DOVREMMO RICUCIRE

Dovremmo ricucire

le parole dette

apparse come notizie

su giornali stracciati,

fogli piombati,

anime disperse

in quotidiano conoscere,

sapere ognuno del privato

per nascondere il presente

che ci comprende.

Dovremmo anche

ricucire i sogni,

che come toppe

di calzoni sdruciti

si sfilacciano sulle

strade affogate

dalle consuete piogge,

che cedono dal cielo

quando viene

a mancare il sole.

E le canzoni

hanno lasciato sopra i righi,

solo note scure

alcune vuote e altre piene,

e bisognerà cucire

anche la melodia

perchè non sia soltanto

un ritornello

questo andare via.

In evidenza

Momenti di poesia. Nell’attimo, di Antonio De Simone

Momenti di poesia. Nell’attimo, di Antonio De Simone

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Sensazioni
emozioni
appartengono
all’istante
in cui i miei
pensieri
sono rivolti
verso te
dove
per un’istante
tutto
diviene luce
nella notte buia.

Antonio De Simone

Eng_In the moment
Sensations
emotions
belong
instantly
when my
thoughts
are addressed
towards you
where
for an instant
all
becomes light
in the dark night.

Momenti di poesia. Respiro d’amore, di Danilo Tropeano

Momenti di poesia. Respiro d’amore di Danilo Tropeano

Respiro d’amore

Amore

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Proverò a decantare ciò che sei

fermando l’istante negli occhi miei

immaginando di respirare i tuoi capelli

profumati d’eterno mentre qui li vorrei.

Mi terrà la notte sul letto compagnia

– con magiche note – la nostra melodia

ove sensualmente ti svestivi per l’amore

concedendomi l’aurora pur senza sole!

Fosti rosa fuori stagione in balia del vento

spargendo nel cuore petali ognitempo

quando mi abbracciavi più forte

nei giorni freddi d’avversa sorte.

Saranno ricordi da non poter cancellare

noi uniti nell’anima in silenti parole

quasi mai pronunciate forse per timore

di vederle volando fugaci sparire.

Ma adesso lo spirito rievocherà

una poesia che fin qui ti ricondurrà

se rileggerai nel cuor il riverbero dei versi

su noi – amanti – felicemente persi …

mano nella mano … nell’eternità!

http://danilotropeano.scrivere.info

In evidenza

L’ESTATE DI SAN MARTINO

Eppure una nuvola
lascia il suo passare
a un raggio che
s’intromette
con ardore,
eppure qualcuno
ancora tenta
di donare
a chi d’aiuto
non riesce a invocare.
E sulla valle apparve
il cielo azzurro
che si confuse con
un mare torbido,
e s’ebbe parvenza
di un’estate “senza”,
senza il calore giusto
e il giusto sole,
solo un mesto e sforzato
cedere all’amore
come abituale scorrere
delle cose.
Eppure una nuvola
aveva ceduto il passo
a un raggio di sole,
ma un’altra improvvisa,
e più violenta,
tese di nuovo a offuscare.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web: Joost Cornelisz. Droochsloot St . Martin cutting off part of his cloak for a beggar

AMANTI DI UN’ISOLA, di vittoriano borrelli

AMANTI DI UN’ISOLA, di vittoriano borrelli

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Compagni noi            

dell’universo

segni di un’età

nata nel silenzio

Mente più in là

verso l’orizzonte

la tua identità

nascosta in una coscienza

Compagni noi di un’avventura spesa male

figli della vita

Fragili noi in questo spazio di pazzia

amanti di un’isola

Io sono vivo solo quando ci sei tu

coi tuoi silenzi interminabili

Dammi un destino dimmi che sarò tuo sposo

non mi perderai

Parlami attraverso il linguaggio dell’amore

portami lontano col tuo cuore

dimmi che ha un senso la tua vita e vai

lontana tu sei libera come me

Tu sei il sole del mattino

tu sei la pace che vive in me

E non svegliarmi da questo sogno

perché sogno sei tu

da questo niente

che ci trascina più in là

verso un’altra vita

un’altra storia tra noi due

Ma che cos’è questo strano odore di realtà?

Cosa ci tormenta? 

Forse è colpa dell’età

Cosa ci aspetta?

