ASTROLABIOCULTURA – RUBRICA AUTORI ALLO SPECCHIO ABBINATA ALL’OMONIMA RASSEGNA LETTERARIA
L’EVANESCENZA DEL VERSO
Nota a lettura di Valeria Serofilli su “Più volte sciolto” ( Editore La valle del tempo, 2024) di Antonio Spagnuolo
Antonio Spagnuolo, con la sua recente raccolta “Più volte sciolto”, si conferma una voce autorevole nella poesia contemporanea, capace di esplorare le profondità dell’esperienza umana attraverso una lente lirica e riflessiva. Il titolo stesso suggerisce un processo di dissoluzione e ricomposizione, un ciclo perpetuo di perdita e rinascita che permea l’intera opera.
Il tema della dissolvenza e la costruzione del testo
La poetica di Spagnuolo si nutre di un costante dialogo tra memoria e oblio, tra la presenza tangibile del passato e la sua inevitabile dissoluzione nel flusso del tempo. Le immagini si susseguono con un ritmo che alterna frammenti e slanci lirici, evocando un senso di precarietà e smarrimento. Non c’è una narrazione lineare, ma piuttosto un intreccio di visioni e intuizioni che si rincorrono in una tensione irrisolta.
Dal punto di vista formale, Spagnuolo adotta una struttura fluida, dove il verso libero si adatta alle esigenze di un linguaggio che tenta costantemente di sfuggire a definizioni rigide. L’assenza di schemi metrici tradizionali amplifica l’impressione di un pensiero che si dissolve nel momento stesso in cui si tenta di afferrarlo.
Visioni e suggestioni: un viaggio nell’io poetico
Le immagini evocate spaziano tra il reale e l’onirico, tra la corporeità e l’ombra, tra il desiderio e la perdita. Il poeta gioca con la percezione del tempo e dello spazio, creando uno scenario quasi metafisico in cui l’io lirico si frammenta e si ricompone in una continua tensione verso l’altrove. L’uso di una lingua essenziale, ma al contempo ricca di stratificazioni semantiche, conferisce al testo una musicalità sottile, capace di avvolgere il lettore e trascinarlo in un viaggio interiore.
Un esempio emblematico di questa tensione è presente, a mio avviso, nella poesia che apre la raccolta:
Il tempo non si allenta per l’essenza
che ha un suono suo nel buio,
come punto distorto dal respiro,
o quando gli occhi vorrebbero rincorrere
accenti ed aliti di antiche presenze.
In questi versi, il tempo è percepito come una forza inesorabile, un’entità che non concede tregua all’essenza dell’essere, mentre il buio diventa lo spazio in cui i suoni e i ricordi si deformano, sfuggendo alla presa della coscienza.
Per concludere Più volte sciolto è un’opera che testimonia la maturità stilistica e concettuale di Antonio Spagnuolo, rappresentando un tassello significativo nella sua produzione poetica. La capacità di restituire il senso della dissoluzione attraverso un linguaggio evocativo e raffinato rende questa raccolta un’esperienza di lettura intensa, in cui la parola si fa materia sfuggente eppure profondamente incisiva.
ValeriaSerofilli
Presidente AstrolabioCultura
Premio Astrolabio e Incontri letterari SMSBiblio di Pisa, Città del Libro
Biografia dell’autore dell’articolo
Antonio Spagnuolo
http://www.italian-poetry.org/valeria-serofilli/
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