Women and Girls in Science – Global Peace Let’s Talk International Zoom meeting (London)
Ieri sera ho avuto l’onore di partecipare al Zoom dedicato al tema “Women and Girls in Science”, promosso da GPLT Global Peace Lets Talk International, l’associazione internazionale impegnata a promuovere la pace e l’inclusione attraverso il dialogo e l’educazione.
Il confronto di ieri sera sul tema Women and Girls in Science si inserisce in questo cammino globale di emancipazione e dignità. La sua missione è quella di promuovere la pace e la comprensione, valorizzando il dialogo e l’educazione come strumenti trasformativi per la risoluzione dei conflitti. Attraverso corsi online, workshop interattivi e iniziative comunitarie, GPLT forma comunicatori empatici e leader capaci di mediazione, con l’obiettivo di costruire un mondo fondato su inclusione, armonia e dialogo costruttivo.
Un incontro intenso e ricco di spunti, guidato dalla presidente Nikki De Pina e moderato con grande sensibilità da Obah Rose. Tra le molte presenze internazionali di rilievo:
Dr. Shamenaz – EkemnGender Studies Founder & President Progressive Literary & Culture Society,
Dr. Ekembe Mirabl Achebi Executive Director GWAH Cameroon Gender Expert, Social protection, human rights advocate,
Dr. Ramat Alliu-Mohammed GPLT Executive International Youth Programme.
Come Ambasciatrice Internazionale GPLT dei diritti delle donne, ho condiviso la mia voce e il mio impegno per promuovere l’accesso delle ragazze e delle donne alla scienza, alla conoscenza e alle opportunità di crescita. La scienza non è solo progresso tecnologico, ma anche libertà, dignità e possibilità di costruire un futuro equo.
La presenza femminile nella ricerca e nell’innovazione è essenziale per un mondo più giusto e inclusivo. Ogni ragazza che sceglie la scienza apre una porta non solo per sé, ma per tutte le generazioni future.
Questo incontro è stato un passo importante per ribadire che la pace e lo sviluppo passano anche attraverso l’educazione e la valorizzazione delle donne nella scienza.
English
Yesterday, I had the honor of taking part in the Zoom meeting dedicated to “Women and Girls in Science”, promoted by GLOBAL PEACE LET’S TALK, the international organization committed to fostering peace and inclusion through dialogue and education. Last night’s discussion on Women and Girls in Science is part of this global journey of emancipation and dignity. Its mission is to foster peace and understanding, highlighting dialogue and education as transformative tools for conflict resolution. Through online courses, interactive workshops, and community-driven initiatives, GPLT nurtures empathetic communicators and servant leaders, aiming to build a world where inclusion, harmony, and constructive dialogue can thrive
It was an intense and inspiring encounter, led by President Nikki De Pina and moderated with great sensitivity by Rose Obah.
Among the many distinguished international presences:
Dr. Shamenaz – EkemnGender Studies Founder & President Progressive Literary & Culture Society,
Dr. Ekembe Mirabl Achebi Executive Director GWAH Cameroon Gender Expert, Social protection, human rights advocate,
Dr. Ramat Alliu-Mohammed GPLT Executive International Youth Programme.
As GPLT Ambassador for Women’s Rights, I shared my voice and commitment to promoting access for girls and women to science, knowledge, and opportunities for growth. Science is not only technological progress, but also freedom, dignity, and the possibility of building a fair future.
The presence of women in research and innovation is essential for a more just and inclusive world. Every girl who chooses science opens a door not only for herself, but for all future generations.
This meeting was an important step in reaffirming that peace and development also pass through education and the empowerment of women in science.
Summary of my speech:
English Version –
This topic is especially important to me as a woman and GPLT Ambassador of Women rights too. Today, in many parts of the world, women and girls are still fighting for the right to learn, to be heard, and to contribute; in countries like Afghanistan and Iran, many have been silenced, erased, and humiliated.
Even in science, women face obstacles. Figures like Marie Curie and Rosalind Franklin broke barriers, but many today still encounter the “glass ceiling”, an invisible barrier that prevents women from reaching the highest levels, such as leadership positions, promotions, or recognition—not because of lack of talent, but due to persistent stereotypes and less encouragement from a young age.
Throughout history, women have faced enormous obstacles in accessing education and science. From Bettisia Gozzadini in 1237, the first woman to lecture at Bologna University, to Laura Bassi in 1732, the journey has been long and difficult. Today, women represent 40% of university students in scientific fields, yet less than 30% continue into research careers. The invisible ‘glass ceiling’ still exists.
To break it, we must act together—institutions, schools, media, and families. Boys must be taught respect from the earliest age, and girls must be encouraged to gain self-awareness, freedom of choice, and the courage to say no. Only by changing cultural legacies of misogyny can we ensure equality, dignity, and safety for women and girls in science and beyond.
Supporting girls in science is not just about equality; it fosters innovation and progress. Science needs everyone’s talent, regardless of gender.
Breaking the glass ceiling is not only about women in science, it is about humanity choosing equality, respect, and a future where every voice can rise.”
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Versione italiana
Sintesi del mio contributo:
Questo argomento è particolarmente importante per me, essendo donna e Ambasciatrice GPLT per i diritti delle donne. Oggi, in molte parti del mondo, le donne e le ragazze lottano ancora per il diritto di studiare, di farsi sentire e di contribuire; in paesi come Afghanistan e Iran molte sono state silenzate, oscurate e umiliate.
Anche nella scienza le donne affrontano ostacoli. Figure come Marie Curie e Rosalind Franklin hanno infranto barriere, ma molte oggi incontrano il cosiddetto “tetto di cristallo”—una barriera invisibile che impedisce alle donne di arrivare ai livelli più alti, come posizioni di leadership, promozioni o riconoscimenti, non per mancanza di talento, ma a causa di stereotipi persistenti e minor incoraggiamento fin dall’infanzia.
Sostenere le ragazze nella scienza non è solo una questione di uguaglianza: significa favorire innovazione e progresso. La scienza ha bisogno del talento di tutti, senza distinzione di genere.
Nel corso della storia, le donne hanno affrontato enormi ostacoli nell’accesso all’istruzione e alla scienza. Da Bettisia Gozzadini nel 1237, la prima donna a tenere una lezione all’Università di Bologna, a Laura Bassi nel 1732, il cammino è stato lungo e difficile. Oggi le donne rappresentano il 40% degli studenti universitari nei campi scientifici, ma meno del 30% prosegue in una carriera di ricerca. L’invisibile “soffitto di vetro” esiste ancora. Per infrangerlo, dobbiamo agire insieme, istituzioni, scuole, media e famiglie. I ragazzi devono essere educati al rispetto fin dalla più tenera età, e le ragazze devono essere incoraggiate a sviluppare consapevolezza di sé, libertà di scelta e il coraggio di dire no. Solo cambiando l’eredità culturale della misoginia possiamo garantire uguaglianza, dignità e sicurezza per le donne e le ragazze nella scienza e oltre.
Spezzare il soffitto di cristallo non riguarda soltanto le donne nella scienza, riguarda l’umanità che sceglie l’uguaglianza, il rispetto e un futuro in cui ogni voce può elevarsi.
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Ada Rizzo, 12 Febbraio 2026, Malindi
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