Infinito come il mare di Lena Manta, un romanzo che ascolta le ferite e insegna a restare
Ci sono libri che non cercano risposte, ma imparano a stare dentro le domande.
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava
Nel romanzo Infinito come il mare, Lena Manta costruisce una narrazione intima e silenziosa, affidando al mare il ruolo di testimone e compagno di un percorso interiore segnato dalla perdita, dal disorientamento e dalla lenta possibilità di una ricomposizione. Il mare non è uno sfondo decorativo, ma una presenza costante, una forza che accoglie senza spiegare, che non promette salvezza ma invita alla permanenza.
La protagonista attraversa un tempo sospeso, in cui il dolore non è spettacolarizzato né risolto, ma semplicemente abitato. La scrittura di Manta sceglie consapevolmente la sottrazione: pochi eventi, nessuna enfasi narrativa, una lingua che preferisce l’ascolto alla dichiarazione. È proprio in questa misura che il romanzo trova la sua forza, restituendo con autenticità il senso di spaesamento che segue ogni frattura profonda.
Il mare diventa così metafora dell’anima: mutevole, vasto, imprevedibile. Ogni onda riporta a riva un ricordo, una domanda irrisolta, una paura mai nominata. Il tempo del racconto segue questo ritmo naturale, alternando immobilità e movimento, silenzio e memoria. Il lettore è chiamato a rallentare, ad accettare che non tutto debba accadere, che a volte sia sufficiente restare.
Dal punto di vista stilistico, Infinito come il mare si colloca nella tradizione della narrativa introspettiva europea, dialogando idealmente con autrici come Virginia Woolf, Anne Michaels e Susanna Tamaro, dove il paesaggio diventa spazio di risonanza emotiva e la trama cede il passo all’esperienza interiore. La prosa è limpida, sensoriale, priva di retorica, capace di suggerire più che affermare.
Non è un romanzo per chi cerca azione o risposte rapide. È una lettura che chiede tempo, disponibilità emotiva, ascolto. In cambio offre una compagnia discreta, una voce che non consola ma comprende. Infinito come il mare è un libro che insegna a riconoscere la fragilità come parte integrante dell’esistere e a considerare l’infinito non come meta, ma come spazio da attraversare con rispetto.
Biografia dell’autrice
Lena Manta è una scrittrice contemporanea apprezzata per la sua capacità di intrecciare introspezione psicologica e paesaggio naturale. Nei suoi romanzi ricorrono i temi della perdita, del ritorno e della trasformazione emotiva, affrontati con una scrittura misurata e profondamente empatica. La sua poetica si fonda sull’ascolto del silenzio e sulla convinzione che la letteratura possa essere uno spazio di cura, più che di spiegazione.
Intervista immaginaria a Lena Manta
Il mare è una presenza centrale nel romanzo. Cosa rappresenta per lei?
Il mare è ciò che non può essere posseduto. È una presenza che ti obbliga a fermarti, a guardare, a sentire. Scrivendo, ho capito che non volevo usarlo come simbolo rassicurante, ma come spazio di verità, dove anche il dolore può respirare.
La sua protagonista sembra più ascoltare che agire. È una scelta consapevole?
Sì. Viviamo in un tempo che chiede continuamente reazione e soluzione. Io volevo raccontare il valore dello stare, dell’attesa, della fragilità non risolta. A volte la cosa più onesta che possiamo fare è restare dentro ciò che fa male, senza forzarlo.
Che tipo di lettore immagina per questo romanzo?
Un lettore disposto a rallentare. Non qualcuno che cerca una storia da consumare, ma una presenza che accetti di condividere un tempo interiore. Se il libro riesce a far sentire meno soli, allora ha compiuto il suo lavoro.
Scrivere è per lei una forma di guarigione?
Non direi guarigione. Piuttosto è un modo per fare spazio. La scrittura non chiude le ferite, ma le rende abitabili.
Geo
L’opera di Lena Manta si inserisce nella narrativa europea contemporanea attenta ai paesaggi interiori e al rapporto tra individuo e ambiente naturale. Infinito come il mare conferma una poetica che utilizza la natura come spazio di riflessione esistenziale. Alessandria today, testata culturale impegnata nella diffusione della letteratura d’autore e del pensiero critico, propone questa recensione come invito a una lettura consapevole e profonda.
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