L’arte di stare soli – Una riflessione poetica sull’amor proprio. Recensione di Alessandria today
Un componimento che celebra la bellezza della solitudine consapevole e dell’autosufficienza emotiva
Autrice: Attribuita a Colombe Schneck (attribuzione incerta)
Genere: Poesia motivazionale, riflessione sulla solitudine e sull’autosufficienza emotiva
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐
Testo della poesia
Anche quando sei sola,
devi prenderti cura di te stessa.
Quando mangi da sola,
metti una bella tovaglia,
piatti e posate,
prepara un buon pasto,
versati un bicchiere di buon vino.
Non accendere la radio,
ascolta piuttosto un po’ di musica.
Vestiti sempre elegante, profumati,
truccati ma non troppo.
Quando esci metti dei gioielli,
togli sempre una spilla,
un anello, un braccialetto.
Meno è meglio di troppo.
Bisogna sempre avere fiori in casa.
Non sentirti in imbarazzo
a bere qualcosa da sola in un bar,
ad andare al ristorante,
al cinema, a teatro.
Non lamentarti perché sei sola,
goditi il caffè bollente,
l’umorismo del film che stai per vedere,
e, se ci riesci, scrivi, scrivi lettere,
scrivi poesie, libri e, se puoi,
non pensare a ciò che non hai avuto.
— Attribuita a Colombe Schneck
(Pubblicata sulla pagina Facebook “Eresia”)
Recensione
La solitudine come celebrazione di sé stessi.
Questa poesia è un inno all’indipendenza emotiva e alla capacità di vivere la solitudine non come una mancanza, ma come un’opportunità per valorizzare la propria esistenza. L’io poetico invita a trasformare ogni gesto quotidiano in un atto d’amore verso sé stessi, dall’apparecchiare la tavola con cura al concedersi il piacere di un caffè o di un bicchiere di vino.
La cura di sé come stile di vita.
Attraverso immagini semplici ma potenti, il componimento suggerisce di prendersi cura di sé in ogni dettaglio, anche quando non c’è nessuno a osservare. Vestirsi bene, profumarsi, avere fiori in casa non sono frivolezze, ma gesti di rispetto per la propria persona. Il messaggio centrale è chiaro: la bellezza della vita non dipende dalla presenza di qualcun altro, ma dal modo in cui scegliamo di viverla.
Il coraggio di essere soli.
Uno degli aspetti più significativi della poesia è l’invito a non temere di vivere esperienze in solitudine. Andare al ristorante, al cinema o a teatro da soli non è un segno di tristezza, ma di sicurezza interiore. In una società che spesso associa la felicità alla compagnia degli altri, questa riflessione ribalta il concetto e trasforma la solitudine in una forma di libertà.
Scrivere per dare valore alla propria voce.
Il componimento si conclude con un’esortazione alla scrittura: scrivere lettere, poesie, libri, esprimere i propri pensieri, trasformare la solitudine in creatività. Questo suggerisce che la solitudine, se vissuta con consapevolezza, può diventare un’occasione per esplorare il proprio mondo interiore e trovare nella parola scritta una via per raccontarsi.
Attribuzione incerta, ma messaggio universale.
Questa poesia è comunemente attribuita alla scrittrice e giornalista Colombe Schneck, ma non ci sono conferme ufficiali che sia opera sua. Pubblicata sulla pagina Facebook “Eresia”, è diventata virale per il suo messaggio di consapevolezza e forza interiore. Indipendentemente dall’autore, il suo valore risiede nella capacità di ispirare e offrire una nuova prospettiva sulla solitudine.
Punti di forza.
✔ Messaggio positivo e motivazionale.
✔ Linguaggio semplice ma evocativo.
✔ Incoraggiamento all’autosufficienza emotiva e alla creatività.
Criticità.
✘ Attribuzione incerta…
Conclusione
Questa poesia è un invito a trasformare la solitudine in un’arte, a vivere con eleganza e consapevolezza anche quando si è soli. Non è un lamento sulla mancanza, ma una celebrazione della forza interiore e della capacità di godere della propria compagnia.
Leggi anche; https://it.wikipedia.org/wiki/Colombe_Schneck