Momenti di poesia. Cosa resterà, di Silvana Fulcini

Momenti di poesia. Cosa resterà, di Silvana Fulcini

Sivana Fucini

Cosa resterà

Capirò, forse un giorno,
perché mi sento come una trottola
che gira in tondo,
come il mondo
che gira dentro al tempo.
Vivo e rivivo,
vedo e rivedo,
mi perdo nelle solite stanze,
mi trovo negli stessi occhi
che dallo specchio mi guardano,
senza risposte.
Però, non son più quella che ero,
ho seguito il tempo,
lasciando scie di pensieri.
Forse, ho perso qualcosa,
o forse, non l’ho mai avuto.
In fondo,
chi ero? Chi sono? Chi sarò?
E poi,
cosa resterà
di un mio pensiero scritto,
al ritmo del cuore che batte?

Silvana Fulcini

20/09/2019

Diritti riservati

Momenti di poesia. Per me, di Grazia Torriglia

Momenti di poesia. Per me, di Grazia Torriglia

Per me.jpg

Per me

Ho attraversato i silenzi della tua assenza ,
galleggiando in inutili speranze
ho raggiunto la conoscenza
del tuo ostinato tacere.

Un lungo passo oltre quel tempo
mi riporta alle cose belle
e senza il peso delle tristezze
riassaporo il profumo della magnolia.

Ascolto il canto dell usignolo mentre assetata di purezza
bevo alla fonte dei miei più dolci pensieri
guardando un nuovo orizzonte.

Grazia Torriglia@

Momenti di poesia. È tutto lì, di Antonio Meola

Momenti di poesia. È tutto lì, di Antonio Meola

è tutto.jpg

È tutto lì

Nel silenzio assoluto
ti ritrovi non volendo
ad ascoltare
il respiro che esce,
porta con se
richiami di coscienza
che alternano al silenzio
il fruscio dei pensieri
che dentro te
fanno nascere
strane emozioni,
indescrivibili sensazioni .
Non c’è logica
bella magia
che fa di te
spugna che assorbe
emozioni cosmiche,
vibrazioni primordiali,
paure mai provate.
È tutto lì
in quel silenzio
che tutto avvolge,
che amplifica in te
ogni percezione,
come un’antenna
ricevi altri segnali
che ti portano fuori
da questa realtà.
È tutto lì ,
nel silenzio che
tutto ti avvolge,
che muto non è
perché la tua anima
sa come ascoltarlo.

Melanto
( Antonio Meola )

poeta da quattro soldi

foto presa dal web

Momenti di poesia. UN VOLO DI FALENA, di Silvia Cozzi

Momenti di poesia. UN VOLO DI FALENA, di Silvia Cozzi

Sospira questa notte,

un alito di vento

bisbiglia tra le fronde.

In un cielo stellato

brilla la luna piena,

nell’argenteo splendore,

un volo di falena.

Solitaria si staglia

creando un chiaro scuro,

per cercare nel buio

un rifugio sicuro.

La guardo volteggiare

con ali vellutate,

regina incontrastata

delle insonni nottate.

Con lei m’innalzo in volo

leggera come piuma

la voglia di evasione

sovrasta la paura.

L’incognito mi attrae

come ape sul fiore,

mi eccita il mistero

che accende l’emozione.

Ma mi ritrovo qui,

in cerca di certezze,

che fughino lontano

le tante insicurezze.

S.C.

Momenti di poesia. SOGNO IL TUO MARE, di Michele Vene

Momenti di poesia. SOGNO IL TUO MARE, di Michele Vene

SOGNO IL TUO MARE

Quando mi sveglia
il sole del mattino
al ciel rivolti
gli occhi miei sospirano,
ancor nell’estasi di un sogno
quasi vero.
E i miei pensieri non
lo vogliono lasciare,
così si aggrappano con forza
in alto mare,
alla tua terra
e a quella luce che
mi inebria.
Così sarò Scirocco o
vento di Maestrale,
alito caldo o fresco
ma sarò respiro,
sulla tua pelle liscia
quale vela bianca
…da te verrò
oltrepassando la distanza,
sei tu il mio porto,
l’unica mia speranza!

Michele Vene

Momenti di poesia. Valchiusa, di Maurizio Donte

Momenti di poesia. Valchiusa, di Maurizio Donte

Valchiusa

Pensoso me ne vado di nascosto,
a cercare nel vento la parola
o il silenzio che passa sopra il posto,
dove l’anima vaga, così sola.

E nel fitto dei rami ancora sosto
a guardare nell’ombra della gola,
dove scende il ruscello, un po’ discosto
dal luogo dove Amor faceva scuola.

E corre il tempo come un fiume in piena,
e si alza il sole e poi torna la luna,
e va sparendo il giorno e la sua pena;

a nulla vale sperar: già s’abbruna

sera e sul mio pensare a te, serena,

viene la notte e, grave, il mal s’aduna.

Momenti di poesia. Ho conosciuto il dolore, di Giuseppe Scolese

Momenti di poesia. Ho conosciuto il dolore, di Giuseppe Scolese

 

Ho conosciuto il dolore, era nella mia carne intatta.

