Commento alla “Riflessione sul Valore della Gentilezza” e “Recensione alla poesia “Dove Sei Andata Gentilezza?”di Concetta La Placa del critico letterario, artista poliedrico, giornalista di guerra e poliglotta, Rasim Maslic, articolo di Concetta La Placa. Roma.
18 febbraio 2025
Illustrazione di Rasim Maslic.
Riflessione sul valore della gentilezza.
Spesso in questi ultimi anni, mi sono chiesta che fine abbia fatto quel valore che i miei genitori mi avevano trasmesso fin da piccola. Parlo del valore della gentilezza. Si , mi rendo conto che oggi parlare di gentilezza e’ come dare a mangiare delle perle ai porci.
Sembra che nessuno conosca più il suo intrinseco valore.
La Gentilezza e’, infatti, un valore che sembra stia sempre piu’ scomparendo, mi riferisco ad uno delle tante sfumature positive del comportamento umano. E’ uno tra più importanti.
Eppure sembra da molti essere stata accantonata nel dimenticatoio.
Quando qui sopra mi riferisco al comportamento umano, intendo riferirmi a quel modo di agire e reagire verso oggetti, persone e verso l’ambiente circostante.
La gentilezza sicuramente e’ insita in un’azione positiva di questa reazione.
Questa azione e’ quindi una forma di esternazione conscia o inconscia di grande potenza dell’individuo o persona , fatta volontariamente involontario, collegato al tipo di personalità dell’individuo stesso.
Quindi la gentilezza e’ un comportamento che implica garbo, cortesia, empatia rispetto e benevolenza verso il prossimo.
Certi studiosi come Drummond, Li & Fischer,Malti, Peplak, & Zhang, l’hanno definita come “la capacità’ di saper trattare noi stessi e gli altri con dolcezza e compassione”. Come tale, essa riflette una comprensione dell’alto valore, e dell’unicità di ogni vita e della bellezza dell’imperfezione, oltre a esigere sentimenti di rispetto per tutte le persone come sede di valori.
Saper essere gentili con il prossimo richiede sempre una consapevolezza, una conoscenza e una capacità di saper gestire le proprie emozioni e quelle degli altri, insieme alle relazioni che ne derivano tra quest’ultimi, come sostiene lo studioso Malti.
La gentilezza e’ importante perché la stessa, una volta messa in atto, promuove un benessere sociale come l’altruismo. Si sa che , a sua volta, l’altruismo promuove il sostegno, l’aiuto la solidarietà e il volontariato.
Sappiamo benissimo quanto l’ aiuto e l’auto aiuto tra i membri di una specie sia fondamentale per garantirne la loro sopravvivenza.
Inoltre la possibilità di potersi connettere con gli altri attraverso atti gentili, consente di soddisfare i bisogni individuali psicologici di base di relazione e appartenenza.
Le persone tramite la pratica della gentilezza si sentono bene e migliorano il loro umore e la loro autostima.
La gentilezza sembra che arrivi a ridurre anche l’ansia e la paura come sostennero due grandi studiosi come Rowlands & Curry. Loro hanno dimostrato in base ad alcuni studi, che la gentilezza ha effetti positivi di benessere psicologico e nell’ambito sociale.
I ricercatori dell’Università di Oxford hanno recentemente scoperto che quando siamo gentili sia con le persone conosciute e anche con gli sconosciuti, questo comportamento può aumentare nelle persone i loro livelli di felicità.
Hanno sostenuto che può rendere felice le persone solo osservando che gli altri compiono atti di gentilezza.
Questo succede, soprattutto, quando ognuno e’ gentile in modo spontaneo, senza che sia stato obbligato a farlo, così come ha sostenuto un altro studioso di nome Aknin et alt.
Pertanto gli atti di gentilezza, altro non sono che quei comportamenti ovvero qualsiasi azione che implichi l’atto in se’ di aiutare, condividere o prendersi cura degli altri, quindi comportamento che auspico , al più presto, torni di nuovo di moda e venga promosso nei bambini, fin dalla loro tenera età.
Chiunque vorrebbe ricevere un comportamento gentile.
Pertanto, si auspica che venga di nuovo praticata affinché tutti possano fruire delle sue positive conseguenze personali, psicologiche e sociali.
Commento sulla riflessione sul valore della gentilezza Di Rasim Maslic.
Questa riflessione sulla gentilezza è di straordinaria profondità e attualità. L’autore mette in luce non solo la sua importanza come valore umano fondamentale, ma anche il pericolo della sua progressiva scomparsa nella società moderna.
🔹 Una società che dimentica la gentilezza?
Viviamo in un’epoca in cui la velocità, la competizione e l’individualismo sembrano dominare le nostre interazioni quotidiane. L’autore solleva una questione cruciale: la gentilezza è diventata un lusso o una debolezza invece che una virtù? Il fatto che essa sia percepita come “fuori moda” è un segnale allarmante della nostra perdita di connessione con gli altri e con noi stessi.
