Una vela si dispiega al vento, di Grazia Denaro

Una vela si dispiega al vento, di Grazia Denaro

Buongiorno!

una vela si dispiega al vento

Una vela si dispiega al vento

Una vela si dispiega al vento
e va lontana nella notte buia.

Sull’onda del cuore
il vento sussurra parole d’amore
fugge la malinconia
sentendo il dolce canto della battigia.

Conto i ciottoli levigati
minuscoli frammenti di vita vissuta.

Lascio le mie orme
sperando che colui che è nel mio cuore
domani fra conchiglie ed alghe
conti i miei passi
immaginando il mio corpo
e lo splendore dell’oro dei miei capelli
baciati dal sole…

@Grazia Denaro@

IL CACCIATORE, di Gregorio Asero

IL CACCIATORE, di Gregorio Asero

gregorio asero

IL CACCIATORE

Io sono il mio estraneo compagno
poiché sono uscito dalla mia anima
Per troppo tempo ho lottato contro di me
ho cercato di domarmi
Non ci sono riuscito

Troppo spesso mi sono ferito
per impedire la vittoria
Pieno d’amore e d’orrore
nel regno dei ghiacci e delle rocce
mi sono riparato

Non adirarti se non trovi riposo
in questo mondo di gazzelle
Io sono un cacciatore che venera la preda

gregorio asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Ci guiderà verso sud, di Giusy Del Vento

Ci guiderà verso sud, di Giusy Del Vento

ci guiderà verso sud

Ci guiderà verso sud
il fiore rosso dell’ibisco
lo zucchero del marzapane
col suo odore
i cirri bianchi delle nuvole
le pale dei fichi d’india
in processione e di fianco
il blu acceso del mare
Andremo nomadi cantando
amore e resurrezione
come antichi carrettieri verso
le fiumare in secca
a scavare liquirizia
Che la terra non è arida
e la vita è un viaggio
lungo oppure breve ma
sempre pieno di luce
per chi la vuol vedere

Giusy Del Vento

E’ a quest’ora, di Ela Gentile

E’ a quest’ora, di Ela Gentile

e a quest'ora

E’ a quest’ora

Ed è a quest’ora che ancor più forte
sento il profumo antico che mi arriva al cuore
e mi sovviene il ricordo delle tue parole,
presenza costante e amorosa
dolce appuntamento
sollievo e carezza prima della nanna,
giocoso risveglio ad un nuovo giorno.
Stanotte sarò io che ti solleverò
discretamente aprirò il tuo cuore
e ruberò un poco di dolcezza
che tu gelosamente custodisci,
ne gusterò per togliere l’amaro
nel tempo accumulato un po’ alla volta,
ti lascerò carezze in quantità
e prima di dormire ti terrò stretto al petto
per ascoltare i battiti
del mio e del tuo cuore
in un concerto d’estasi infinita
e in un angolo del tuo cuore resterò
per non sentirmi sola.

eg

Sono qui, sola. VIVIMI, di Rita Piras

Sono qui, sola. VIVIMI, di Rita Piras

Sono qui, sola. VIVIMI

Sono qui,
sola a pensarti,
a tentare di dimenticare
quella dolorosa parola di nome ”distacco”,
cancellarla per sempre dalla mia mente;
so però che ciò mai accadrà.
Ascoltami quando ti cerco,
vivimi quando non ci sono.
Ti chiedo solo di parlare al mio cuore,
una sola volta e un’altra ancora.
Vivimi attraverso le tue mani,
spalanca i tuoi occhi e guardami ora;
Donami
nelle mie tormentate notti una carezza,
fa’ che io non mi senta più persa.
Soffia ancore nei miei sogni,
allontana da me la nebbia che offusca la tua immagine.
Nelle giornate brulle,
accendi il mio volto con l’immagine del tuo sorriso.
Fammi ancora percepire i tuoi abbracci,
stringimi forte,
non lasciarmi più andare.
Potrò così raccogliere quel drappo che ricopre il tuo viso,
avvolgervi le mani, per deporvi il mio respiro.
Maria Rita Piras

Riflessioni, di ‎Maria Bartolucci‎ 

Riflessioni, di Maria Bartolucci 

50069623_113687389705332_5708604658482675712_n

Riflessioni.

