Prime Persone di Erri De Luca, le voci dell’Antico Testamento tornano umane
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava
Con Prime Persone, Erri De Luca torna a uno dei nuclei più profondi e costanti della sua scrittura: il dialogo con le Scritture sacre, affrontate non come testo dogmatico ma come archivio vivo di storie, voci e scelte umane. Pubblicato nel 2025, il libro si presenta come una raccolta di autobiografie immaginarie dei personaggi dell’Antico Testamento, che prendono la parola uno dopo l’altro, parlando in prima persona.
Da Adàm ed Hauà, le prime creature, fino ai loro discendenti, uomini e donne segnati da colpa, fede, ribellione, speranza, De Luca costruisce una narrazione corale in cui ogni voce cerca rifugio nelle parole o, al contrario, rivendica le proprie azioni. Il risultato è un testo che non riscrive la Bibbia, ma la attraversa, mettendo al centro l’arbitrio umano più che il disegno divino.
Il Dio dell’Antico Testamento è presente, potente e indiscutibile, ma resta sullo sfondo. In primo piano ci sono le coscienze, le scelte, i dubbi, i peccati non riscattabili. È l’umanità dei personaggi a renderli memorabili, non la loro funzione nel racconto sacro. In questo senso, Prime Persone è un libro profondamente laico, pur immerso nella materia biblica.
La scrittura di De Luca è, come sempre, essenziale, concentrata, verticale. Ogni testo è breve, ma densissimo. Non c’è commento, non c’è spiegazione: solo voci che parlano, che si espongono, che si assumono la responsabilità della propria storia. È una forma di narrazione che ricorda la testimonianza, quasi una deposizione davanti al lettore.
Prime Persone è un libro che chiede attenzione e silenzio. Non cerca consenso né emozione facile. È un’opera che invita a riflettere su identità, destino, colpa e libertà, interrogando il presente attraverso una delle più antiche narrazioni dell’umanità. Un testo che conferma Erri De Luca come autore capace di tenere insieme rigore etico, tensione poetica e profondità spirituale, senza mai rinunciare alla centralità dell’uomo.
Biografia di Erri De Luca
Erri De Luca nasce a Napoli il 20 maggio 1950 ed è una delle figure più originali e coerenti della letteratura italiana contemporanea. Scrittore, poeta, traduttore e saggista, ha costruito un percorso umano e letterario lontano dalle accademie e profondamente radicato nell’esperienza diretta, nel lavoro, nella parola come responsabilità.
Negli anni Settanta partecipa attivamente ai movimenti politici della sinistra extraparlamentare. Dopo quella stagione sceglie consapevolmente una vita fatta di lavori manuali: operaio, muratore, magazziniere, autista di convogli umanitari nei Balcani. Questa esperienza segna in modo decisivo la sua scrittura, che resterà sempre legata alla concretezza del corpo, alla fatica, alla dignità del lavoro.
Autodidatta rigoroso, De Luca studia da solo l’ebraico biblico, diventando uno dei pochi scrittori italiani a tradurre direttamente dall’Antico Testamento. Il suo rapporto con la Bibbia non è confessionale ma letterario ed etico: le Scritture sono per lui una sorgente inesauribile di storie, di parole originarie e di interrogativi morali, che attraversano gran parte della sua opera narrativa e poetica.
Debutta nel 1989 con Non ora, non qui, libro autobiografico dedicato alla madre e all’infanzia napoletana. Seguono numerosi romanzi, racconti e raccolte poetiche, tra cui Aceto, arcobaleno, Tre cavalli, Montedidio, Il giorno prima della felicità, Il peso della farfalla, Prime Persone. La sua scrittura è riconoscibile per essenzialità, precisione e intensità, capace di condensare in poche pagine temi universali come la colpa, il destino, la libertà, la fine e la speranza.
Elemento centrale della sua poetica è la montagna, che De Luca frequenta come alpinista e come spazio simbolico di verità, misura e solitudine. Nei suoi libri la natura non è mai sfondo, ma interlocutrice morale, luogo di confronto tra l’uomo e il limite.
Figura spesso al centro del dibattito pubblico per le sue prese di posizione civili e politiche, Erri De Luca ha sempre difeso il valore della parola come atto responsabile. Scrivere, per lui, non significa spiegare il mondo, ma abitarne le contraddizioni, dando voce agli ultimi, agli sconfitti, ai silenzi.
Tradotto in numerose lingue e letto in tutto il mondo, Erri De Luca è oggi considerato uno degli autori italiani più significativi del secondo Novecento e del nuovo secolo, capace di unire rigore etico, tensione poetica e profondità umana, fedele all’idea che la letteratura non debba offrire consolazioni, ma tenere aperte le domande essenziali.
Geo
Erri De Luca, nato a Napoli, ha costruito gran parte della sua opera sul rapporto tra parola, esperienza e sacralità, intrecciando la conoscenza diretta dell’ebraico biblico a una scrittura profondamente contemporanea. Prime Persone nasce da questa lunga frequentazione delle Scritture e si inserisce in un percorso letterario che interroga il sacro come spazio umano prima che religioso. Alessandria today, testata culturale attenta alla letteratura che dialoga con le grandi domande dell’esistenza, propone questa recensione come invito a una lettura lenta, riflessiva, capace di restituire alla parola antica una voce nuova.
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