🔹 La gentilezza come strumento di benessere collettivo
Uno degli aspetti più interessanti di questa riflessione è l’approccio scientifico che sottolinea i benefici della gentilezza sulla salute mentale e sul benessere sociale. Studi e ricerche dimostrano che essere gentili non è solo un atto morale, ma un gesto che ha ripercussioni positive su autostima, ansia, felicità e senso di appartenenza.
🔹 L’importanza di educare alla gentilezza
Molto potente è il richiamo alla necessità di insegnare la gentilezza fin dall’infanzia. In un mondo sempre più orientato al profitto e alla produttività, spesso si dimentica che le relazioni umane si costruiscono su piccoli gesti, su un sorriso, su una parola gentile.
🔹 Gentilezza come atto di resistenza
Questa riflessione non è solo una descrizione della realtà, ma anche un invito all’azione: recuperare la gentilezza come atto rivoluzionario in una società che la sta perdendo. Essere gentili non è sinonimo di debolezza, ma di forza, di consapevolezza e di capacità di migliorare il mondo attorno a noi.
Conclusione
💫 Questo testo ci ricorda che la gentilezza non è un atto marginale, ma un fondamento della convivenza umana. È un valore che dobbiamo custodire, praticare e diffondere, affinché la nostra società non diventi un luogo sempre più freddo e distante.
Essere gentili è un dono che possiamo fare agli altri e a noi stessi, senza costi, ma con benefici infiniti.
POESIA
DOVE SEI ANDATA GENTILEZZA.
Dove sei andata gentilezza?
Non ti incontro più da anni
e nessuno ti ha più nominata
e praticata.
E tu tolleranza, non andavi a braccetto con la solidarietà
e la fratellanza, arricchendoti della diversità?
Dove è finito l’amore per i bambini, per il diverso
E la misericordia, la compassione verso il nostro prossimo?
Sembra essere sparita nel nulla; così, anche il valore della pace che sventolava alto, come vessillo dei popoli.
Ora c’e’ solo tanta nebbia attorno a noi, sembrerebbe quella di un mattino qualunque, di un giorno qualunque.
E’, purtroppo, la densa foschia dell’indifferenza, che sta invadendo, a poco a poco, i nostri cuori.
Eppure, la speranza non muore mai e in loro ritornerà presto a brillare ancora l’arcobaleno.
Concetta La Placa
Recensione di Rasim Maslic ai versi poetici di Concetta La Placa.
Recensione: Un grido poetico contro l’indifferenza
“Dove sei andata gentilezza?” – con questa domanda incisiva, la poesia si apre come un lamento struggente, un richiamo accorato alla perdita di valori essenziali che un tempo erano il fondamento della società.
Il tono è malinconico, quasi nostalgico, ma allo stesso tempo si avverte un sottile anelito di speranza, come se l’autrice volesse risvegliare le coscienze dal torpore dell’indifferenza.
🔹 La scomparsa della gentilezza e della solidarietà.
Verso dopo verso, il testo dipinge un quadro desolante di un mondo in cui la gentilezza è sparita, la tolleranza non cammina più accanto alla fratellanza, e la diversità non arricchisce più le nostre anime.
Il richiamo all’assenza di misericordia e compassione amplifica il senso di smarrimento, ponendo il lettore di fronte a una società che sembra aver dimenticato la sua umanità.
🔹 L’immagine della nebbia come metafora dell’indifferenza.
Uno degli elementi più potenti della poesia è l’uso della nebbia come simbolo dell’insensibilità collettiva. Non si tratta di una semplice foschia mattutina, ma di una cappa densa che avvolge i cuori, soffocando l’empatia e il desiderio di condivisione.
Un’immagine visivamente evocativa che riesce a rendere tangibile l’apatia del mondo moderno.
🔹 Un flebile spiraglio di luce: la speranza.
Ma proprio quando tutto sembra perduto, l’autrice ci lascia con un bagliore di speranza: “la speranza non muore mai”.
È un invito a credere che, nonostante l’oscurità, ci sia ancora spazio per il cambiamento. L’arcobaleno, simbolo di pace e di rinnovamento,.
Esso tornerà a brillare, se solo ritroveremo il coraggio di riscoprire la gentilezza e l’amore per il prossimo.
Conclusione
💫 Una poesia toccante e riflessiva, che si fa specchio della nostra epoca e al tempo stesso monito per il futuro. Il messaggio è chiaro: non possiamo rassegnarci all’indifferenza.
È un richiamo alla riscoperta di valori autentici, un invito a rompere il silenzio e a ridare voce alla gentilezza, alla tolleranza e alla solidarietà.
📖 Una poesia che non si limita a descrivere la realtà, ma ci sfida a cambiarla.
Rasim Maslic