Desiderare un legame
esclusivo
dona col tempo,
fiducia.

Ma in gioventù
tutto si ferma
a esperienze generiche.

I legami esclusivi
influenzano la nostra
esistenza per la
nostra crescita mentale!

Però con la maturità
sei attratto dalla bellezza della
femminilità.

Con il tempo
comprendi se hai fatto
la giusta scelta.

Hai amato più l’essere
concreto ?
O l’ideale nella sua
armonia perfetta?

Il meccanismo amoroso
è davvero misterioso!

Mio bene, di Giusy Del Vento

Mio bene, di Giusy Del Vento

Mio bene .jpg

Mio bene
da quando sei partito lontano
si è fermato il vento
Prive dei tuoi occhi
sono passate mille estati
di api d’oro e miele
Il tempo ha imbastito per me
pelle di elefante, nei solchi
scorrono intricati fiumi di memorie
Quando ero una conchiglia e tu
mi vestivi di bisso cardando
e tessendo i raggi del sole
Io intrecciate sul capo portavo
corone di rosmarino e viole
Eri libeccio asciutto, forte
eri profumo
Perfino la tua ombra mi dava riparo
Ora sento soltanto
il buon odore del mare, la notte
lascio la finestra socchiusa
fingo che la bruma sia la tua mano
calda, umida mi accarezza
e non avverte ruvidezze
Domani
metterò lo scialle azzurro
Alla finestra canterò per te
cercando il vento
che la voce mi è giovane ancora

Giusy Del Vento

È da molto che ti aspetto, di Giusy Del Vento

È da molto che ti aspetto, di Giusy Del Vento

È da molto che ti aspetto.jpg

È da molto che ti aspetto
avvicinati dobbiamo contare
perché io ho solo due mani
non mi bastano le dita
per calcolare gli anni
i mesi e le ore, i respiri
che abbiamo da vivere insieme
E se non bastano le dita
conteremo gli occhi e le carezze
con riporto di tre, dopo
useremo le ali delle farfalle e poi le stelle
i sassi dei fiumi, tutti i pesci del mare
le parole delle poesie nel mondo
le olive sugli alberi e i venti d’estate
tutti i bambini con l’aquilone
i raggi delle biciclette rosse
gli intrecci di una coperta a tombolo
le sfumature d’azzurro, due volte
i cucchiaini di zucchero dentro i caffè
Quanto sarà lunga la nostra vita?
Quanto breve? So comunque che
la vivremo piena, giusta, luminosa e dolce
ci credi? Tu però mio sole
non stancarti mai di aiutarmi a contare
Giusy Del Vento

Non è così che doveva essere oggi, di Giusy Del Vento

Non è così che doveva essere oggi, di Giusy Del Vento

non è così che doveva essere oggi

Non è così che doveva essere oggi
Avrei voluto indossare
il sorriso migliore
bere lentamente il primo caffè e
alle sei del mattino, cominciare a farmi bello
Curare la barba
una goccia del tuo profumo
Indossare la camicia di lino azzurra
Avrei scambiato due parole
con Anghelos sul vento di marina
prima che corresse
a suonare le campane per noi
Un salto dal fornaio
per i panini al sesamo che ami
per la notte
Avrei stretto la mano agli amici
celando malamente la fretta e la gioia
Ricevuto pacche sulla spalla
e tutti gli auguri di lunga vita
salute e figli
E tu come tutte, dovevi arrivare in ritardo
ma poco
Perché anche tu eri impaziente
di sorridermi e dirmi sì
con gli occhi prima che con le parole
Ecco … Così doveva essere oggi
E invece niente caffè
ma ho curato la barba
indossato il tuo profumo e la camicia azzurra
ho evitato Anghelos e il fornaio
Solo sono qua, dietro la fontana di pietra
a guardare di nascosto la chiesa
e i tuoi genitori che ti piangono morta
Mio infinito …
Come possono questi miei occhi vedere
se sono morto anche io

Giusy Del Vento

ORSO DI BIELLA, di Nino Nemo

ORSO DI BIELLA di Nino Nemo

Giugn 2002

http://www.biellaclub.it

Giugno

Di quella pietra
l’occhio nel buio
scruta incontri furtivi
dietro i cespugli
sulle panchine rare;
passi affrettati
si rincorrono anonimi,
indifferenti, seri,
sparendo oltre le strisce
tra le colonne fredde.

