Il rumore del silenzio, di Ylli Ajdini (Albania). A cura di Irma Kurti

Il rumore del silenzio, di Ylli Ajdini (Albania). A cura di Irma Kurti

YLLI AJDINI è nato nella città di Argirocastro nel 1958. Ha completato la scuola media superiore “Asim Zeneli” nel 1977, poi ha proseguito gli studi presso l’Accademia Militare e si è diplomato nel 1982. Dopo il diploma, ha prestato servizio nelle unità militari nella città di Përmet e Argirocastro. Attualmente è in pensione. Ama scrivere fin dalla prima infanzia ed è stato membro dei circoli letterari delle scuole, in cui ha studiato. Attualmente è membro del circolo letterario “Pegasi” di Argirocastro. “Në pritje të perëndimit” (In attesa del tramonto) è il suo primo libro in prosa. Ha pubblicato in modo periodico racconti su riviste letterarie e quotidiani in Albania, come “EXlibris”, “Nacional”, “Destinacioni” e “Orfeu” ecc.

IL RUMORE DEL SILENZIO

“Ecco, mi piace questo bar.”

Entrammo nel bar “Classic”, nel quale non ci ero mai stato prima. L’ambiente è tranquillo, piacevole e splendidamente decorato. Da qualche parte su una parete, un dipinto molto suggestivo, nello stile di Pierre-Auguste Renoir, cattura la mia attenzione.

“Tè, cioccolata o un bicchiere di champagne… cosa desidera bere?”

Lei ordina una cioccolata, mentre io un macchiato, al quale, quando me lo trovo davanti, getto due bustine di zucchero.

“Sei sposata?” – le chiedo dopo che lei ha allontanato le labbra dalla tazza e l’appoggia delicatamente sulla tazzina.

“Oggi, perché questo accada, o perché una possa trovare facilmente il lavoro che desidera, deve alzare la gonna molto più in alto delle ginocchia. Capisci fino a che punto intendo? Te lo immagini? Mi dispiace, ma io questo non posso farlo.”

“Ti capisco. Hai il diritto di essere irritata, ma non di essere triste”, le dico.

Lei sorride e non mi risponde. Percepisco che sente molto il peso della solitudine. A volte le chiedo di ripetere ciò che dice. È contenta che io sia attento. Lo fa. Poi continua:

“Mi piace camminare su quei ciottoli e bere un caffè, così come sto facendo con te, con calma e senza essere vittima di pregiudizi.”

Quando lei tace, sono io che comincio a parlare. Lei mi guarda. La guardo anch’io. Ho la sensazione che questa ragazza istruita sia troppo immersa nelle proprie delusioni. E per calmarla le chiedo:

“Hai letto qualcosa di interessante che potrei leggere anch’io?”

“Quando ho tempo, mi dedico alla lettura”, mi dice.

Poi si guarda intorno. I suoi occhi sembrano vuoti e privi di speranza. La mia tazza di caffè è vuota. Lei prende il suo bicchiere e beve qualche sorso di cioccolata, come se fosse acqua.

“Non avere fretta”, le dico.

“No, non ho fretta, non ne ho motivo. Mi piace questa cioccolata”.

Dopo un po’, nel bel mezzo della conversazione, le chiedo: “È tardi, usciamo?”.

“Sai cosa … vai. Vai tu, vai. Io resterò ancora per un po’.”

“Me ne vado. Spero che non ti dispiaccia.”

Spingo leggermente la sedia e mi alzo senza fare il minimo rumore.

In quel momento, proprio in quel momento, mi chiede a bassa voce: “Posso abbracciarti?” E senza darmi il tempo di rispondere, apre rapidamente le braccia verso di me.

Lei resta seduta sulla sedia mentre io mi chino per soddisfare il suo desiderio. Ci abbracciamo. Mi stringe ancora più forte. Prima di staccarmi dall’abbraccio, mi sussurra: “Sei la persona migliore che io abbia mai conosciuto!”

“Non smettere di credere in te stessa”, le dico.

Faccio qualche passo verso l’uscita. Al bancone vicino all’ingresso, mi fermo per pagare.

“Signore! Non si deve sentire imbarazzato. Non si preoccupi. Lei è una persona autistica”, mi dice il barista dietro il bancone.

“Grazie, ma non sono imbarazzato. Dopotutto, siamo tutti umani”, gli dico.

Prima di uscire dal bar, sento la sua voce che mi dice: “Non dimenticare di salutarmi ogni volta che mi vedrai per strada”.

“Certamente.”

Esco dal bar, lasciandola nella solitudine dei suoi pensieri, sentendomi in qualche modo sollevato dai doveri e dalle sfide morali.

La città è immersa nel silenzio più totale. Il domani arriva molto in fretta. Ogni volta che la incontro per strada, non dimentico di salutarla. Ma lei non si ricorda più di me.

Frammento del racconto “Il rumore del silenzio”

Irma Kurti

Poetessa, scrittrice, paroliera, giornalista e traduttrice albanese naturalizzata italiana. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti in Italia, nella Svizzera italiana, negli USA, in Canada, nelle Filippine, in Libano, in Cina, in Grecia, in Albania, in Kosovo e in Macedonia del Nord. Nel 2020 ha ricevuto il titolo di Accademico e Presidente Onorario di WikiPoesia, l’enciclopedia poetica. Nel 2021 le è stato conferito il premio “Liria” (Libertà) dalla Comunità Italo-Albanese in Italia. Nel 2022 viene insignita del titolo di Madre Fondatrice e Dama dell’Ordine di Dante Alighieri della Repubblica dei Poeti. Nel 2023 le è stato conferito il “Premio alla Carriera” dall’Universum Academy Switzerland. È membro della giuria di diversi concorsi letterali in Italia. È traduttrice presso la Fondazione Ithaca in Spagna. Irma Kurti vanta la pubblicazione di oltre 115 opere, tra libri di poesia, narrativa e traduzioni. I suoi libri sono stati pubblicati in 23 paesi del mondo.

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