“Ballata delle lacrime” di Matilde Rei – Un canto tragico sull’infanzia violata e la crudeltà della guerra. Recensione di Alessandria today
Con parole scarne ma struggenti, Matilde Rei racconta la devastazione di un’alba insanguinata, dove cadono madri, bambini e la primavera stessa. Una poesia che è grido, lutto e memoria collettiva.
Informazioni bibliografiche essenziali:
Autrice: Matilde Rei
Titolo: Ballata delle lacrime
Anno di composizione: 2025
Genere: Poesia civile, lirica contemporanea
Valutazione: ★★★★★
Testo integrale della poesia:
BALLATA DELLE LACRIME
Si apriva
l’alba sotto il cielo
fuoco generava fuoco
le rondini non facevano il nido
sotto le tegole crepate
Le mani dei bambini
caddero giù dalle braccia
delle madri cui erano aggrappate
mani inerti piccole,
sudate nel terrore,
caddero a malincuore
quando li colse l’ora
della Guerra.
E d’un tratto la terra divenne
nera e fiammante.
caddero bambini
caddero donne inermi
e cadde anche il tepore
della Primavera.
All’improvviso un’ombra nera
si distese d’intorno…
E piovvero lacrime
©🖊Matilde Rei
Recensione:
Con Ballata delle lacrime, Matilde Rei firma una delle più potenti e dolorose poesie del panorama contemporaneo. Il testo si muove come una preghiera spezzata, una ninna nanna di morte che racconta l’orrore della guerra non attraverso la cronaca, ma tramite la voce del dolore puro, quello che nessuna madre dovrebbe mai conoscere.
La struttura del componimento è volutamente frammentata, come i corpi dei bambini e delle madri che si spezzano nell’ora della distruzione. “Fuoco generava fuoco”: questo verso, già all’inizio, ci colloca in un’alba che non porta rinascita, ma apocalisse, in cui persino la natura – le rondini, la primavera – viene negata, violentata.
Uno dei momenti più drammatici è l’immagine delle mani dei bambini che cadono dalle braccia delle madri, un’immagine simbolica di abbandono, di impotenza, di sconfitta del legame primordiale. Rei non ci racconta lo scontro, non descrive le armi: ci fa vedere le conseguenze, l’invisibile, il silenzio dopo l’urlo. Il vero centro emotivo è il corpo fragile dell’innocenza.
Il finale, con “un’ombra nera che si distese d’intorno” e la pioggia di lacrime, chiude la poesia con una rassegnazione cosmica. Qui il lutto si fa universale, una sorta di pianto della terra stessa che ha visto cadere la sua speranza. Non c’è rabbia, non c’è vendetta: solo dolore che si trasforma in memoria.
Una riflessione:
Ballata delle lacrime è una poesia che non si legge: si assorbe. Non si interpreta: si vive con gli occhi bagnati. È uno di quei testi che ci obbligano a rimanere umani, che ci strappano dal rumore e ci costringono a guardare ciò che non vogliamo vedere: l’infanzia distrutta, la primavera cancellata, l’orrore che si abbatte senza logica né pietà. Matilde Rei scrive con la voce di chi ha toccato con mano il dolore del mondo, e lo restituisce con dignità e poesia.
Biografia dell’autrice:
Matilde Rei è una poetessa contemporanea che ha scelto la parola come atto di resistenza e di testimonianza. La sua scrittura si distingue per una profonda tensione etica e civile, accompagnata da una sensibilità delicatissima per l’immagine e la musica del verso.
Nata in Italia nei primi anni ’80, ha attraversato la poesia del nuovo millennio con una voce riconoscibile: asciutta, incisiva, mai retorica. Nei suoi testi si avverte la lezione dei grandi poeti del Novecento, ma filtrata da un’umanità tutta personale. Temi ricorrenti della sua poetica sono la guerra, la maternità, la perdita, la resistenza femminile, la sacralità della vita minacciata.
Autrice di diverse raccolte poetiche e vincitrice di premi letterari minori ma prestigiosi, Matilde Rei continua a scrivere con l’urgenza di non dimenticare chi non può più parlare. Ballata delle lacrime è considerata una delle sue vette liriche.
Un ringraziamento speciale ai lettori di Alessandria today.
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