UNA PROFONDA RIFLESSIONE SUL  “POTERE CURATIVO” Di CORINA JUNGHIATU”, Articolo di Concetta La Placa. Roma

UNA PROFONDA RIFLESSIONE SUL  “POTERE CURATIVO” Di CORINA JUNGHIATU”, Articolo di Concetta La Placa. Roma

27 Giugno 2025

Foto su gentile concessione dell’autrice Corina Junghiatu.

Oggi, voglio scrivere un articolo sulla profonda riflessione espressa dalla rumena, poetessa, scrittrice , critica letteraria, Corina Junghiato, che mi ha trovata completamente d’accordo e che voglio pubblicare in questo prestigioso magazine, affinche’ possa essere letta e condivisa con piu’ persone possibili. 

E’ una riflessione , la sua sul PERDONO, con un focus che verte soprattutto sull’aspetto curativo, quello che lo stesso perdono produce nei confronti delle persone che lo esercitano.

Ma prima di citare il suo pensiero voglio anch’io esprimere il mio punto di vista generale sul perdono. 

Il perdono, altro non e’ che questa grande capacita’ dell’animo umano di sapersi svincolare da sentimenti negativi che siano stati indotti in noi da determinati comportamenti altrui, destinati alla nostra persona e che ci abbiano procurato, in qualche modo,  mortificazione, dolore,  malessere interiore ed  emozioni deleterie,  per noi stessi e per gli altri.

Pertanto, va sottolineato come sia importante che questi sentimenti stagnanti nella nostra interiorita’, a loro volta, debbano essere “sbriciolati”, “ frantumati” e “trasformati” in altro, in qualcosa di positivo che possa farci superare la nostra stessa sofferenza trasformando quest’ultima in qualcosa di nuovo e migliore, così come si debba poter fare anche con altri ”nodi di sofferenza emotiva” createsi,  nel tempo, nel nostro subconscio.

Non prenderne mai consapevolezza e non rendere questo dolore in qualcosa di positivo, puo’ essere deleterio per l’equilibrio interiore delle persone coinvolte. 

Quindi, e’ necessario prenderne coscienza e superare ogni odio e rancore, 

Ma questo non e’ un atto facile e semplice.

E, soprattutto , non implica necessariamente dimenticare o giustificare l’offesa, ma piuttosto scegliere di non lasciarsi corrodere il cuore dal risentimento. 

Non significa neanche  svalutare o diminuire la gravità dell’offesa ricevuta o giustificare il comportamento di chi ha sbagliato.

Esso porta un cambiamento importante in chi lo mette in atto che migliora la salute mentale.

Come dice la nostra autrice nella sua riflessione, ci libera dal passato e ci conduce in un futuro migliore”

Il perdono non e’ qualcosa di facile da praticare.

Esso, qualche volta ci puo’ avvicinare di nuovo alle persone che ci hanno mortificato, anche se ciò non e’ sempre un’azione attuabile. Dipende anche dalla gravità del gesto offensivo e dalla capacita’ di chi ha ricevuto l’offesa di saper andare oltre.

Il Perdono nella Religione.

Anche nella religione si parla di perdono.

In quella cattolica, i  brani evangelici secondo  Matteo e secondo Luca  ci indicano delle frasi che altro non sono che l’insegnamento di Gesu’ a saper  perdonare il prossimo.

Nel primo  brano del Vangelo secondo Matteo, Gesù – nel suo sermone che rivolge  ai suoi discepoli e ad una grande folla ( il discorso della Montagna, situata a nord del Mar di Galilea, nei pressi di Cafarnao) – ci dice: 

« Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle. » (Matteo 5,38 – 42).

Invece, un’altra frase simile si trova in una pagina del Vangelo secondo Luca e in particolare nel Discorso della Pianura:

«  Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.» (Luca 6,26 -31) 

Nel suo significato religioso piu’ profondo Gesù ci invita a non reagire alla violenza o maleducazione con altra violenza e altra maleducazione, ma a rispondere ad un torto subito sempre con tolleranza e con tanta  pazienza, cercando di andare oltre e mostrare comprensione per i limiti altrui.  

A tal fine, occorre ricordare che molti studiosi definiscono in generale l’atto del  perdonare così, come cerchero’ di descrivervi, di seguito, con le mie semplici parole.

“Il perdono altro non è che uno sviluppo  delle nostre stesse emozioni  e anche di quello cognitivo, che implica il saper superare e rinunciare al risentimento, sospendere il giudizio e annullare il desiderio di vendetta nei confronti di chi ha inferto un’offesa o un danno alla nostra o altrui persona. 

E’, in poche parole, quella capacita’ di saper affrontare e superare i propri limiti e la propria fragilita’ personale, trasformandola in forza e in resilienza. 

Il perdono come afferma qui di seguito la nostra cara autrice Corina Junghiatu,  aiuta le persone a distaccarsi emotivamente da tutto ciò che potrebbe derivare da eventi dolorosi e traumatici. 


“LA RIFLESSIONE SUL POTERE CURATIVO DEL PERDONO”,
DI CORINA JUNGHIATU ( in lingua italiana e in lingua albanese).

“Il potere curativo del perdono” ) cit. Corina Unghjatu”.

Il perdono è, nella sua essenza, un atto di liberazione. Oltre la dimensione morale o religiosa che spesso lo accompagna, il perdono ha una potente valenza psicologica: trasforma il dolore in comprensione, la ferita in saggezza e la sofferenza in libertà interiore.
Psicologicamente, il rancore agisce come un peso, emozioni negative non elaborate, rabbia, delusione, tradimento possono sedimentare nel subconscio, generando ansia, depressione o persino somatizzazioni. Serbare rancore significa portare un fardello che non colpisce i colpevoli, ma chi lo mantiene. Il perdono, al contrario, è una forma profonda di autoguarigione. Non giustifica il male, non cancella la memoria, trasforma la nostra segnalazione in trauma. Il perdono ci riposiziona al centro della nostra stessa vita, dove non sono gli altri a decidere per il nostro benessere, ma noi stessi, è un dono che facciamo a noi stessi. Non per riscrivere il passato, ma per liberare il nostro futuro.

