Poetessa delle rose e dell’amore, quando il desiderio diventa battito e la parola si fa corpo. “Battiti” di Miranda Ranalli
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura profonda e partecipata di un testo poetico che mette in scena l’amore come forza originaria, capace di rigenerare il tempo, la memoria e la scrittura.
Pier Carlo Lava
Ci sono poesie che si leggono, e poesie che accadono. Battiti di Miranda Ranalli appartiene a questa seconda, preziosa categoria: è un testo che pulsa, che avanza per vibrazioni emotive, come un cuore che trova il suo ritmo nel contatto con l’altro. Qui l’amore non è concetto né promessa, ma presenza sensoriale, fatta di profumi, stagioni, parole sussurrate e pagine da riempire.
Il titolo è già una chiave di lettura: Battiti. Non solo quelli del cuore, ma quelli del tempo, della scrittura, del desiderio che torna a farsi origine. La poesia si muove tra ieri e oggi, tra inverno e rinascita, tra memoria e nuova possibilità, costruendo un canto d’amore che è insieme intimo e cosmico. L’“arcobaleno infinito” che apre il testo è segno di un sentimento che non si chiude, che attraversa il caos e lo trasforma in calma, fino a scoprire quell’“invincibile estate” che non nega il dolore, ma lo supera.
Uno degli aspetti più intensi del testo è la dimensione metapoetica: l’amore non è solo vissuto, ma scritto e riscritto insieme, in un dialogo dove l’altro diventa creatore di parole, artigiano di un linguaggio che nutre e salva. Il foglio vergine, la pagina bianca, diventano spazio sacro dell’incontro, luogo in cui l’amore si fissa senza imprigionarsi.
Il finale, con la richiesta di gridare il nome al “Dio Sole”, porta la poesia su un piano quasi mitico: l’amore come forza primordiale, capace di dare energia e potenza all’atto di amare, pur nella consapevolezza della possibile perdita. Perché anche quando l’altro “sparisce”, ciò che resta è il battito, ed è lì che la poesia trova la sua verità.
Nel solco di una tradizione che può richiamare Alda Merini per intensità sensuale e Pablo Neruda per l’abbandono lirico, Miranda Ranalli costruisce però una voce personale, femminile e consapevole, capace di tenere insieme fragilità e desiderio senza mai cadere nella retorica.
BATTITI
di Miranda Ranalli
Primo battito
d’un arcobaleno infinito
oggi mi cerca, mi vuole
accarezzare, toccare
ancora
so da chi arriva
il cielo è di un azzurro
terso, per oggi non
pioverà è solo
inverno
di uno sconosciuto giorno
che porta con sé l’ieri
come è stato bello
ieri
è un nuovo anno
lui si sente potente
mai così dolce
il mio amore,
che
audacemente
mi sussurra parole
d’amore
Ho tra le mani
una pagina nuova
tutta bianca
un nuovo anno da
imbrattare di rossi
baci e Rose, mai
così chiaro vedo
ciò che scrivo
e ciò che
tu mi dedichi
sei bravissimo
nel creare per me
parole pastose
parole soavi
Vergine il foglio,
si fa più bello
resta qui scritto
il nostro incontro
dappertutto mi resta
il tuo profumo
sboccia infinito
l’Arcobaleno
per il tuo invito:
“Amore t’amo
cerco il tuo fiore
per il mio giardino
rimasto senza amore
solo al tuo profumo
amo e vivo”
Grazie Amore senti
senti, avvicinati
di più
ti faccio sentire
impazzire il mio cuore
“Si ma grida il mio
nome che lo possa
sentire il Dio Sole
mi dà forza
e potenza per amare
una creatura bella
come te
che dopo sparisce, e
chissà mai chi a me
ti ruba”
Intervista immaginaria a Miranda Ranalli
Miranda, “Battiti” sembra nascere da un’urgenza più che da un progetto. È così?
Sì. È una poesia che è arrivata come un respiro. Non l’ho costruita: l’ho seguita.
Nel testo l’amore è anche scrittura. Quanto conta la parola nell’esperienza amorosa?
Conta tutto. Quando qualcuno ti dedica parole vere, ti sta già amando. Scrivere è un modo per restare.
Il foglio bianco ritorna come simbolo. Cosa rappresenta per te?
La possibilità. Ogni amore autentico ti restituisce una pagina nuova, anche quando pensi di averle finite.
Nel finale compare la perdita. È inevitabile?
Forse sì. Ma anche quando l’altro sparisce, il battito resta. E finché resta, si può vivere.
Battiti è una poesia che non promette eternità, ma intensità. In un tempo che spesso teme l’emozione, Miranda Ranalli rivendica il diritto di sentire fino in fondo, di amare senza difese, di scrivere come atto di fiducia. È qui che la poesia diventa vita.
Geo
Miranda Ranalli vive e scrive in Italia, coltivando una poesia intimista e sensoriale, profondamente legata ai temi dell’amore, della rinascita e della parola come spazio di verità. Alessandria today promuove e valorizza la poesia contemporanea come forma viva di pensiero e consapevolezza.
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