E anche questo è chiaro… di Bahtiyar Hidayet (Azerbaijan). Quando la poesia smaschera il potere e restituisce dignità agli animali
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava
La poesia “E anche questo è chiaro…” di Bahtiyar Hidayet, insegnante di matematica in Azerbaijan, è un testo che colpisce per lucidità morale, durezza etica e forza visionaria. Non è una poesia consolatoria, né simbolica nel senso tradizionale: è un atto di accusa, un ragionamento poetico che usa la logica come strumento di smascheramento del potere e dell’ipocrisia umana.
Hidayet parte da ciò che conosce profondamente, la matematica, e la trasforma in linguaggio etico. L’equazione iniziale non è astratta, ma terribilmente concreta: dove dovrebbero esserci moralità, personalità, compassione, coscienza ed educazione, resta solo un pronome vuoto, un “esso”, impersonale e disumanizzato. È una delle intuizioni più potenti del testo: chi governa il mondo ha perso il nome, il volto, l’anima.
La poesia procede per ripetizioni martellanti – “È diventato chiaro che” – come se ogni strofa fosse una dimostrazione, un teorema morale che non ammette confutazioni. Il linguaggio è semplice, diretto, quasi narrativo, ma il contenuto è durissimo: il potere che “beve il sangue dei bambini” viene paragonato a una mustela, un animale predatore. Qui l’animale non è insulto: è specchio. L’uomo, nel suo dominio, ha superato l’istinto e lo ha reso sistema.
Uno dei nuclei più forti del testo è il capovolgimento della gerarchia tra uomo e animale. La poesia elenca scene reali e documentate di altruismo animale, immagini che disarmano: animali che aiutano, proteggono, salvano. In contrasto, l’uomo appare come l’unica specie non ancora “addomesticata”, incapace di convivere con la propria potenza scientifica e tecnologica.
Qui la critica si fa radicale: la scienza, come la matematica, è neutra solo in apparenza. Nelle mani di “ignoranti e maniaci” diventa arma, fino alle armi di distruzione di massa. La conoscenza senza coscienza non eleva: amplifica il male.
Il finale è spiazzante, volutamente paradossale. La proposta che “gli animali dovrebbero addomesticare l’uomo” non è una provocazione grottesca, ma una sentenza poetica: l’uomo ha perso la capacità di imparare dalla natura ciò che essa continua a praticare – la cura, la solidarietà, il limite. E l’ultimo verso, “Non ci è chiaro nulla”, ribalta tutto: dopo tante certezze, resta solo l’umiltà del dubbio.
Questa poesia si colloca idealmente accanto a testi di Bertolt Brecht per la sua funzione etica, e a certa poesia civile contemporanea che non teme di essere scomoda. Ma conserva una voce autonoma, asciutta, razionale e ferocemente umana.
E ANCHE QUESTO È CHIARO…
Bahtiyar Hidayet
insegnante di matematica
ha risolto l’equazione politica
È diventato chiaro che
Per coloro che governano il mondo, infatti:
Moralità + personalità + compassione + coscienza + educazione = “esso”
È diventato chiaro che
Quelli che governano il mondo
Bevi il sangue dei bambini
Come una bella mustela beve il sangue dei polli.
È diventato chiaro che
La matematica è la chiave di tutte le scienze
Ma la scienza è anche un’arma nelle mani degli ignoranti e dei maniaci
Anche le armi di distruzione di massa.
I libri di storia ci hanno mentito
Il cavallo non è stato l’ultimo animale addomesticato
È diventato chiaro che
L’uomo non è ancora stato addomesticato.
…mi ritrovo davanti agli occhi alcune scene
Un cane da pastore munge gli agnelli orfani
Un elefante aiuta un cucciolo di leone
Una tartaruga salva una tartaruga incastrata sulla schiena
Una gallina diventa mamma di anatroccoli
E così via…
È diventato chiaro che
L’uomo non è ancora stato addomesticato
Quindi cosa dovrebbe succedere?
Come dovrebbe essere addomesticato l’uomo?
È diventato chiaro che
Gli animali dovrebbero addomesticare l’uomo
Ed è diventato anche chiaro che
Non ci è chiaro nulla.
Biografia dell’autore
Bahtiyar Hidayet è un poeta e insegnante di matematica azero. La sua scrittura unisce rigore logico e tensione etica, trasformando il pensiero scientifico in strumento poetico e civile. Nei suoi testi emergono temi come il potere, la responsabilità morale, la violenza sistemica e il rapporto tra uomo, scienza e natura. La sua poesia si distingue per chiarezza espressiva e profondità filosofica.
“E anche questo è chiaro…” è una poesia che non consola, ma sveglia. Non offre soluzioni, ma costringe a guardare. È un testo che parla al nostro tempo con una voce ferma e spoglia, ricordandoci che la vera barbarie non è l’istinto, ma l’intelligenza senza coscienza. Una poesia necessaria, perché ci ricorda che forse il problema non è capire tutto, ma riconoscere quanto poco siamo disposti a imparare.
Geo
Il poeta Bahtiyar Hidayet, originario dell’Azerbaijan, porta nella sua scrittura l’esperienza di un territorio segnato da trasformazioni politiche, tensioni geopolitiche e profonde domande identitarie. In qualità di insegnante di matematica, Hidayet unisce rigore razionale e sensibilità etica, offrendo una poesia che dialoga con le grandi questioni del presente globale. Alessandria today propone questa recensione come parte del proprio impegno nel dare spazio a voci poetiche internazionali capaci di interrogare il potere, la coscienza umana e il rapporto tra uomo, scienza e natura, rafforzando il ruolo della testata come ponte culturale tra territori, linguaggi e pensiero critico contemporaneo.