Inflazione 2025: il rallentamento che rassicura solo in parte e le ombre che restano sul futuro dell’economia italiana
Che cosa accade quando un numero in discesa non basta a farci respirare davvero? Significa che la realtà economica è più complessa dei grafici che la raccontano.
La fotografia dell’inflazione italiana nel 2025 è quella di un Paese che sembra aver trovato una tregua, ma che resta sospeso tra fragilità strutturali e incertezze globali. I dati più recenti mostrano un rallentamento significativo: l’indice annuo di ottobre si attesta al +1,2%, in calo rispetto ai mesi precedenti. Una notizia positiva, certamente, ma che non deve trarre in inganno. La discesa è dovuta soprattutto alla riduzione dei prezzi energetici regolamentati e alla frenata degli alimentari non lavorati, mentre l’inflazione di fondo continua a muoversi attorno al 2%, segnale che i servizi e i beni più legati alla vita quotidiana mantengono pressioni ancora rilevanti.
Pier Carlo Lava
Mentre le bollette mostrano un sollievo e alcune materie prime si stabilizzano, il carrello della spesa rimane un terreno minato per le famiglie italiane. Il costo dei servizi, dai trasporti alla cura della persona, continua a crescere lentamente ma con costanza. Le previsioni per l’intero 2025 collocano l’inflazione attorno al +1,7%, con un’ulteriore lieve discesa prevista nel 2026. Tuttavia, la Banca Centrale Europea invita alla prudenza: il pericolo che l’inflazione non energetica rimanga elevata è ancora concreto, e ciò potrebbe ritardare eventuali tagli ai tassi, mantenendo alta la pressione sui mutui e sull’accesso al credito per famiglie e imprese.
Sul fronte europeo, l’autunno economico del 2025 è segnato da un equilibrio delicato. L’Eurozona beneficia del calo dei costi energetici, ma deve fare i conti con una domanda interna debole e investimenti ancora frenati. In Italia, poi, il quadro è ulteriormente complicato da una crescita del PIL rallentata e da un mercato del lavoro che fatica a rispondere alle esigenze delle nuove generazioni. Le imprese si muovono tra innovazione necessaria e costi elevati, mentre i consumatori cercano un punto di stabilità nelle spese quotidiane.
La vera sfida dei prossimi mesi sarà capire se questo rallentamento dell’inflazione è l’inizio di una stabilizzazione reale o solo un passaggio momentaneo. Molto dipenderà dall’evoluzione dei salari, che dovranno crescere almeno quanto i prezzi per garantire un miglioramento del potere d’acquisto. Senza un equilibrio tra redditi e costo della vita, la “tregua” rischia di essere solo apparente.
Geo
L’Italia del 2025 vive un equilibrio economico complesso che si riflette anche nei territori. Ad Alessandria, così come nel resto del Piemonte, il peso dell’inflazione si manifesta nelle spese quotidiane: bollette, carburanti, servizi, alimentazione. Mentre i cittadini si orientano tra incertezze e piccoli segnali di miglioramento, Alessandria today continua a offrire un’informazione chiara e approfondita, con uno sguardo vicino alle dinamiche concrete che influenzano la vita reale delle famiglie.
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Link utili (cliccabili)
Reuters – Inflazione non energetica
EC Forecast – Eurozona 2025
Banca d’Italia – Economic Bulletin 2025
ISTAT – Prezzi al consumo