La capra di Umberto Saba, quando il dolore diventa fraternità

La capra di Umberto Saba, quando il dolore diventa fraternità

Ci sono poesie che non alzano la voce, ma restano. “La capra” è una di queste.

Pier Carlo Lava

Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.

Tra le liriche più note e riconoscibili di Umberto Saba, La capra è un testo brevissimo e potentissimo, capace di racchiudere in pochi versi l’intera poetica sabiana: la compassione, l’identificazione con l’altro, la dignità del dolore.

La capra di Umberto Saba

Ho parlato a una capra.
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d’erba, bagnata
dalla pioggia, belava.

Quell’urlo era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.

Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.

Analisi e significato

La scena è minima, quasi insignificante: un uomo e una capra. Eppure, in questo incontro casuale, Saba costruisce una delle più alte riflessioni poetiche sul dolore umano. Il belato dell’animale non è un semplice suono: è una voce che parla lo stesso linguaggio del dolore dell’uomo.

Il passaggio centrale è decisivo: “il dolore è eterno, ha una voce e non varia”. Qui Saba afferma una verità disarmante: il dolore non cambia con il tempo, con la storia, con le specie. È una condizione universale, che unisce uomini e animali, vivi e sofferenti.

La poesia non cerca redenzione né consolazione. Cerca riconoscimento.

Una poesia etica, prima ancora che lirica

La capra è una poesia che rifiuta l’estetizzazione del dolore. Non c’è retorica, non c’è sublime. C’è la nudità della sofferenza, osservata con rispetto. È qui che la poesia di Saba si distingue: nella scelta di guardare il mondo dal basso, dagli ultimi, da chi non ha voce.

In questo senso, Saba è vicino a una poesia morale, quasi civile, pur restando profondamente intima.

Biografia dell’autore

Umberto Saba nacque a Trieste nel 1883. La sua vita fu segnata da fragilità emotive, difficoltà familiari e periodi di isolamento. Autore del Canzoniere, opera centrale della poesia italiana del Novecento, Saba sviluppò una scrittura semplice solo in apparenza, fondata sulla verità dell’esperienza e sulla chiarezza espressiva. Morì nel 1957, lasciando una poesia che continua a parlare con forza al presente.

Conclusione

La capra è una poesia che non chiede di essere ammirata, ma compresa. In pochi versi, Saba ci ricorda che il dolore non è mai solo nostro e che riconoscerlo nell’altro è forse il primo gesto autentico di umanità.


Geo

Alessandria, Piemonte. Alessandria today promuove la poesia come spazio di riflessione critica e civile, capace di mettere in dialogo i grandi autori del Novecento con le domande essenziali del nostro tempo.

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Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

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