Quattro presunti familiari di Daniele Mencarelli: trama, temi e perché questo libro sulla famiglia sta facendo discutere
Che cosa rende davvero una famiglia tale: il sangue o la capacità di riconoscersi? In questo libro, Mencarelli mette a nudo la risposta più scomoda.
Pier Carlo Lava
In Quattro presunti familiari, Daniele Mencarelli affronta uno dei temi più cercati e dibattuti oggi — la famiglia — con uno sguardo netto, privo di retorica. Non è un romanzo consolatorio: è un’indagine intima su legami che esistono sulla carta ma faticano a diventare casa, su ruoli che non garantiscono cura, su presenze che non sempre sanno proteggere. Il termine “presunti” nel titolo è già una tesi: la parentela non basta a creare appartenenza.
La narrazione mette al centro quattro figure legate da un vincolo familiare che appare più formale che affettivo. Ciò che emerge non è l’eccezione patologica, ma una condizione sorprendentemente diffusa: vivere “dentro” una famiglia senza sentirsi riconosciuti. Mencarelli non cerca il colpo di scena; lavora per sottrazione, lasciando che siano i silenzi, le distanze, le incomprensioni a parlare. Il risultato è una prosa asciutta, precisa, emotivamente tesa.
Dal punto di vista tematico, il libro intercetta ricerche e interrogativi molto attuali: famiglia tossica, legami disfunzionali, bisogno di riconoscimento, identità ferita. Ma lo fa senza ricorrere a etichette psicologiche. La sofferenza non è spettacolarizzata: è osservata, attraversata, resa comprensibile. È qui che si riconosce la cifra di Mencarelli, già evidente in La casa degli sguardi e Tutto chiede salvezza: una scrittura etica, che non giudica ma espone, che non assolve ma ascolta.
Per stile e onestà, Quattro presunti familiari può essere accostato a Natalia Ginzburg (la famiglia come teatro di silenzi) e, per la capacità di raccontare i legami primari senza idealizzazioni, a Elena Ferrante. Tuttavia Mencarelli mantiene una voce personale: linguaggio sobrio, ritmo controllato, intensità emotiva senza compiacimenti. Ogni pagina lavora su una domanda semplice e radicale: che cosa rende un legame davvero umano?
Il motivo per cui questo libro “funziona” anche in chiave Discover è chiaro: parla di ciò che molti vivono ma faticano a nominare. Non offre ricette, ma una consapevolezza: la famiglia non è un dato naturale, è una costruzione quotidiana. Quando manca il riconoscimento reciproco, resta una parentela “presunta”. Ed è proprio questa verità scomoda a rendere il romanzo necessario, oggi.
Daniele Mencarelli – Biografia dell’autore
Nato a Roma nel 1974, Daniele Mencarelli è poeta, narratore e saggista. Dopo l’esordio in poesia, ha raggiunto il grande pubblico con La casa degli sguardi e con Tutto chiede salvezza (Premio Strega Giovani), da cui è stata tratta una serie televisiva. La sua opera si distingue per sobrietà formale, intensità emotiva e attenzione etica alle fragilità. Con Quattro presunti familiari prosegue una ricerca coerente sui legami, sull’identità e sulla possibilità di riconoscimento.
Geo
Autore romano profondamente radicato nel racconto delle fragilità contemporanee, Daniele Mencarelli offre con Quattro presunti familiari una mappa emotiva dei legami primari. Alessandria today valorizza opere che interrogano il presente con rigore e sensibilità, promuovendo la letteratura d’autore come spazio di comprensione critica e dialogo civile.
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