, di gusto pascoliano.                                                               Disperato senso dell’esistere, non tanto un sentimento di non esistenza, quanto un non sentimento (Contini). “A me la vita è male” Leopardi, ‘Canto notturno’.                                                                           Dinamici i due enjambement forti simmetrici: foglia/riarsa e sonnolenza/del meriggio.                                                             Il male di vivere fu conosciuto dagli antichi e dai moderni: taedium vitae, noia, melanconia, umor nero, inerzia, stanchezza, depressione, angoscia, ennui, spleen (Baudelaire).                                                          Lessico aspro duro ostile nella prima strofa.