Candide mani di bimbi
sollevano spruzzi delicati
per labbra ridenti,
incantate, innocenti.
Vocianti studenti
lanciano caldarroste,
d’acqua allegri cartocci;
tracce senza pudore,
mozziconi, aghi, cartine:
i sogni senza un’alba
di troppi imberbi allucinati
da vane speranze di morte;
volontà inconcludenti,
reietti mendicanti.

Miserie ed acciacchi
da tempo l’Orso di pietra
con un discorso limpido
racconta a dei sordi.
Due sorsi alla fontana
come bacio di sollievo;
brulica vita ancora intorno
a Biella gelida Orsa,
poche impronte restano
nel tempo sconvolgente..

NINO NEMO

– POESIE Art Café 2001-2010, Nino Nemo |

Francesca Piovesan, SARA’ L’ESTATE

Francesca Piovesan, SARA’ L’ESTATE

sarà l'estate

SARA’ L’ESTATE

Sarà l’estate
a rompere gli argini
del desiderio caldo
nelle notti insonni
fra sciami di stelle.
Saranno le tue mani
a dirmi che esisto
sulla pelle che odora
di spuma di mare.
Ancora insieme noi
nelle alterne maree
della vita.

Francesca Piovesan è nata a Venezia e si è laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari. Abita a Pordenone e insegna in una scuola secondaria di secondo grado. In poesia ha pubblicato “Una vita, tante vite” (Ladolfi, 2015). La poesia che abbiamo pubblicato è tratta dal suo secondo libro di versi pubblicato sempre con Ladolfi nel 2016, “La sospensione dei pensieri”.

foto  http://poesia.blog.rainews.it/

ZOLLE DI ETERNITÀ, di Vincenzo Pollinzi

ZOLLE DI ETERNITÀ, di Vincenzo Pollinzi

vincenzo

Il deserto che lascia

una presenza

quando viene a mancare,

silenziosa e greve

confonde l’ animo.

 

Ti sospinge con lo sguardo

nel vuoto e col pensiero

verso zolle di Eternità.

 

Perché sai che

sarà per sempre.

 

E solo allora ne ascolti

finalmente l`Anima.

 

Senti forte il bisogno

di andare via,

di restare solo

con te stesso

sotto il cielo offuscato

da nuvole piangenti.

  

Diritti Riservati @ Dicembre 2018

Foto dal Web

Alle otto, di Giusy Del Vento

Alle otto, di Giusy Del Vento

alle otto

Alle otto
esco dal barbiere
Pettinato con
un fiore di garofano
all’occhiello
Aspetto la nave
che ti riporterà
a casa oggi
Amici e gatti
mi passano accanto
Non li saluto
Io non li sento
Fisso l’orizzonte
Tu verrai dal mare
Cambiano le ombre
si allungano
senza allegria
Sono ancora qua, in piedi
Ho sete, aspetto
La nave è attraccata
bianca e azzurra
I passeggeri
sulla banchina
In attesa di partire
sono saliti a bordo
Baci e saluti
sorrisi, abbracci
Tu non sei scesa
Il cielo non è più qui
Che strana la sera
senza cielo
Sento il profumo
del garofano
Mi rassicura
forse . . .
Sono ancora vivo

Giusy Del Vento

Sinfonia Invernale, di VincEnzo Pollinzi

Sinfonia Invernale, di VincEnzo Pollinzi

sinfonia invernale

Sinfonia Invernale

Il giorno lentamente
si arrende alle sfumature
dell`incompiuto nella
monotonia della sera.

Le nuvole gonfie
sono un punto scuro
e inamovibile nel cielo
plumbeo di Dicembre.

Sembra che non sai più
che cosa sia il vero,
e smarrisci per strada
la coscienza del falso.

I pensieri si nutrono
di intensità effimera
del presente che
sfiora solo di striscio
il tuo svogliato percepire.

E te ne vai cosi incontro
alle tue ultime stagioni,
che si rincorrono
nel ritornello sempre uguale
di una Sinfonia senza voce
che si ripete all`infinito.

Diritti riservati @ Dicembre 2018
Foto dal Web