Allora sono andato a domandare al mio cuore,

in una notte di sola malinconia

gli ho detto  “ cuore dimmi perché non trovo pace “ ?

Sei forse come il bambino che domanda il perché

di ogni cosa? Questo mi ha risposto il cuore mio.

Sono entrato nei libri del sapere con l’avidità di un amante.

Ho acquistato tutto il sapere del mondo e non ho trovato niente.

Ho camminato a lungo cercando strade impervie, indagando

fra i rovi, in cerca di qualche rimedio miracoloso,

ma ho visto solo il retaggio di una natura sofferente.

Allora mi sono detto  “ anche oltre la carne è sofferenza?

Soffre il ginepro, soffrono le tamerici e l’erica selvatica, soffre

l’artiglio del diavolo, e i minuscoli occhi di Maria, e pure l’acqua

che cade goccia a goccia dalle sfatte grondaie, dai tetti morti.

Soffre non vuol soffrir di meno.

Mi sono avviato in altri sentieri, con una bianca e ubriaca

Bicicletta. Lei non domanda, a lei non posso rispondere,

gli ho detto  “ portami dove c’è un solo libro, e se lo passano

di mano in mano affinché io possa udire una cantilena

lieve di voci respirate.    Ho udito allora una catena di voci

con un fare suadente, erano donne!

Mi dissero “ cosa vieni a cercare da noi, o prediletto

del Dio, non sai che noi siamo zolle di terra gonfie

di dolore?

Vengo a cercare l’unica cosa che a noi uomini non avete

Lasciato “  Vengo a cercarvi il coraggio di vivere “

Giuseppe Scolese

17-8-2016

Momenti di poesia. DAL POZZO DEL SILENZIO HO ATTINTO UN CANTO, di Gianni Regalzi

Momenti di poesia. DAL POZZO DEL SILENZIO HO ATTINTO UN CANTO, di Gianni Regalzi

 

Dal pozzo del silenzio ho attinto un canto

che muto al vento urla il suo dolore.

Null’altro reca l’eco che il mio pianto

e spegne ad ogni fiore il suo colore.

È un canto d’armonie intense e lente;

bagliori d’un amore tormentato,

che ancor sconvolge tutta la mia mente,

ma inesorabilmente è tramontato.

Un tempo non lontano avevo un fiore

che all’arido mio tempo dava un senso

ed io lo coltivavo col calore

che emana dal turibolo l’incenso,

ma il Fato ha fatto sì che quell’ardore,

non abbia rivelato a “Lei” l’immenso.

Alessandria, 20 Novembre 2006

Gianni Regalzi Continua a leggere “Momenti di poesia. DAL POZZO DEL SILENZIO HO ATTINTO UN CANTO, di Gianni Regalzi”

Momenti di poesia. Come quando a teatro… di Olga Karasso

Momenti di poesia. Come quando a teatro… di Olga Karasso

 

Spenti i riflettori all’improvviso

come quando a teatro…

ti sovreccitavi

scarpe fini eleganti

cravatta in tono

nel buio del loggione più critico

quello più erudito

il più spietato

l’occhio avvampato

di curiosità.

L’amica bella

dalle ciglia ben truccate

la mente assente

sparate sul palcoscenico

in balia ancora dell’altro

che t’aveva appena preceduto

a cui stringevi la mano

la coscia ferma

per sentirla calda nell’oscurità

mentre dal basso potenti

perfette si alzavano le voci

per conflitti intelligenti

gentili quasi servili.

Spenti i riflettori all’improvviso

come quando a teatro…

ignote le voci

sostituiti gli attori

troppo studiati

sorpassati

voci ora arroganti

estrani copioni

non avevi memoria

a memoria, giuri, d’uomo.

Code lunghe al botteghino

un pubblico deluso

esauriti dicono i biglietti

dei futuri spettacoli.

Primadonna sul cartellone

la miseria morale

nell’ultimo rifacimento

con le quattro pareti

di stupri moderni omicidi

senza pare moventi

né reo confessi

i sessi suoi strampalati

sbattuti per strada

un’infanzia affamata

precoce infangata

che non toglie appetiti

appese le religioni ai mitra

maschi in muta di guerra

sospese autobombe non sai

su che cosa chi

soprattutto perché.

Momenti di poesia. Abbiamo speso tutte le parole, di Silvia Cozzi

Momenti di poesia. Abbiamo speso tutte le parole, di Silvia Cozzi

 

Abbiamo speso tutte le parole,

le abbiamo scritte e sussurrate al vento,

si sono sciolte come neve al sole,

disperse nell’incanto di un momento.

Ora cogliamo il meritato frutto,

di fragola e mirtillo il suo sapore,

avide labbra suggeranno il succo,

tra un languido tremore e un batticuore.

E capirai quanto t’ho sempre amato,

le notti insonni ad inseguire un sogno,

che adesso finalmente s’è avverato,

perché di te soltanto io ho bisogno.