©Corina Junghiatu

(In rumeno)

Puterea vindecătoare a iertării

Iertarea este, în esența ei, un act de eliberare. Dincolo de dimensiunea morală sau religioasă care o însoțește adesea, iertarea are o puternică valență psihologică: ea transformă durerea în înțelegere, rana în înțelepciune și suferința în libertate interioară.
Din punct de vedere psihologic, resentimentul acționează ca o povară, emoțiile negative neprocesate, furia, dezamăgirea, trădarea, se pot sedimenta în subconștient, generând anxietate, depresie sau chiar somatizări. A ține ranchiună înseamnă a purta o povară care nu îl afectează pe cel vinovat, ci pe cel care o întreține. Iertarea, prin contrast, este o formă profundă de autovindecare. Ea nu justifică răul, nu șterge memoria, ci transformă raportarea noastră la traumă. Iertarea ne repoziționează în centrul propriei vieți, acolo unde nu ceilalți decid pentru starea noastră de bine, ci noi înșine, este un dar pe care ni-l oferim nouă înșine. Nu pentru a rescrie trecutul, ci pentru a ne elibera viitorul.

©Corina Junghiatu

CONCLUSIONE

Concludendo, va sottolineato che durante il corso della nostra esistenza ad ognuno è capitato, almeno una volta,  di trovarsi di fronte alla necessità di provare a perdonare qualcun altro o addirittura se stesso.

In molti casi, tanti ci dicono: “È necessario perdonare“, “Dovresti lasciar andare” o “Supera e vai avanti“, suggerendo di mettere in pratica alcune azioni, apparentemente, semplici, ma che tali non sono.

Tutto cio’ ci fa capire che in realtà, l’atto di perdonare richiede coraggio e una forza interiore e una flessibilità mentale notevole.

Bibliografia di Corinna Junghiatu.

Corina Junghiatu è nata a Bucarest, Romania. 
È poetessa, scrittrice e critica letteraria conosciuta in bilingue. Con un master in Filologia e Psicopedagogia e una laurea in Letteratura e Filosofia, Corina ha coltivato una profonda passione per la letteratura fin da giovane, iniziando il suo percorso poetico all’età di 12 anni. Parla cinque lingue e ha dato un contributo significativo al mondo letterario.

È autrice di due raccolte poetiche apprezzate: “L’esilio nella luce” e “Il rituale dell’alba”, con una terza raccolta attualmente in fase di pubblicazione. Oltre alla sua scrittura, Corina è una forza stimolante nella comunità letteraria globale. È Fondatrice e Caporedattrice della rivista letteraria Verseum e del Forum Letterario Verseum. Inoltre, ricopre il ruolo di Direttrice e Coordinatrice Globale delle Pubblicazioni per Motivational Stripes, il Forum di Scrittori più attivi nel mondo. Inoltre, è anche Il Capo Consigliera dell’Unione degli Scrittori delle Nazioni del Mondo in Kazakistan. I suoi successi letterari hanno guadagnato un ampio riconoscimento, inclusi premi prestigiosi come il premio “Gujarat Sahitya Akademi” nel 2020 e la Medaglia d’Ordine di Shakespeare nel 2021. È stata onorata anche con il PREMIO MUNDIAL 2020 “CESAR VALLEJO” (Eccellenza nella Letteratura), per il suo straordinario contributo in questo campo. 

Le poesie di Corina sono state pubblicate in numerose riviste e antologie nazionali e internazionali. È una partecipante attiva nei festival mondiali di poesia e negli eventi culturali, spesso ricoprendo i ruoli di co-organizzatrice e moderatrice. Grazie al suo impegno instancabile per la letteratura e la cultura, Corina continua a ispirare e unire scrittori e lettori in tutto il mondo.

(Biografia tratta da un precedente articolo pubblicato su Alessandria Today)

© Concetta La Placa e leggere altri articoli della stessa autrice, cliccate su questo link, indicato di seguito.

https://alessandria.today/author/concetta/

La biografia dell’autrice.

https://wikitia.com/wiki/Concetta_La_Placa

Un ringraziamento speciale ai lettori di Alessandria today.

Dal 2018, Alessandria today è un punto di riferimento con oltre 141.000 articoli su Cultura, Interviste, Poesie, Cronaca e molto altro. Grazie a voi, il nostro impegno continua a crescere e a raccontare storie che arricchiscono la nostra comunità. Visitateci su https://alessandria.today/ e italianewsmedia.com per essere parte della nostra avventura. Grazie di cuore per il vostro supporto!

Concetta La Placa

Concetta La Placa Tumminelli (born July 30, 1960) is an Italian poet, writer, aphorist, amatorial journalist, cultural promoter, and social activist. She has been recognized for her contributions to literature and social work, with her poetry translated into multiple languages, including Arabic, Spanish, English, Albanian, Nepalese, and Persian. La Placa has published several poetry collections and has been featured in numerous international anthologies also with her tells.

Le tue riflessioni arricchiranno la nostra comunità su Alessandria today e italianewsmedia.com e offriranno nuove prospettive. Non vediamo l'ora di leggere i tuoi pensieri! Lascia un commento e condividi la tua esperienza. Grazie per il tuo contributo!. Pier Carlo Lava

Scopri di più da Alessandria Today Italia News Media

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere