Cattiverie a domicilio- STASERA SU RAI 3 PRIMA TV. Recensione di Daniela Di Benedetto. Spazio a cura di Elisa Rubini.
Oggi vi parlo di una piccola gemma cinematografica sottovalutata: “Cattiverie a domicilio” (2023), di
Thea Sharrock con Olivia Colman, Timothy Spall, Jesse Buckley, ispirata a un fatto vero del 1922.
In un piccolo paese inglese la zitella Edith vive coi genitori una vita castissima all’insegna delle
preghiere, eppure le arrivano lettere oscene cariche di insulti. È facile far ricadere la colpa sulla
vicina di casa Rose che è tutto l’opposto di lei, una “peccatrice”, donna libera, madre single,
sboccata, ladra e persino convivente di un uomo di colore. Chi meglio di Rose può fungere da
capro espiatorio? Ma non è stata lei.
Senza spoilerare troppo metterò in rilievo alcuni punti del film. Edith (una eccezionale Olivia
Colman) è oppressa dal padre che le ha negato ogni possibilità di fidanzamento per tenerla a casa;
prega ipocritamente tutto il giorno e dichiara ai giornalisti di desiderare il perdono per chi l’ha
offesa, ma le frustrazioni che sta soffocando esploderanno alla fine in modo esilarante. Suo padre
(Timothy Spall) pare una caricatura dei vecchi patriarchi di Dickens e basta la sua faccia a farci
ridere. La vita del modesto paese, dove ognuno vuole sapere tutto di tutti, dove i poveri stanno dalla
parte di Rose e una contadina vende il proprio maiale per pagarle la cauzione, è deliziosamente
ritratta, mentre una triste ironia pervade la visione di quella società retrograda in cui le scoperte
fatte da una poliziotta di origine indiana “non conterebbero in tribunale”, come dice il suo capo,
“perché sei una donna e non autorizzata a indagare.”
Ma soprattutto è irresistibile la comicità degli insulti, fantasiosi oltre ogni immaginazione, che alla
fine vengono letti in tribunale da un enfatico avvocato urlante e sputacchiante. Non vi dico
ovviamente chi fosse il colpevole : non perdete stasera questo film in cui il famoso humour inglese ha
superato se stesso.
Daniela Di Benedetto