Perché il vino ricavato dall’uva fragola è illegale in Italia?. Un vino proibito: la storia e le ragioni dietro il divieto

Perché il vino ricavato dall’uva fragola è illegale in Italia?. Un vino proibito: la storia e le ragioni dietro il divieto

In Italia, paese famoso per la produzione di vini di eccellenza, il vino ottenuto dall’uva fragola, conosciuta anche come uva americana o uva Isabella, è considerato illegale. Questo divieto, poco noto ai più, suscita curiosità e dibattiti tra appassionati e produttori. Ma quali sono le motivazioni che hanno portato a questa decisione?

Origini e caratteristiche dell’uva fragola.
L’uva fragola è una varietà di vite originaria dell’America, appartenente alla specie Vitis labrusca. Introdotta in Europa nel XIX secolo per combattere la fillossera, un insetto devastante per le viti autoctone europee, questa varietà si è diffusa rapidamente grazie alla sua resistenza e alla sua capacità di adattarsi a diversi terreni e climi. Il suo sapore dolce e il profumo intenso, che ricorda quello delle fragole, hanno conquistato molti consumatori, ma non senza conseguenze.

Le ragioni del divieto.
Il vino prodotto con uva fragola è vietato in Italia e in gran parte dell’Unione Europea per motivazioni di carattere legislativo, tecnico e sanitario.

  1. Legislazione europea: secondo le normative dell’Unione Europea, il vino può essere prodotto solo da viti appartenenti alla specie Vitis vinifera, di cui fanno parte tutte le varietà tradizionalmente coltivate in Europa. L’uva fragola, essendo parte della Vitis labrusca, è esclusa da questa definizione.
  2. Presenza di metanolo: il processo di fermentazione del mosto di uva fragola genera livelli relativamente alti di metanolo, una sostanza tossica per l’uomo se assunta in quantità elevate. Sebbene i livelli di metanolo nei vini di uva fragola siano considerati sicuri per un consumo moderato, la normativa europea ha preferito vietare del tutto la produzione per precauzione.
  3. Questione qualitativa: alcuni esperti enologi hanno criticato la qualità del vino di uva fragola, considerandolo poco raffinato rispetto ai vini tradizionali europei. Questo ha contribuito a rafforzare il divieto come misura per proteggere il prestigio del vino italiano.

Un divieto che alimenta la tradizione locale.
Nonostante il divieto, in alcune regioni italiane, come il Trentino-Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, l’uva fragola viene utilizzata per produrre bevande non alcoliche come succhi o sciroppi, oltre a essere consumata come frutto fresco. In alcuni casi, viene prodotto clandestinamente un vino chiamato “fragolino”, spesso considerato una specialità locale.

Una tradizione che divide.
Il divieto del vino di uva fragola continua a generare dibattiti tra chi lo considera un rischio per la salute e chi lo difende come parte della tradizione enogastronomica locale. Resta il fascino di una bevanda proibita che, nonostante tutto, ha saputo resistere nel tempo come simbolo di autenticità e passione.

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