COME L’ARIA DI SERGIO BATILDI

COME L’ARIA DI SERGIO BATILDI

COME L’ARIA SERGIO BATILDI

Non l’amavo più,
o così credevo.
Avevo smesso di cercarla nei sogni,
di ascoltare il rumore dei suoi passi
nel cortile delle ore perdute.

Eppure era rimasta,
sottile, invisibile,
tra le fibre dei miei pensieri,
nei gesti che non ricordavo d’aver imparato da lei.

Non l’amavo più

era diventata parte del mondo,
come il vento che sposta le tende,
come l’aria che respiro
senza pensarci,
ma che, se mancasse,
mi toglierebbe la voce.

C’è un amore che non arde,
non consuma,
non chiede.
È quello che resta quando tutto tace,
quando il corpo smette di cercare
e l’anima continua a riconoscere.

Allora capisci:
non l’amavo più perché l’amavo dentro,
nel punto dove non si distingue più
il respiro dal ricordo.

Sergio Batildi

Questa bellissima Poesia del Poeta Sergio Batildi descrive, in versi profondi e sinceri, la trasformazione di un Amore intenso in un legame profondo e silenzioso che diventa parte integrante della sua vita senza che lui stesso se ne rende conto.
Questi versi ci fanno riflettere su un concetto diverso dell’Amore, non come un sentimento esplosivo, passionale ma come una componente fondamentale del nostro essere, tanto che l’anima riconosce l’altro anche quando il corpo ha smesso di cercarlo.
Non è più un amore che arde, una fiamma che brucia, che consuma, che chiede ma un
“Amore che non arde, non consuma, non chiede”, un Amore che vive dentro di lui, nel punto dove non si distingue più il respiro dal ricordo.
La Poesia inizia così:
“Non l’amavo più, o così credevo”
Versi che rivelano la verità più profonda: il sentimento del Poeta non è svanito, ma si è trasformato.
Il Poeta crede di aver smesso di amare, ma in realtà il suo amore è diventato una parte intrinseca della sua esistenza, invisibile come l’aria che respira e senza la sua presenza cesserebbe di essere o di riconoscersi.
Questo è per me Amore, Amore maturo, Amore eterno che non è più consumato dalla passione, dal bisogno o dal possesso ma è un sentimento che rimane dopo che le emozioni più intense si sono quietate.
A differenza dell’Amore dei giorni nostri, questo non cerca o brucia, è un riconoscimento interiore profondo in cui l’anima continua a sentire, anche quando il corpo smette di agire.
Un amore che si prova “dentro”, dove il confine tra il respiro e il ricordo si fa indistinguibile.
Questo tipo di Amore è un amore che non si esaurisce e non si esaurirà mai.
Il culmine della poesia si raggiunge nella frase finale: “Non l’amavo più perché l’amavo dentro, nel punto dove non si distingue più il respiro dal ricordo”.
Questo significa che l’Amore non è più un sentimento esterno, ma è diventato il tessuto stesso della sua identità, così profondamente radicato da non potersi più separare dal respiro e dai pensieri.
Bellissima Poesia in cui il Poeta riesce a descrivere, con versi che arrivano nel profondo del nostro cuore, un Amore non più
visibile e passionale ma un Amore invisibile e profondo, che non svanisce ma si trasforma.
Il Poeta non smette di amare, ma smette di amare in modo esplicito e consapevole. L’amore si trasforma in una parte della sua essenza, così radicata che, se svanisse, porterebbe con sé la sua stessa capacità di vivere e di sentirsi vivo.

GIUSEPPINA DE BIASE

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