José Agustín Goytisolo – La voce ribelle della tenerezza e della memoria. Recensione di Alessandria today
di Pier Carlo Lava
Ci sono poesie che superano il tempo, le frontiere e le generazioni. “Palabras para Julia” di José Agustín Goytisolo è una di queste. Scritta per la figlia Julia, è diventata una delle opere più amate della poesia spagnola del Novecento, un inno alla vita, alla resilienza e alla dignità umana.
Nato a Barcellona nel 1928, Goytisolo apparteneva a una famiglia profondamente legata alla cultura: i fratelli Juan e Luis Goytisolo furono anch’essi scrittori di grande rilievo. La sua infanzia fu segnata da un trauma terribile — la madre morì durante i bombardamenti franchisti — un dolore che diventerà il punto di partenza della sua voce poetica.
Durante il regime di Franco, la sua scrittura divenne una forma di resistenza, ma mai gridata: la sua poesia è umana, diretta, piena di tenerezza e di verità.
José Agustín Goytisolo – “Palabras para Julia”
Tú no puedes volver atrás
porque la vida ya te empuja
como un aullido interminable.
Hija mía, es mejor vivir
con la alegría de los hombres
que llorar ante el muro ciego.
Sentirás la injusticia y el dolor,
deberás andar con firmeza
pues nunca sabrás hacia dónde vas.
Los hombres te querrán y te odiarán,
te llamarán y te huirán,
y tú siempre deberás seguir.
Hija mía, es mejor vivir
con la alegría de los hombres
que llorar ante el muro ciego.
Tú no puedes volver atrás
porque la vida ya te empuja
como un aullido interminable.
Vivimos siempre diciendo adiós.

Parole per Julia
(traduzione italiana da “Palabras para Julia” di José Agustín Goytisolo)
Tu non puoi tornare indietro,
perché la vita già ti spinge
come un ululato interminabile.
Figlia mia, è meglio vivere
con la gioia degli uomini
che piangere davanti al muro cieco.
Sentirai l’ingiustizia e il dolore,
dovrai camminare con fermezza,
poiché mai saprai verso dove vai.
Gli uomini ti ameranno e ti odieranno,
ti chiameranno e fuggiranno da te,
e tu dovrai sempre andare avanti.
Figlia mia, è meglio vivere
con la gioia degli uomini
che piangere davanti al muro cieco.
Tu non puoi tornare indietro,
perché la vita già ti spinge
come un ululato interminabile.
Viviamo sempre dicendo addio.
Questa poesia, scritta con la semplicità dei grandi maestri, è una carezza e un ammonimento. Il padre-poeta parla alla figlia ma, in realtà, parla a ciascuno di noi: ci invita ad accettare la vita con coraggio, ad affrontarne il dolore e la bellezza, a non rinunciare mai alla gioia anche nei momenti più duri.
Il ritmo quasi musicale dei versi, la ripetizione di frasi-chiave (“Tú no puedes volver atrás…”) e il tono pacato ma fermo, fanno di Palabras para Julia una poesia pedagogica e universale, capace di insegnare senza predicare.
In un tempo segnato da incertezze e disillusioni, la voce di Goytisolo ci ricorda che vivere è un atto di fiducia e che la speranza non è un’illusione, ma una forma di coraggio.
Commento di Pier Carlo Lava
José Agustín Goytisolo ci consegna una poesia che non teme la realtà, ma la accoglie. La sua parola è limpida, affettuosa, mai retorica. È la voce di chi ha conosciuto la sofferenza e ha scelto di trasformarla in amore e saggezza.
“Palabras para Julia” è una lettera d’amore che diventa manifesto di umanità: una poesia che ci insegna a vivere con gli altri, a credere nella luce anche quando tutto sembra buio.
Breve biografia
José Agustín Goytisolo Gay nacque a Barcellona il 13 aprile 1928 e morì tragicamente nella stessa città il 19 marzo 1999. Figura centrale della poesia sociale spagnola del dopoguerra, fu autore di numerose raccolte tra cui El retorno, Claridad, Salmos al viento, Final de un adiós e Palabras para Julia.
La sua opera fonde impegno civile e dimensione intima, con un linguaggio limpido e accessibile, vicino alle persone comuni. Fu tradotto in molte lingue e amato da lettori e musicisti — la sua Palabras para Julia è stata interpretata in musica da Paco Ibáñez, diventando un simbolo di libertà e speranza.
Geo: Alessandria, novembre 2025
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