Trascorre il tempo inesorabilmente

noi due sospesi in questa dimensione

uniti i corpi e confusa la mente,

fluttuante tra realtà e immaginazione.

Non servono parole questa notte

solo silenzio aleggia tutt’intorno;

questa passione ci travolge forte,

insieme attenderemo il nuovo giorno.

S.C.

Momenti di poesia. VIVRO’ NEL TUO RICORDO, di Michele Vene

Momenti di poesia. VIVRO’ NEL TUO RICORDO, di Michele Vene

VIVRO’ NEL TUO RICORDO

La mia memoria fugge,
s’invola oltre lo spazio
ed oltre il tempo
per rifugiarsi nell’oblio
del tuo ricordo,
e mentre il sole bagna
il mondo di colore,
l’onde s’allungano
gettandosi nel mare.

Mio grande amore,
tu vivrai oltre l’inverno
e in me sarai,
pensiero fluido e silenzioso,
s’incendia il cielo
nel singhiozzo dei tuoi occhi,
quando ti sento
…vertebra del mio desio!

E quando il vento
soffia l’urlo del tuo amore,
s’inebria il mondo
si fa roseo l’orizzonte
…tarda l’aurora…
ancor respira con il buio,
grondi passione
nel sentiero del mio cuore.

Michele Vene

Momenti di poesia. Imperfezione, di Rossana Angeli

Momenti di poesia. Imperfezione, di Rossana Angeli

Imperfezione.jpg

Non andare avanti,

se non sei convinto

dei miei pezzi rotti

lasciati dal tempo.

Nei  mille dubbi

ed insicurezze

c’é da far una cosa,

sola abbracciarmi

forte e farmi

sentire

che sono

per te il pendio

del tuo cuore.

Nel volo del tuo battito

io respiro.

Io capisco

se di punto

e bianco

mi abbandoni

per i miei peggior

difetti,

sono specchi

tetri di paura.

Amami così

semplicemente.

Non cercare la perfezione,

io sono la imperfezione

scritta dal destino.

Sono in difetto

perché amo!

Momenti di poesia. L’AURORA DI UN UOMO, di Michele Vene

Momenti di poesia. L’AURORA DI UN UOMO, di Michele Vene

L’AURORA DI UN UOMO

La mano dell’aurora
si posa tiepida
sugli occhi miei socchiusi.
e mi risveglia.
Apro le imposte
e il fascino prorompe
nel mattino
e mi travolge
…si illumina la vita
nella stanza!…
Un passero smarrito
pigola insistente
dalle fronde di un platano
fiorito,
…vuole la madre…
e anela il suo richiamo…
Il rombo di un trattore
irrompe prepotente
nell’incanto del momento
e ne spezza l’armonia,
quando
il villano abbandona
le sue mura
…è tempo di raccolto…
di quel frutto maturo,
meritato premio
di un lavoro senza
tempo
e figlio di quel vento,
che inesorabile,
impasta nella polvere
lacrime e tormento.

Michele Vene

Momenti di Poesia, di Guido Mazzolini

tumblr_p9zpft0fKo1vcwvomo1_540.jpg

di Guido Mazzolini

Un giorno me lo hai chiesto. Era una mattina malinconica di fine Agosto, la città vuota, cicale impazzite e un cielo di nuvole bianche. «Cos’è la poesia?» Mi hai guardato negli occhi senza attendere una risposta. Bella domanda. Inaspettata. Poesia è iniziazione. 
È una donna bella che conosci sui banchi di scuola, svogliato e un po’ assente tra letture interminabili e inutili rime. Crescendo te ne dimentichi fino a quando una mattina di un giorno qualunque ti torna in mente un verso, un’immagine imparata a memoria tanti anni prima, e ti accorgi che era rimasta incastrata in un pezzo di cuore e quello era il momento più adatto per farla sbocciare. E il piccolo seme di un verso fiorisce, e anche questo è Poesia. 
Esiste un linguaggio normale, è il quotidiano dialogo tra gli esseri umani, utilissimo per condividere esperienze e informazioni. Ma c’è anche un altro modo di esprimersi, più sottile e magico. Esiste un linguaggio speciale che serve a definire l’innominabile, a esprimere l’inesprimibile. 
Artigli e picconi, parole che graffiano e scavano. Incontri versi sublimi, metafore talmente elevate da farti pensare che tutto possa essere metafora di qualcos’altro e anche questo è Poesia. Incontri i Poeti, viaggiatori di nulla e costruttori di niente, armati di un bisturi così tagliente da sezionare allo stesso modo il più puro dei sentimenti e il peccato più sporco. Inutili Poeti, inutili e sfacciati. 
La Poesia è il vizio di spendere il tempo in solitudine, cercando l’aggettivo più adatto, il suono che meglio esprime il tuo essere inquieto. La Poesia è preghiera che scava intimamente scoprendo l’Essenza più sublime dell’Anima. S’innalza e risplende, loda e ringrazia, implora e contempla la Vita. Un giorno me lo hai chiesto e ora, maldestramente, cerco di darti una risposta. La mia risposta, così diversa dalla tua.