Noi non sapremo mai la verità

tu mi perderai

Compagni noi

dell’universo

segni di un’età

nata nel silenzio

(Tratto da “Le parole del mio tempo”)

http://feeds.feedburner.com/VittorianoBorrelliLeParoleDelMioTempo

Momenti di poesia. “LASCIAMI”… di Annamaria Latini

Momenti di poesia. “LASCIAMI”… di Annamaria Latini

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“LASCIAMI”……

Lasciami quel virginale ricordo
d’una sera inattesa;
la luce fioca d’una candela
e il volto acerbo della Gioventù
Lasciami contemplare
nella penombra
il silenzio dell’anima
e nella folata del vento
il viaggio della natura “morta”
Lasciami il desio
di un’estate vagabonda
a sorseggiar emozioni
sull’umida sabbia
bagnata di primizie d’amore
Lasciami assaporare
il tenero e premuroso
volto amico
nel riso e nel pianto,
e celebrarne le onorate virtu’
Oh Vita,
oh Venerabile Vita!

Annamaria Latini2019

Diritti riservati

Momenti di poesia. Un giorno d’amore… di Annamaria Latini

Momenti di poesia. Un giorno d’amore… di Annamaria Latini

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Delicata e rosea mano

sui palmi avvizziti si posa

e nel cuore vegliardo

fiorisce un pianto improvviso

E’ piccolo dono di un bimbo,

e’ raggio di luce

nel nebuloso e “gelido” viaggio”…

Sul manto dorato

nel gioco infantile

saggezza ed incontaminata innocenza

incedono fiere

e fluttuano le foglie vermiglie

nella candida danza dei cuori!

Or,rapiti  da cotanta letizia

corrono al limitar del bosco

e  nell’incanto di un sublime

giorno d’amore

varcano il limitar.

Saggezza e purezza

un’ indelebile   unica  essenza

Annamaria Latini 2019

Diritti riservati

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Momenti di poesia. Forse una grande amicizia… di Giuliano Saba

Momenti di poesia. Forse una grande amicizia… di Giuliano Saba

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Forse una grande amicizia
Genera l’ altrui odio.
L’ invidia e l’ odio
lacerano la mente e il corpo.
Sono cieche e sorde
E non si fanno per favore.
Non ci sara’ felicita’ e pace
Dove loro governano.
Piu’ tenace e’ l’ odio,
Piu’ perverso e’ l’essere umano.
Chi semina odio
Raccoglie solo rimorsi.
L’ odio piu’ forte
E’ quello che nasce dall’amore finito
E’ come una spremuta di cicuta
Dai parenti offerta
E a propria insaputa
Gradita e bevuta.
Amo un sincero rimprovero
Che un odio tenuto in segreto…
L’ odio non e’ cieco come l’Amore.
L’ odio ha occhi grandi
E molte volte carichi di terrore…
Che portano morte e dolore.
L’odio di Caino per il fratello
E’ nostro eterno fardello.
Giuliano Saba Sculture

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Momenti di poesia. Se potessi… di Maria Cannatella

Momenti di poesia. Se potessi… di Maria Cannatella

se potessi

Se potessi……

Cancellerie il passato se potessi,
laverei con una spugna le lacrime mie,
li raccogliere per capire se ne ho perse tante.
Se potessi ricomincerai a vivere,
forse per recuperare ciò che ho perso,
in questa vita ricca solo di delusioni.
Ammirerei più tramonti,
guarderei di più le stelle, ed insieme alla luna, guarderò il mare nelle notti d’estate.
Se potessi…. Ho detto solo se potessi…

Maria Cannatella @ 9 / 11 / 19
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Momenti di poesia. SCRIVIMI ( Lettera a me stesso ) di Vincenzo Pollinzi

Momenti di poesia. SCRIVIMI ( Lettera a me stesso ) di Vincenzo Pollinzi

Scrivimi

Scrivimi tutto quello che

ti passa per la mente, ma scrivimi,

scrivimi di quando corri a perdifiato

e sai che non ti servono le gambe

perchè lo fai con la mente.

Riportami indietro nel tempo

quando i sogni non morivano

mai all`alba e con occhi curiosi

scrutavi orizzonti lontani.

Scrivimi delle ore e dei giorni

che passano veloci,portami nelle

tue notti insonni e senza fine.

Metti tra righe ostinate quel

raggio di sole che al mattino

filtra dalla finestra e come

un caino di seta va a posarsi

sul muro e su questo raggio,

tagliente come una lama,

appendi tutte le ansie che

puntuali riaffiorano a fil di pelle.

