Ricordi… 2024 di Giorgio Chinelli – Recensione di Giuseppina De Biase

Ricordi… 2024 di  Giorgio Chinelli – Recensione di Giuseppina De Biase

Ricordi… 2024

Seduta t’immagino,
mentre guardi,
mi osservi coi tuoi occhi scuri,
senza parlare,
in attesa della prima mossa.

Quando vuoi sai giocare…

Parla tu questa volta… di noi,
siamo persone che si toccano,
senza mai vedersi.
Pensieri ed emozioni
tenuti assieme solo da parole scritte.

Spiegami, com’è possibile vivere
questa strana amicizia?

Usa le parole che conosci,
che mai hai voluto scrivere.

Giorgio Chinelli 07.01.2024
Copyright – Legge sulla proprietà
intellettuale n. 633 del 22.04.1941.

“Ricordi… 2024” è una Poesia estremamente attuale.
Ci sussurra che un rapporto a distanza “può andare” se c’è il coraggio di essere onesti. La conoscenza che deriva dallo scriversi è, per certi versi, più pura: ci si conosce per ciò che si pensa e si prova, non per come si appare.
Infatti questa Poesia ci dimostra che la conoscenza di una persona non passa necessariamente per il contatto fisico. Il fatto di scriversi permette di esplorare i pensieri e le emozioni più intime, creando un feeling che supera la distanza. Anche se definita “strana”, questa amicizia è reale perché si basa sulla forza delle parole, che riescono a far “toccare le persone nell’anima prima ancora che con le mani”.
In questa nostra epoca dell’immediatezza e del “tutto e subito”, esiste una forma d’amore o di “strana amicizia”, come suggeriscono i versi di Ricordi… 2024 , che sfida le leggi della fisica: il rapporto a distanza nutrito esclusivamente di parole, un legame che molti considerano incompleto ma che nasconde, per me, una potenza straordinaria.
Il verso “siamo persone che si toccano, senza mai vedersi” non deve essere letto solo come una mancanza, ma come una conquista. In un mondo attuale ossessionato dall’immagine e dall’estetica, riuscire a “toccarsi” attraverso i pensieri o l’anima significa andare oltre e aver superato la barriera del superficiale.
Quando il contatto fisico è precluso, l’essere umano è costretto a usare il linguaggio per accarezzare l’altro. Questo crea un’intimità intellettuale che spesso manca nei rapporti quotidiani, dove la presenza fisica rischia di diventare una distrazione dalla reale conoscenza della persona.
“Seduta t’immagino,
mentre guardi,
mi osservi coi tuoi occhi scuri,
senza parlare,
in attesa della prima mossa”

Questi versi trasformano “l’attesa della prima mossa” in una danza di seduzione mentale dove il tempo non è un nemico, ma un alleato che alimenta il desiderio.
Usare le parole “che mai hai voluto scrivere” significa esplorare territori emotivi nuovi. La distanza obbliga alla precisione: non potendo usare un abbraccio per spiegarsi, bisogna essere onesti, profondi e coraggiosi con i propri sentimenti.
La “strana amicizia” è, in fondo, una prova di resistenza e qualità. Se un legame riesce a stare in piedi solo grazie a “pensieri ed emozioni tenuti assieme da parole scritte”, significa che le fondamenta sono d’acciaio. Non è la vicinanza geografica a definire un noi, ma la capacità di essere presenti nella mente dell’altro, di abitare i suoi silenzi e di stimolare le sue riflessioni.
“La distanza non è un vuoto da colmare, ma uno spazio in cui l’immaginazione e la verità possono finalmente incontrarsi senza maschere.”
L’essenziale è invisibile agli occhi, ma perfettamente leggibile tra le righe. Se c’è empatia, condivisione la distanza non è una barriera, ma un filtro che trattiene solo ciò che è autentico. Quei “due che si toccano senza vedersi” stanno in realtà costruendo un tempio di confidenza che la routine quotidiana difficilmente saprebbe proteggere con la stessa intensità.
Questa Poesia è un omaggio a tutti coloro che hanno avuto il coraggio di amare o voler bene a qualcuno attraverso la sottile, ma resistentissima, trama delle parole scritte.

Giorgio Chinelli è una voce contemporanea che esplora i labirinti dell’anima, spesso descrivendo la scrittura come un “atto di resistenza” o come “binari dell’anima” che attraversano il tempo. Nelle sue opere indaga costantemente il confine tra reale e irreale, tra il silenzio e la necessità di dire.
Giorgio Chinelli ci insegna che non serve la presenza fisica per “esserci”. Se c’è sintonia, la scrittura diventa il luogo dell’incontro vero. Un rapporto a distanza “va bene” perché, citando la sensibilità del poeta, è un viaggio che si compie dentro l’altro, parola dopo parola.

GIUSEPPINA DE BIASE

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