Niente red carpet per “Biancaneve”: ecco perché il nuovo film Disney sta scatenando grosse polemiche – di Davide Turrini
Il tanto atteso live action Disney di “Biancaneve”, in uscita il prossimo 21 marzo, è già finito nell’occhio del ciclone prima ancora di approdare nelle sale. A Hollywood, dove solitamente le première si svolgono tra tappeti rossi, abiti scintillanti e flash dei fotografi, questa volta regnerà un’atmosfera molto più sobria. Nessun red carpet, nessuna cerimonia sfarzosa, un segnale evidente di quanto il film stia dividendo pubblico e critica ancor prima dell’uscita ufficiale.
Le polemiche che accompagnano la nuova “Biancaneve” live action sono numerose e trasversali. Innanzitutto, al centro del dibattito ci sono le modifiche radicali alla trama originale. La Disney ha annunciato di voler proporre una versione “aggiornata” della fiaba dei fratelli Grimm, eliminando o rivedendo profondamente alcuni elementi considerati “problematici” o superati. Il principe? Meno protagonista. I nani? Sostituiti da personaggi di varia origine per inclusività. Biancaneve? Un’eroina indipendente e femminista che non ha bisogno di essere salvata.
Tali cambiamenti hanno scatenato reazioni contrastanti. Da una parte, i sostenitori dell’inclusività e del rinnovamento culturale difendono la scelta della Disney come un passo avanti necessario. Dall’altra, i fan storici e i puristi delle fiabe classiche criticano aspramente l’allontanamento dalla narrazione originale, accusando la casa di produzione di “snaturare” i capolavori del passato in nome del politicamente corretto.
Le dichiarazioni dell’attrice protagonista, Rachel Zegler, hanno alimentato ulteriormente il fuoco della controversia. Durante alcune interviste ha criticato apertamente l’originale “Biancaneve e i sette nani”, definendolo un film datato e non più adatto ai tempi moderni. Tali affermazioni hanno generato un’ondata di critiche sui social, con molti utenti che hanno accusato la produzione di mancare di rispetto alla tradizione e all’eredità culturale del classico Disney.
In questo clima teso, la scelta di non organizzare il tradizionale red carpet per la première non sembra casuale. È probabile che si voglia evitare l’esposizione mediatica diretta e contenere eventuali contestazioni pubbliche. La Disney, che storicamente punta su eventi spettacolari, questa volta preferisce una presentazione più controllata, anche per evitare ulteriori danni di immagine.
Resta da vedere quale sarà la reazione del pubblico dopo l’uscita del film. Se l’operazione si rivelerà un successo di pubblico e botteghino, potrebbe segnare una nuova era per i remake Disney. Ma se invece il film fallirà, sarà un chiaro segnale che le reinterpretazioni forzate possono diventare un boomerang.
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