Scrivimi,scrivimi pensieri

più marcati di tinta sul nero,

di quando all`improvviso la sera

ti perdi e l`altra metà del cielo

ti porta silenzi di bianche Nuances

dove non servono le parole.

Scrivimi,scrivimi sempre!

Io ti leggerò tutte le notti e puntuale

al mattino raccoglierò i cocci sparsi

in frantumi dei tanti bicchieri vuoti

che sempre mi scivolano dalle mani.

VINCENZO POLLINZI @ 3 Novembre 2019

Diritti Riservati sul Testo

Foto dal Web

SARAI FOGLIA

Sarà un messaggio,
quella foglia caduca,
di un vero miraggio
vissuto al sole
in un forte caldo estivo,
sarà il motivo
di una canzone
quell’improvviso bisogno
di andare per
respirare il nuovo,
sarà di certo reale
quel sentirsi vivi
in un giorno speciale
che ci ha fatto rincontrare,
in un autunno colorato,
diverso nelle forme
ma dentro sempre
eccezionalmente uguale.
E sarai la foglia gialla,
io la carta bianca
per fondere una nave
che resista ancora
sopra un’acquazzone.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

Momenti di poesia. L’equilibrista, di Giuseppe Pippo Guaragna

Momenti di poesia. L’equilibrista, di Giuseppe Pippo Guaragna

CINQUINE SPECULARI DI ENDECASILLABI, CON RIME CONSONANTICHE, OGNUNA CON UNA VOCALE DIVERSA.

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L’equilibrista

Con mussole di bisso colorate,
d’Oriente, delle più preziose sete,
di donne n’ho spogliate e rivestite,
e, con un urlo che il creato scuote,
nel vento di Ponente le ho perdute.
Questa la storia delle mie cadute,
che con dolore il petto mi percuote,
sarà l’affanno delle risalite,
o andare sulla fune senza rete,
che spinge e stanca l’anima affannata.

2 ottobre 2019

GPG

Momenti di Poesia. L’ultima storia, di Giuseppe Pippo Guaragna

Momenti di Poesia. L’ultima storia, di Giuseppe Pippo Guaragna

L'ultima storia

L’ultima storia

Ed è lontano il cielo, e s’allontana,
quando lo guardi, che sia giorno o notte,
con gli occhi dalle lacrime velati,
quando ti basterebbe, e lo sai bene,
un sorriso di meno, una carezza,
una parola in più che scaldi il cuore.

Ci perdiamo così nell’infinito,
noi fragili creature, nella notte
con la sua veste di velluto nero,
coi suoi enigmi irrisolti e ci propone
i riflessi di verità lontane,
gelido e senza stelle il firmamento.

E restiamo così, in balia del tempo,
solo signore delle nostre vite,
che ci prende per mano e ci conduce
per quel sentiero a tutti sconosciuto,
che c’è venuto in dono a prima luce
e si orienta soltanto ad Occidente.

E serve a poco stendervi tappeti
che vengono da Oriente, e son tessuti
da vecchie mani aduse alla bellezza,
per rallentare il passo ed il cammino.
Non aspetta il tramonto, è già al lavoro,
e scrive sulla porta il suo finale.

GPG

Momenti di poesia. Malinconia, di Giuseppe Pippo Guaragna

Momenti di poesia. Malinconia, di Giuseppe Pippo Guaragna

Malinconia

Malinconia

All’improvviso
lei nasce dalla notte,
e nel silenzio attorno
ecco che viene,
ne cogli la presenza
dentro l’anima,
come una stretta
che ti fa male al cuore.

Non v’è alcun dubbio
è lei, la silfide dal manto scuro,
è quell’ombra che ci avviluppa e tiene
quando l’ultimo rigo è stato scritto,
e la storia svelata,
ed è perduta,
e non può offrirti più mistero alcuno.

T’avvolge tra le braccia e ti consola,
cerchi d’allontanarla
ma poi te la ritrovi sulla via.
Non è facile scacciar malinconia.

GPG

Momenti di poesia. Selene, di Giuseppe Pippo Guaragna

Momenti di poesia. Selene, di Giuseppe Pippo Guaragna

Selene

Selene

Dalla robinia ai gelsi era Selene
ad inseguire il sogno d’una notte,
dove la terra è pietra e non ha cuore.

Tra le mani reggeva
le verità perdute ed i tormenti,
le tante lune morte,
le trepide penombre,
palpiti polverosi, vecchi giochi.

Scomponeva i ricordi
in piccoli frammenti di pensiero
per meglio conservarli,
libellula d’agosto
s’abbeverava di rugiada e sole.

Era Selene, sola,
cieca sopra una lastra d’ossidiana,
e scricchiolava il tempo,
nell’attimo del tuono che travolge
l’ultimo arcobaleno su nel cielo.

GPG

Momenti di poesia. Memento di Giuseppe Pippo Guaragna

Momenti di poesia. Memento di Giuseppe Pippo Guaragna

memento

Memento

Che cosa ne sarà dei nostri sogni,
che svaniscono irrimediabilmente
come nuvole dopo un temporale.
Che ne sarà di quei peccati antichi,
che tornano a riemerger dal passato,
carichi dei rimorsi di quegli anni,
delle antiche malie fattesi storia.
Che ne sarà dei desideri infranti,
come coppe di cristallo prezioso,
scagliate al muro dell’indifferenza,
e ridotte in frammenti smeraldini,
e che a nessuno è dato ricomporre.
Che cosa ne sarà della clessidra
che giace lì, sul limite del guado,
con il suo ottuso scorrere di sabbia,
che non potrà mai l’uomo rivoltare
e lì rimane, in forma di memento,
del nostro ineludibile destino.
E mentre il sole va verso Ponente,
e da Levante l’alba s’allontana,
in un brillio di polvere rovente,
un giudice pronuncia la sentenza
ed è condanna, inesorabilmente.

23 ottobre 2019

Momenti di poesia. Cantico della natura, di Giuseppe Pippo Guaragna

Momenti di poesia. Cantico della natura, di Giuseppe Pippo Guaragna

Cantico della natura

Cantico della natura (come in altri tempi)

Noi l’aspettiamo, ecco da Oriente viene,
è sospinta dal vento di Levante,
profumata di mirto e caprifoglio,
collo di cigno e gambe di gazzella,
Flora la bella e i suoi mille colori.
Di Primavera dea dei mille fiori,
inverno spinge via, gemmar fa i rami,
i prati rende verdi, e l’aria scalda,
cambian le vesti, sono più leggere,
sognan le giovinette nuovi amori.

Viene da Mezzogiorno afoso e caldo,
Ostro la spinge, come lieve brezza,
cinta di rose e gelsomino in fiore,
coi seni colmi e dell’Estate dea,
Kora, l’amata figlia di Demetra.
Ringrazia Flora e porta dolci frutti,
fragole e pesche e albicocche e more,
falcia le messi e dona all’uomo il grano,
il sole brilla, volano i gabbiani,
vanno le spose a mettere l’anello.

Ecco maestoso incede da Occidente,
Ponente l’accompagna, umido e forte,
emana odor di muschio e di lichene,
di foglie rosse che cadono morte,
Mabon possente dell’Autunno dio.
E’ tempo di raccogliere la legna,
miele di tiglio e funghi e le castagne,
si spilla dalle botti il vino nuovo,
s’arano i campi, si raccoglie l’orto,
nascono i bimbi della primavera.

Altera e fredda vien da Mezzanotte,
la porta l’impetuosa Tramontana,
s’accompagna a burrasche e fortunali,
imbianca monti e valli e le campagne,
Morana, dell’Inverno gelida dea.
Sta la famiglia intorno al focolare,
le donne sono assorte nel cucito,
a tavola conserve e vino rosso,
nel cuore una tacita preghiera,
fa che ritorni presto Primavera.

31.10.2015

Momenti di poesia. Surreale, di Giuseppe Pippo Guaragna

Momenti di poesia. Surreale, di Giuseppe Pippo Guaragna

Surreale

Surreale

Ecco, s’addensa l’aria,
ciò che resta del giorno,
come in un’equazione,
disvela un’incognita
(come l’unica nota
d’un’antica marimba
percossa a mani alterne).

Incapace d’esser sera
s’avvolge in spire,
resta crepuscolo,
e mi rifiuta al buio
(è livida la luce,
spenti i toni trionfali
del tramonto).

Ma io lo cerco il buio,
e il buio mi cerca,
perché del buio sono
un figlio prediletto
(e, come padre amoroso
avvolge nelle spire,
sorridendo mi accoglie).

Spente le luci,
s’ammanta di tenebre
e si consuma,
quel che resta del sogno
(correvano gerbilli
sugli orologi molli
in sarabande folli).

Tra le crepe del muro,
zampettano ragni albini
e scolopendre cieche,
cercano vie d’uscita
(miele di tiglio
mi scorre sulla pelle
e l’indaco m’avvolge).

All’improvviso,
come in un tesseratto,
m’avvolgo, striscio,
mi ribalto e rimbalzo
(in una sinestesia
di sensi conflittuali
ridefinisco l’es).

Scorre lenta la notte
e mi perdo, e risorgo
in una epifania
d’insánia e corruzione
(verrà la parusia,
come ladro di notte,
a scuotere il giaciglio)

Passano le ore,
e si rischiara il buio,
e lentamente torno
alla coscienza
(Dio quante lotte
per definirmi astratto
in modo surreale).

GPG

Momenti di poesia. Incontro, di Giuseppe Pippo Guaragna

Momenti di poesia. Incontro, di Giuseppe Pippo Guaragna

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Incontro

Scenderò da quel treno
che, attraverso la notte e la campagna,
mi porterà tra le tue braccia aperte,
come fossero l’ali colorate
d’elegante vanessa,
libellula di fiume.

Sarai lì, sorridente,
ti regalo una rosa tra la gente,
mi pulsano le tempie, batte il cuore,
quanto l’abbiam sognato questo istante,
e sei tra le mie braccia,
in un sussurro, amore.

E’ lesta la mia mano
a carpire il tepore del tuo viso,
e lieve una carezza l’accompagna,
e sento della tua la tenerezza
nel disegnarmi il volto,
le rughe, la vecchiezza.

GPG

Momenti di poesia. Come falene, di Giuseppe Pippo Guaragna

Momenti di poesia. Come falene, di Giuseppe Pippo Guaragna

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Come falene

E’ sera ed io l’aspetto come amante,
ed eccola la luna nel suo incanto
riflettersi sul ciglio della strada,
moltiplicarsi verso l’infinito
nei frammenti d’argento d’uno specchio.

Verranno primavere, estati, autunni,
verranno poi gli inverni, i loro geli,
ma al caldo del camino, alla sua fiamma,
ti conterò la favola che aspetti
e sogneremo insieme ad occhi aperti.

Come falene vanno via gli affanni,
i sogni si tramutano in certezze,
sono carezze, brezze a primavera.
Quando la notte alfin sembra finire,
io spargo semi e tu li fai fiorire.

GPG

SI POTREBBE IDENTIFICARE

L’autunno si potrebbe identificare
nel colore rosso che ti rassomiglia,
rosso sulle guance per la tenera timidezza,
rosso nel pensiero fatto di innocenza,
rosso nel tepore del tuo insegnarmi amore,
rosso nelle unghie tanto per scioccare,
rosso come il tocco sul mio cuore.
E mai potrei pensarlo prossimo all’inverno
perchè sarebbe nero come il carbone,
e non bianco come la neve.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

DUE ROSE SECCHE

Ho due rose secche
sul davanzale di una finestra,
le ho adagiate verso la luce
per ricordagli sempre
com’è bello il sole,
ho due rose secche
tra le mani vecchie,
le tengo strette per ricordarmi,
sempre,
come pungevano le spine.
Ho due rose secche
riposte dentro il cuore,
le ho racchiuse bene
per non dimenticare
com’è bello l’amore
anche se ha perso
il suo vivo colore.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web: Robert Mapplethorpe

UN PICCOLO DETTAGLIO

C’è un piccolo dettaglio
tra me e te che sei il riflesso,
siamo lo stesso volto
magari un poco diverso
per un fatto di colore
e luce di traverso,
siamo lo stesso profilo
solo che il tuo è destro
o è sinistro il mio vedere,
siamo lo stesso cuore
che batte senza essere visto,
ma c’è come dicevo
un piccolo dettaglio
che ci rende diversi,
siamo lo stesso corpo
ma non nel sentimento,
tu sei soltanto il freddo
gelido di uno specchio,
io sono il caldo vero
di una vita che apprezzo.
C’è un piccolo dettaglio
e non indifferente,
siamo lo stesso volto
in un mondo di apparenze.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

Momenti di poesia. e tu? dove sei, di Lucia Triolo

Momenti di poesia. e tu? dove sei, di Lucia Triolo

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e tu? dove sei
ci? sei
che? fai
che? vuoi

sembra asfissiante
stasera la città
sembra incalpestata
pallida nuda
burlata a morte dal vissuto sfuggito
(le sue tracce…le sue? tracce)
cerca un angolo timido
dove incontrare
qualcuno
più timido

la forza di un grido
che non si sente
la sferza di due sillabe urlate: “ci? sei”
un canto di morte
un lamento: “che?”

e tu dove sei?
ci? sei
che? fai
che? vuoi

chi arriva?
………. chi arriva
il suo cappello è con la visiera abbassata
nel colore del nulla:
può esserci il nulla?

in città

senza preavviso

Momenti di poesia. Serenità, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

Momenti di poesia. Serenità, di Dario Menicucci “Le mie poesie”

serenità

Serenità

Anche l’ultimo
grido
si è infranto
e la notte
si mostra quieta
e priva di affanni.

La città riposa
tranquilla
e distaccata
protetta
da barriere invalicabili
di tenebre.

Ha lasciato
fuori dalle mura
il bambino
riverso nella polvere
la donna percossa
e stuprata.
Continua a leggere “Momenti di poesia. Serenità, di Dario Menicucci “Le mie poesie””

E HO PENSATO

E ho pensato
che ti ho amata
come un mare agitato
cede alla spiaggia,
e ho pensato pure
che ti ho persa
solo perchè
in quel vasto mare
è affogata una secca.
E ho pensato
che questa vita
non l’ho comunque sprecata
e di sale ho riempito
il corpo e la mente
e di te ho ancora
la conchiglia, ora vuota.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web: Lee Acaster

Momenti di poesia. All’ombra di un cipresso… di Maria Strazzi

Momenti di poesia. All’ombra di un cipresso… di Maria Strazzi

Nu sciusc’e viento

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All’ombra di un cipresso
or tu riposi

della sua fresca ombra
avrai ristoro

sotto la terra oscura
e brulla

hai tu riposto le
tue membra stanche

possa il Signore
stringerti al suo petto

tra gli angeli
sarai al suo cospetto

niente e nessuno
male piu’ faranno

riposerai in eterno
senza affanno,

d’altronde caro amico,
e mio fratello

chi tanto e chi dimeno
ha il suo fardello

su questa terra
dove si smania a più non posso,

quello che ci divide
in fondo e’ solo un fosso.

Maria Strazzi

Momenti di poesia. POTREMMO… di Roberto Busembai Errebi

Momenti di poesia. POTREMMO… di Roberto Busembai Errebi

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POTREMMO …..(2 Novembre)

Potremmo scrivere su foglie caduche
ingiallite dal tempo
per rimembrare i verdi trascorsi
tra i tanti e forse più di cento,
potremmo colmare con l’acqua della fonte
per sorgere nei fiori il loro splendore,
sapendo che un prossimo domani
non saranno più nel loro aspetto migliore.
Potremmo anche pensare di parlare forte
visto che nel silenzio il rumore è grande,
sapendo i nostri cari sotto le macerie
di un mucchio di terreno che non ce li concede,
potremmo anche sospirare attimi di luce
sospesa tra le voci e i ricordi vaghi,
sono i cari andati a ritornarci appresso
anche se eternamente lontani.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

Momenti di poesia. Dopo tanti assurdi tentativi… di Giuliano Saba

Momenti di poesia. Dopo tanti assurdi tentativi… di Giuliano Saba

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Dopo tanti assurdi tentativi
di poter continuare
una vita trascorsa insieme,
oggi ho deciso
e finalmente l’ho lasciata,
è sempre stata al mio fianco,
Davanti o dietro di me
non mi abbandova mai,
abbian diviso gioie e guai,
nelle vacanze estive
sotto il sole cocente
era sempre con me,
correvo e correva con me,
dormivo sotto i sole
e dormiva al mio fianco.
l’ho lasciata..
ma non sò
per quanto tempo
potro stare al buio senza di lei..
senza la mia ombra..
Giuliano Saba… settembre 1976….

POTREMMO…( 2 NOVEMBRE)

Potremmo scrivere su foglie caduche
ingiallite dal tempo
per rimembrare i verdi trascorsi
tra i tanti e forse più di cento,
potremmo colmare con l’acqua della fonte
per sorgere nei fiori il loro splendore,
sapendo che un prossimo domani
non saranno più nel loro aspetto migliore.
Potremmo anche pensare di parlare forte
visto che nel silenzio il rumore è grande,
sapendo i nostri cari sotto le macerie
di un mucchio di terreno che non ce li concede,
potremmo anche sospirare attimi di luce
sospesa tra le voci e i ricordi vaghi,
sono i cari andati a ritornarci appresso
anche se eternamente lontani.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

Momenti di poesia. UNA TANA DI IMPETI… di Rita Frasca Odorizzi

Momenti di poesia. UNA TANA DI IMPETI… di Rita Frasca Odorizzi

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UNA TANA
DI IMPETI..

Il letto che ha visto
i colori del desiderio:
i nostri cuori abbracciati
alle radici del tempo;
l’amore profano
del nostro aggrapparsi,
come fiori,
allacciati in un vaso,
con le nostre memorie
che scorrono,
come sangue vivo…
per cancellare un passato.
Siamo avvolti
in un presente di seta,
color porpora ed oro,
di lenzuola odorose
di orgasmo,
profumate,
di impeti e viole,
dal pensiero amoroso..
di corpi avvinghiati,
ed effluvi,
di stelle marine e di alghe,
e di alte e basse maree,
che il mare, la vita
concede agli amanti..
nel tempo di Venere..

Ritafrascaodorizzi..

Momenti di poesia. Uragano, di Antonio De Simone

Momenti di poesia. Uragano. di Antonio De Simone

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Giunge
sempre
come un’uragano
nella calma
dei sentimenti
un nuovo amore
passione
da vivere
da affidare
ad un vero
futuro
insieme.

Antonio De Simone

Eng_Hurricane
Arrives
All the time
like a hurricane
in the calm
of feelings
a new love
passion
from live
from entrust
to a true
future
together.

Il mio giornale di bordo

Il Vincitore è l’uomo che non ha rinunciato ai propri sogni.

NOVEMBRE

C’è un caminetto spento
che pensavamo acceso,
c’è un albero ancora in foglie
che sapevamo vuoto,
c’è un tepore ancora pieno
che credevamo gelo,
eppure è Novembe
e lo è davvero!
Ci son castagne nuove,
ancora dentro i ricci,
ci sono funghi grossi
nascosti nei terricci,
ci sono nuvole all’orizzonte
forse portano tempeste,
eppure è Novembre
e non ci sono feste!

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

Momenti di poesia. Raggiungere te, di Antonio De Simone

Momenti di poesia. Raggiungere te, di Antonio De Simone

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Nell’instante
del termine
del giorno
dove luce
ed ombra
si sfiorano
il mio pensiero
è rivolto
a te
per raggiungerti
essere
presenza
al tuo fianco.

Antonio De Simone

Eng_Reach you
In the instant
at the end
of the day
where light
and shadow
touch
my thoughts
is addressed
to you
to reach you
for to be
presence
byyourside.

SOTTO I LEONI DI MASCHSEE, di Vincenzo Pollinzi (1975)

SOTTO I LEONI DI MASCHSEE, di Vincenzo Pollinzi (1975)

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Quanto tempo è passato

e quanto ancora ne passerà

fino a che „de nuevo“ 

i tuoi occhi parleranno silenziosi 

e scruteranno nei miei pensieri.

Come allora sotto i Leoni di Maschsee

quando mi donasti il Tascabile

„L`ultima Canzone“ su Victor Jara,

un uomo tra uomini

diversamente pensanti,

con le mani e i piedi incatenati

dai „hijos de puta“ di Pinochet.

Volti tumefatti da calci di mitra

fino alla morte senza nome

in uno „Stadio Esportivo“

trasformato in prigione!

Origliavo la tua tristezza,

sentivo urlare i tuoi silenzi

e mille frammenti acuminati

si conficcavano nel mio corpo

catapultato in quel posto lontano

dell`America Latina,

dimenticato da un Mondo

che non ha tempo

e non conosce uguaglianza

in nome di una libertà

solo apparente e fasulla.

Chissà cosa

mi avresti sussurrato

per farmi coraggio,

accarezzandomi piano

il lombo dell`orecchio sinistro

sotto la luna piangente lacrime di rame

di una cruenta sommossa popolare.

VINCENZO POLLINZI @ 1975

Diritti Riservati sul testo

Foto dal Web

Momenti di poesia. NON RAGGIUNGO LA VETTA, di Anna De Filpo

Momenti di poesia. NON RAGGIUNGO LA VETTA, di Anna De Filpo

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NON RAGGIUNGO LA VETTA

Alberi spogli,
tappeto di crepitanti foglie
vanno i miei passi a cercare respiro
nelle spaccature del mattino,
presso i pini feriti del parco,
nei rami spezzati,
nei guadi delle pozzanghere allegre
che la pioggia notturna ha lasciato,
alle guglie tempestose di vetuste armonie!
E passo tra le umane piccolezze,
dove certuni fan man bassa
del povero malcapitato di turno
e mentre le biciclette si intrecciano
e cantano la libertà degli eletti fanciulli,
ed un passante con la sua croce
va, pesante d’ andatura,
e volano i colombi a cerchio, spogli di paura,
cercando cibo da mangiare!…
Sfoglia la mente le cose fatte e da fare,
piega alla luce le piccole incertezze
e il giorno, intanto, cresce
dentro il suo abito, eguale!…
Non ha un guizzo di bella follia!
E nel consueto, non raggiunge la vetta
cosi iperbolica ed assetata di vento,
l’ anima mia!

DIRITTI RISERVATI, Anna DE FILPO @ COPYRIGHT. 16/10/2019. Photo: Parco del lungomare in Sapri.

Momenti di poesia. Melodia soave, di Ela Gentile

Momenti di poesia. Melodia soave, di Ela Gentile

Melodia soave

Melodia soave

Nel vociare del silenzio
coloro pensieri di te,
panacea per l’anima assetata.

Conto i tuoi passi,
nelle stanze deserte,
eco di melodia nel cuore.

Emozione eterna come il tempo
pennella un sogno
come delicata carezza.

La notte, complice, ascolta
sussurri fluttuanti
fra mente e cuore.

Poi solo silenzio,
melodia soave
e passione del cuore.
eg

Momenti di poesia. Crescere, di Rosetta Amoroso

Momenti di poesia. Crescere, di Rosetta Amoroso

Crescere

Crescere
Scorre il tempo ,
Si cresce insieme ,
Tra Autunni,primavere ,
Estati ,inverni si cambia si muta ,
si matura ,si cresce insieme ai figli le stagioni
Si susseguono ,i tempi cambiano ,lo scrigno dei ricordi si fa sempre più prezioso ,si riempie di preziosi ricordi ,di battesimi comunioni di matrimoni e poi si ripetono con i nipotini ,
E lui scorre ,,,,,il tempo ,,,,,,
Amoroso ROSETTA,

Momenti di poesia. Scrivimi, di Luisa Simone

Momenti di poesia. Scrivimi, di Luisa Simone

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(SCRIVIMI )
Lirica Luisa Simone
scrivimi di te senza più segreti,
fai così urlare quei tuoi
Interminabili
Silenzi..scrivi…
Tutto quelloChe senti,
che non mi vuoi dire…
Tu scrivilo…così
finalmente posso
Capire,non si finisce
Un amore senza spiegazioni…
Ho il diritto Di sapere
come hai Potuto
Farmi…Così male
Fammi capire…
Dove hai nascosto
quell’infame Coltello,
Che hai usato…Per trafiggermi..
Improvvisamente…il petto,
Scrivimi Adesso
In questo momento…
Non posso stare
Con questo .. macigno addosso
Fammi leggere, Dove hai nascosto
La mia ragione..Che io …
cerco raminga..Nei meandri..
Della mia..Perduta..pace
(Luisa Simone@)
tutti i diritti
riserva

Momenti di poesia. Quelle piccole cose, di Rosario Rosto

Momenti di poesia. Quelle piccole cose, di Rosario Rosto

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Quelle piccole cose

Il rifugio di fantasia
è uno di quei “non luoghi”
capaci di farci dimenticare
a volte chi siamo.

In fondo, anche chi è sempre in movimento
cerca piccole zattere cui aggrapparsi
per non fare scivolare i ricordi troppo lontano.

Perché, anche se per poco
quei rifugi hanno ascoltato
qualcosa di noi.

Rosario Rosto