Lontana da Gaza. La poesia di Michela Intropido che grida speranza e memoria. Recensione di Alessandria today
Alessandria – In un’estate segnata da tensioni internazionali e tragedie umanitarie, la poetessa Michela Intropido presenta “Vorrei essere”, un componimento intenso e profondo che nasce dalla riflessione sulla sofferenza della popolazione di Gaza. Un testo che unisce emozione e denuncia, scritto il 13 agosto 2025, capace di attraversare i confini geografici per arrivare al cuore dei lettori in ogni parte del mondo, con un’eco che risuona anche nelle città italiane come Alessandria, lontane fisicamente ma vicine emotivamente.
VORREI ESSERE
(Pensieri per Gaza)
Vorrei essere vento
per entrare in influenti menti e liberarle dall’inganno
ma non ho poteri per raggiungerle
Sarà il tempo della loro vita
inevitabile e certo
a rimembrare immagini di infanzia
Ricordi di un frangente lontano quasi dimenticato
di una voce bambina che chiedeva un pezzo di pane per colmare la fame
di un abbraccio che donava una sensazione di sicurezza e non di paura
Vorrei fermare la clessidra della vita
per regalare un giorno in meno di dolore
per sospendere l’esistenza dall’assurdità
nella speranza che quando riprenderà lo scandire del secondo
ci sarà un bagliore di vergogna per rimediare all’irrimediabile
e iniziare a cambiare tutto.
MICHELA INTROPIDO
13 AGOSTO 2025
Analisi e interpretazione
Con “Vorrei essere”, Michela Intropido compone una poesia dal forte impatto emotivo e civile, che si muove tra desiderio di azione e consapevolezza del dolore. I versi, brevi e diretti, creano un ritmo quasi liturgico: ogni “vorrei essere” diventa un atto di preghiera laica, un’affermazione di volontà che sfida l’impotenza di fronte alla guerra. La poetessa non descrive semplicemente il dramma di Gaza, ma lo trasforma in un linguaggio universale, in cui ogni lettore può riconoscere un proprio desiderio di cambiamento. La scelta di immagini semplici – la luce, la voce, la mano, il vento – amplifica la potenza simbolica del testo, rendendolo accessibile e immediato, ma al contempo profondamente evocativo.
Un aspetto interessante è che questa poesia non indulge nella retorica del dolore, ma propone una visione costruttiva e propositiva, dove l’empatia non è fine a sé stessa ma strumento di azione. In questo senso, Michela Intropido riesce a coniugare l’elemento lirico con un messaggio politico e sociale molto chiaro, collocandosi nella tradizione della poesia civile italiana.
Una riflessione
In tempi in cui il flusso di notizie può rendere la tragedia un evento distante e quasi astratto, la poesia ha il potere di riportare l’attenzione all’essenziale: la vita umana, la dignità, la speranza. “Vorrei essere” è un invito silenzioso ma fermo a non voltarsi dall’altra parte, a cercare di essere – anche nelle piccole cose – quella luce, quel ponte, quell’abbraccio. Perché, come dimostrano i versi di Michela Intropido, la distanza geografica non è mai una scusa per la distanza emotiva.
Biografia dell’autrice
Michela Intropido è una poetessa e scrittrice italiana che coniuga sensibilità letteraria e impegno civile. Le sue opere spaziano dalla lirica intimista alla poesia sociale, affrontando temi come la guerra, i diritti umani e la condizione femminile. Attiva nel panorama culturale contemporaneo, partecipa a progetti e antologie che promuovono il dialogo tra culture e la diffusione della poesia come strumento di pace. Con uno stile diretto ma ricco di immagini evocative, Michela Intropido sa trasformare l’esperienza personale e collettiva in versi che lasciano un segno profondo nei lettori.
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