Smarrimento di Oana Lupascu. Una poesia tra memoria e inverno dell’anima. Recensione di Alessandria today
Il titolo Smarrimento evoca immediatamente un senso di perdita interiore, di spaesamento che non è solo individuale ma anche universale. Oana Lupascu ci conduce in un viaggio tra ricordi infantili e presente disilluso, in cui la memoria e il sentimento si intrecciano in una tensione poetica costante. Il suo testo è un ponte tra la leggerezza del passato e la pesantezza del tempo che trascorre, lasciando dietro di sé ombre e inverni dell’anima. La poesia si apre con immagini limpide e luminose: “La mia memoria ha un cielo senza nubi / E il mare che lambisce i sogni”. Qui la poetessa richiama l’innocenza dell’infanzia, i castelli di sabbia come simbolo della fragilità e della bellezza delle prime esperienze, accompagnati dalle “scarpe di vernice color delle ciliegie”, immagine vivace e gioiosa che racchiude vitalità e speranza. Il lettore viene trasportato in un tempo in cui l’infinito era a portata di mano.
Il cuore del testo si accende nei versi centrali, quando l’amore giovanile diventa un “pazzo smarrimento”, vissuto nella passione e nel mistero della notte. Lì il tempo veniva cancellato, gli amanti si perdevano alla scoperta di sé e dell’altro, ignari delle tempeste che li avrebbero attesi. Questa parte della poesia è un inno al momento assoluto, alla giovinezza che brucia senza pensare al futuro. Il tono cambia bruscamente nella seconda parte, dove il presente appare segnato dal gelo e dalla mancanza: “Ora le tue mani sul mio collo / Sono fredde come la neve”. Le metafore naturali – l’autunno, le foglie avvizzite, l’inverno – incarnano la fine di un amore, la trasformazione dei sogni in un paesaggio sterile. La musica, un tempo viva, è ora “un arpeggio spento”, segno di una passione che non sa più accendersi. La poesia si chiude con la struggente immagine di un mare che “sogna inutilmente il sole”, ossia un’anima che desidera ciò che non può più avere.

Una riflessione
Oana Lupascu con Smarrimento ci consegna una poesia in cui la natura diventa lo specchio dell’animo umano, passando dal cielo sereno all’inverno gelido, dalla gioia infantile alla perdita adulta. È una poesia che racconta come ogni stagione della vita sia inevitabile: il mare e il sole possono incontrarsi, ma anche restare lontani. Leggerla significa riconoscere in sé stessi quel passaggio tra luce e buio, tra speranza e resa.
Testo integrale della poesia
SMARRIMENTO
La mia memoria ha un cielo senza nubi
E il mare che lambisce i sogni
Castelli di sabbia fatti da bambina
Mentre tenevo nelle mani l’infinito
E nel suo scrigno custodivo allora
Vivaci scarpe di vernice color delle ciliegie
Aggiunsi poi gioielli rubati in giorni felici
In sere incantate di maggio quando
Pazzi di smarrimento e di passione
Cancellavamo il tempo nel mistero della notte
Ci perdevamo nell’ignoto alla scoperta
Nelle nostre anime ignari
Delle tempeste dell’autunno
Ora le tue mani sul mio collo
Sono fredde come la neve
Gli alberi non toccano più il cielo
Il clangore di vecchi accordi
Morì nell’aria tra foglie avvizzite al vento
E i tuoi sguardi carezzano in un arpeggio spento
In cerca vana di un’altra nuova primavera
Ma è irrimediabilmente inverno
E il mare sogna inutilmente il sole
Oana Lupascu (2023)
Biografia dell’autrice
Oana Lupascu è una poetessa contemporanea che ha scelto la parola come strumento per indagare i sentimenti e i conflitti interiori dell’essere umano. Nata in Romania e da anni attiva in Italia, ha sviluppato una poetica che fonde radici culturali diverse, aprendosi a un linguaggio lirico intenso, ricco di metafore naturali e immagini evocative. La sua scrittura è caratterizzata da una sensibilità profonda verso il tema del tempo, della memoria e delle trasformazioni interiori, con una voce che riesce a coniugare delicatezza e forza.
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Nota GEO
La poesia di Oana Lupascu nasce in un contesto che intreccia l’Italia e l’Europa orientale, mostrando come il Mediterraneo e i Balcani possano incontrarsi in una stessa sensibilità poetica. Le immagini di mare, stagioni e natura richiamano paesaggi comuni tanto alla Liguria e alla Toscana quanto alle coste del Mar Nero, creando una dimensione letteraria che unisce culture e geografie diverse.