Se mi appari di Nikollë Loka: un incontro sfumato tra luce, desiderio e perdita. Recensione di Alessandria today
Una poesia sospesa tra visione e dissolvenza, in cui l’amore diventa riflesso lontano e ardente.
Se mi appari di Nikollë Loka è una poesia breve ma intensissima, un’opera che racchiude in poche righe un tumulto di emozioni: desiderio, spaesamento, struggimento e solitudine. Il poeta costruisce un paesaggio interiore attraversato da immagini luminose e crepuscolari, in cui la figura dell’altro – evanescente e magnetica – si manifesta come una visione sfocata, difficile da afferrare, forse già perduta. Il primo verso, “Se appari a me com’è il domani”, suggerisce fin da subito l’idea di un’apparizione incerta, qualcosa che non è ancora, che non è mai completamente presente: un “domani” che non è ancora “oggi”, ma che promette, illude e sfugge. Il soggetto lirico è pronto a farsi presente, ad abbandonare ogni esitazione pur di seguire l’apparizione amata, “dietro…”, in un abbandono totale e quasi cieco.
Eppure, l’immagine dell’amata si confonde tra i raggi: la luce, di solito simbolo di rivelazione e chiarezza, in questo testo diventa una cortina, un velo che abbaglia e rende indistinta la visione. La poesia si immerge così in una tensione fra desiderio di vedere e impossibilità di comprendere. Lo stesso crepuscolo diventa “sfortunato”, portatore di un fallimento del vedere e dell’incontro. La metafora dello specchio “arrossato” e del buio che “annerisce e ti brucia” è potentissima. La figura amata si riflette in uno specchio che non restituisce chiarezza, ma un’immagine alterata, infiammata, dolorosa. Il buio non è solo assenza di luce, ma qualcosa che corrode, che consuma anche la memoria o il sentimento.
Nel finale, Loka ritorna alla luce, ma non alla stessa: ora i raggi che confondono “vengono da un altro sole”. È l’estremo distacco, il riconoscimento che l’amore cercato non solo è sfuggente, ma appartiene forse a un’altra orbita, a un universo parallelo. È un’immagine di separazione definitiva, ma espressa con la dolcezza malinconica di chi accetta ciò che non può più essere afferrato. Se mi appari è dunque una lirica sull’inseguimento dell’altro, sul desiderio che si alimenta della distanza, sull’identità del sogno che si dissolve al contatto con il reale. Nikollë Loka con pochi versi riesce a evocare un’intera cosmologia emotiva, fatta di luce che inganna, di ombre che consumano e di una voce poetica che si aggrappa al sogno, anche se sa che potrebbe bruciarsi.
Biografia dell’autore
Nikollë Loka è autore di dieci volumi poetici in albanese e tre volumi poetici in italiano (di cui due con coautori). Oltre all’albanese, le sue poesie sono state pubblicate in italiano, inglese, francese, tedesco, arabo, rumeno, svedese e macedone; inserito nell’antologia “La Poesie contemporaine albanaise”, Edizione “L’Hartmattan”, Parigi 2024. Vincitore di numerosi premi letterari in patria e all’estero. Membro di numerose associazioni letterarie nazionali e internazionali. Inserito nel Lessico degli scrittori albanesi 1501-2001, edizioni “Faik Konica”, Pristina 2003; nell’anologia poetica, 33 anni di poesia albanese (1991-2023), edizioni “Fiorentia”, Scutari 2023 e nell’Enciclopedia dei poeti contemporanei di lingua italiana, “Aletti Editore” Roma 2021.
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Se mi appari di Nikollë Loka
Se appari a me
com’è il domani,
diventerò presente
per seguirti
dietro….
Ti vedo da lontano,
e ti confondo tra raggi,
fino al crepuscolo sfortunato.
Alla mia penombra
sei uno specchio arrossato,
nel buio che annerisce
e ti brucia.
Lo capisco,
ancora ti confondo
tra i raggi,
che vengono
da un altro sole.