Così, tra pietra e pietra, la poesia virale attribuita a Sepúlveda ma di autore incerto
Quando un testo commuove migliaia di persone, la prima forma di rispetto è dire la verità: non sempre sappiamo con certezza chi lo ha scritto.
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava
Questa poesia circola da tempo sui social e nelle catene di condivisione con una firma che ricorre spesso: Luis Sepúlveda. Eppure, quando si prova a ricondurre il testo a fonti editoriali verificabili (raccolte ufficiali, edizioni certificate, repertori affidabili), l’attribuzione diventa incerta. In altre parole, è uno di quei casi tipici della cultura digitale: un testo che vive, emoziona, consolida un immaginario, ma che arriva a noi con una paternità non dimostrata. Per questo, la scelta più corretta e trasparente è trattarlo come poesia di autore incerto, ricordando al lettore che la fama della firma non può sostituire la verifica.
Eppure, al di là della firma, resta la forza della poesia. Il testo funziona perché mette in scena un percorso di scoperta dove sapere ed emozione coincidono. L’io poetico impara che sommare è unire e che sottrarre lascia vuoto, trasformando la matematica in una grammatica affettiva. I sensi diventano conoscenza: i colori come volontà dell’occhio, i suoni come fame dell’udito. Poi arrivano la strada e la polvere, che non sono sfondo ma ragione dei passi, e infine l’immagine decisiva: la strada più breve fra due punti non è una retta, ma un cerchio che li unisce in un abbraccio. È qui che la poesia diventa virale, perché offre una verità “alternativa” e immediata, capace di parlare a chiunque abbia attraversato una distanza, un addio, un ritorno.
Segue il testo integrale, così come viene comunemente condiviso online.
Così, tra pietra e pietra
seppi che sommare è unire
e che sottrarre ci lascia
soli e vuoti.
Che i colori riflettono
l’ingenua volontà dell’occhio.
Che i solfeggi e i sol
implorano la fame dell’udito.
Che le strade e la polvere
sono la ragione dei passi.
Che la strada più breve
fra due punti
è il cerchio che li unisce
in un abbraccio sorpreso.
Che due più due
può essere un brano di Vivaldi.
Che i geni amabili
abitano le bottiglie del buon vino.
Con tutto questo già appreso
tornai a disfare l’eco del tuo addio
e al suo posto palpitante a scrivere
La Più Bella Storia d’Amore
ma, come dice l’adagio
non si finisce mai
di imparare e di dubitare.
E così, ancora una volta
tanto facilmente come nasce una rosa
o si morde la coda una stella fugace,
seppi che la mia opera era stata scritta
perché La Più Bella Storia d’Amore
è possibile solo
nella serena e inquietante
calligrafia dei tuoi occhi.
Luis Sepulveda
Buonanotte da Parole in Viaggio
Dal punto di vista stilistico, la poesia procede per una catena di enunciati introdotti da “Che”, una struttura che dà ritmo e crea l’effetto di una lista di rivelazioni. È un dispositivo semplice ma efficace: ogni affermazione sembra aggiungere una tessera a una mappa del mondo, fino a far emergere un’idea chiave, l’amore come forma di conoscenza. In questo senso, il testo richiama una scrittura contemporanea fatta di chiarezza e densità, vicina a certe poesie “sapienziali” che amano trasformare concetti quotidiani in simboli morali. Proprio per questa forte riconoscibilità di tono, sui social l’attribuzione oscilla e si sposta, come spesso accade: quando un testo “sembra” appartenere a una voce nota, la rete tende ad assegnargli una firma autorevole.
Il punto decisivo, però, è un altro: se la poesia emoziona, non ha bisogno di una firma presunta per valere. Anzi, dichiarare che l’attribuzione è incerta è un atto di rispetto per tutti: per l’autore reale, che potrebbe essere diverso da quello indicato, e per il lettore, che merita chiarezza. In un tempo in cui la cultura viaggia veloce, la cura editoriale consiste anche nel dire: questo testo è bellissimo, ma la firma non è verificata.
Geo
Questa poesia, diffusa soprattutto attraverso social e pagine di citazioni, è un esempio perfetto di come la letteratura oggi possa diventare comunità, passando di mano in mano e cambiando cornice. Da Alessandria e dal Piemonte, Alessandria today continua a promuovere la letteratura d’autore e la lettura critica contemporanea, tenendo insieme emozione e metodo, perché la cultura è più forte quando unisce bellezza e precisione. In questo caso, la scelta di presentare il testo come di autore incerto, pur ricordando la frequente attribuzione a Sepúlveda, è parte di un lavoro più ampio: difendere la qualità del dibattito culturale anche nei dettagli.
Link utili
Per un profilo biografico di Luis Sepúlveda e un quadro generale delle sue opere si può consultare questa pagina: https://it.wikipedia.org/wiki/Luis_Sep%C3%BAlveda
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Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo © Alessandria today