Medicina narrativa e cura: Rita Charon ad Alessandria, le nuove frontiere della medicina che ascolta

Medicina narrativa e cura: Rita Charon ad Alessandria, le nuove frontiere della medicina che ascolta

La medicina può guarire un corpo, ma solo l’ascolto può comprendere una persona. È questo il cuore dell’opera di Rita Charon, figura straordinaria che ha saputo unire la competenza clinica alla profondità dello sguardo letterario. Medico internista e docente alla Columbia University, studiosa raffinata di Henry James, Charon ha avuto l’intuizione di trasformare la narrazione da semplice testimonianza a vero e proprio strumento di cura. Con la nascita della medicina narrativa ha aperto una strada nuova, in cui la storia del paziente non è un dettaglio accessorio, ma il centro stesso dell’atto terapeutico.

Presentare oggi ad Alessandria il suo nuovo lavoro significa portare nel nostro territorio una riflessione di respiro internazionale, che invita medici, studenti e cittadini a ripensare il senso della cura come incontro tra competenze e umanità. In un tempo dominato da tecnologie sempre più sofisticate, il messaggio di Rita Charon ci ricorda che la medicina resta, prima di tutto, relazione e responsabilità condivisa. La cura non è soltanto tecnica e protocolli, ma anche ascolto, racconto, relazione. È da questa consapevolezza che prende forma l’incontro dedicato alla medicina narrativa che si terrà il 2 marzo all’Azienda Ospedaliero Universitaria di Alessandria, un appuntamento che unisce scienza e umanesimo, clinica e letteratura, nella prospettiva delle Medical Humanities.

Pier Carlo Lava

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Il 2 marzo 2026 alle ore 17.00, nella Sala Moncalvo di via Venezia 16 al primo piano dell’AOU AL, verrà presentato il volume “Raccontare la malattia: le nuove frontiere della medicina narrativa” pubblicato da Cortina nel 2026 e firmato da Rita Charon 14_ presentazione libro Rita Ch…. L’incontro si aprirà con i saluti introduttivi di Antonio Maconi, Commissario straordinario per il riconoscimento IRCCS AOU AL, e vedrà dialogare Patrizia Santinon, Direttrice scientifica del Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities DAIRI, con il curatore e traduttore dell’opera Christian Delorenzo, esperto internazionale di letterature comparate e medicina narrativa Foto. Rita Charon è una figura di riferimento mondiale: medico internista, studiosa di Henry James e professoressa alla Columbia University, dove dirige il dipartimento di Medical Humanities ed etica. Con il volume “Medicina narrativa: Onorare le storie dei pazienti”, pubblicato nel 2006 e tradotto in italiano nel 2019, ha fondato una disciplina che oggi rappresenta uno dei terreni più fecondi di dialogo tra medicina, letteratura e scienze sociali.

Il nuovo libro “Raccontare la malattia” raccoglie e propone in traduzione italiana i contributi più innovativi che Charon ha pubblicato negli ultimi vent’anni. Il lavoro di curatela di Christian Delorenzo offre così ai lettori italiani un quadro aggiornato delle prospettive più avanzate della medicina narrativa, affrontando temi centrali come il corpo, le pratiche cliniche, i mondi simbolici che si intrecciano con i racconti in sanità. Le domande che attraversano il volume sono decisive per il futuro della cura: come rendere realmente centrale la storia del paziente nel percorso terapeutico? Quale dialogo può instaurarsi tra medicina narrativa e psicoanalisi? In che modo leggere, scrivere e condividere narrazioni contribuisce alla formazione di studenti e professionisti sanitari e, insieme, alla costruzione di una sanità più equa?

L’iniziativa si inserisce nel percorso culturale e scientifico promosso dal Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities dell’AOU di Alessandria, impegnato sia nella diffusione di approcci narrativi fondati su solide basi teoriche ed evidenze interdisciplinari, sia nella loro integrazione nei contesti formativi, clinici e organizzativi. In questa prospettiva, la narrazione non è un ornamento umanistico della medicina, ma uno strumento di conoscenza, responsabilità e giustizia, capace di restituire centralità alla persona malata e alla complessità della sua esperienza. In un tempo in cui la sanità è spesso percepita come distante o sovraccarica, eventi come questo ricordano che la qualità della cura passa anche attraverso la capacità di ascoltare e comprendere le storie. È lì, nel racconto condiviso tra medico e paziente, che può nascere una medicina più consapevole, più umana e, proprio per questo, più efficace.

Geo
L’Azienda Ospedaliero Universitaria di Alessandria rappresenta un polo sanitario e scientifico di riferimento per il territorio piemontese, impegnato nel percorso di riconoscimento come IRCCS e nello sviluppo di progetti innovativi che coniugano ricerca, formazione e assistenza. Alessandria today segue con attenzione le iniziative che intrecciano cultura, sanità e comunità, valorizzando il dialogo tra saperi come leva per una crescita civile e scientifica del territorio.

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Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

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