I miei sogni da bambino, di Stefano Polo

erano di mille colori fugaci

il mio cuore appena nato

sognava un mondo colorato

pieno di aquiloni

che volavano su nel cielo…

Sognavo un mondo di arcobaleni

di tutti i colori

dove erano dipinti i nostri pensieri

di tutti i giorni

pieni d’amore, non distorti…

Questi sogni si perdevano nel blu

dell’ ingenuità

dove tutti i bambini come me

sognavano un mondo di felicità.

Ora non sono più piccino

ma dentro di me

è rimasto quel bambino.

Solo per un minuto, di Stefano Polo

Solo un minuto per darti il mio cuore

L'AMORE SENILE

 

solo un minuto per dirti ti amo

e guardarti negli occhi amore…

solo un minuto per farti volare

lontano nel cielo…

Dammi un minuto per baciarti

dolcemente

solo un attimo per adorare il tuo viso

che sembra un dipinto eterno…

Voglio un minuto per stare con te

nei tuoi occhi per sempre amore…

Solo un minuto…

MODESTO POETA

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di parole

che mi escono dal cuore…

Sono magie incomprensibili

un dono di cui

mai chiederei perdono

sgorgano come scintille dal cielo

mistero gaudente di cui

mi sento fiero

parlo d’ amore e di speranza

e non ne avrò mai abbastanza

di scrivere dalla mia stanza

un mare di parole che

fuoriescono dal cuore

un mare di versi che nell’aria

non sono dispersi…

 

“Emozioni a colori” di Ilaria Romiti

“Emozioni a colori” di Ilaria Romiti

Emozioni a colori

Ilaria Romiti

Ilaria Romiti: Il suo libro “Emozioni a colori” è una raccolta poetica in cui il principale motore sono le emozioni a 360 gradi. Ogni poesia un’emozione, ogni emozione un colore, ogni colore un grido dell’anima…! La sua anima che si mette in luce esprime le sue emozioni che l’autrice si augura possano coinvolgere tutti!

Oltre la porta di Andrea SnaseviniOltre la porta di Andrea Sansevini

Da diversi mesi insieme ad Andrea Ansevini autore di “Oltre la porta”, stanno presentando i loro libri in varie librerie e circoli della loro zona, radio e tv e tra non molto inizieranno ad andare anche fuori regione, da rilevare che sinora ovunque sono andati hanno riscosso un grande successo di pubblico.

Infine sempre insieme stanno scrivendo un libro che il prossimo anno verrà alla luce e che appena disponibile saremo lieti di presentare ai nostri lettori.

Entrambi i libri sono editi da Le Mezzelane Casa Editrice – Rita Angelelli.

Il poeta e scrittore Andrea Ansevini si presenta ai lettori di Alessandria today

Il poeta e scrittore Andrea Ansevini si presenta ai lettori di Alessandria today

di Pier Carlo Lava

La redazione di Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia del poeta e scrittore Andrea Ansevini.

Andrea Ansevini

BIOGRAFIA

Mi chiamo Andrea Ansevini e sono nato ad Ancona il 30 aprile 1979.

Ho vissuto fino al 2011 ad Offagna, poi dopo che mi sono sposato con Adele Muscato, compagna di vita e di penna, abito a Polverigi e svolgo molte passioni e hobby, ma non sono nuovo ad esperienze editoriali.

La prima poesia infatti l’ho pubblicata nel febbraio 1997 ai tempi delle scuole superiori sul giornale della scuola, riguardo a un mio compagno di classe che quell’anno ci aveva lasciato per un incidente d’auto.

Nel 2007 con La poesia “A Laura e Matteo”, ricevo un premio per la prima volta e giungo al terzo posto al premio al 5° concorso “Voci nuove nell’ascolano”.

Nell’aprile 2010 ho pubblicato il mio primo libro di poesie, una raccolta poetica intitolata “Poesia nel diario – 50 pensieri nel tempo”, edito da Marcelli Editore. Sempre nello stesso anno La poesia “In questo posto chiamato Offagna” si aggiudica il 1° posto al concorso “8° premio letterario – Città di Olginate” e la poesia viene inserita nell’antologia “Scrittori diVersi”.

Nel 2014 ho pubblicato in self il mio primo romanzo dal titolo “La porta misteriosa”. Negli anni a seguire ho pubblicato nel 2017 la seconda parte dal titolo “Oltre la porta” con la Casa Editrice “Le Mezzelane” e nel 2019 la terza e ultima parte dal titolo “Dentro la porta” che sarà di prossima uscita. Continua a leggere “Il poeta e scrittore Andrea Ansevini si presenta ai lettori di Alessandria today”

Canto della mia nudità, Antonia Pozzi, recensione di Elvio Bombonato

Canto della mia nudità, Antonia Pozzi, recensione di Elvio Bombonato

Canto della mia nudità

Guardami: sono nuda. Dall’inquieto
languore della mia capigliatura
alla tensione snella del mio piede,
io sono tutta una magrezza acerba
inguainata in un color d’avorio.
Guarda: pallida è la carne mia.
Si direbbe che il sangue non vi scorra.
Rosso non ne traspare. Solo un languido
palpito azzurro sfuma in mezzo al petto.
Vedi come incavato ho il ventre. Incerta
è la curva dei fianchi, ma i ginocchi
e le caviglie e tutte le giunture,
ho scarne e salde come un purosangue.
Oggi, m’inarco nuda, nel nitore
del bagno bianco e m’inarcherò nuda
domani sopra un letto, se qualcuno
mi prenderà. E un giorno nuda, sola,
stesa supina sotto troppa terra,
starò, quando la morte avrà chiamato.

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ANTONIA POZZI,  20 luglio 1929

E’ la poesia di un’adolescente che descrive se stessa. Per evitare equivoci, è indispensabile sapere che Antonia, nata a Milano nel febbraio1912 e morta suicida nel 1938, la compone quando ha solo 17 anni, e si è appena innamorata del suo insegnante di latino e greco Antonio Maria Cervi (il Ministro della P.I.

Gentile gli offrirà invano la cattedra alla Normale di Pisa), un gentiluomo; il quale dapprima cerca di allontanarla, ma dopo tre anni la chiede in sposa al padre, (avvocato tributario di fama europea), che lo caccia in malo modo, giudicandolo un “paria”. Il 13 luglio 1929 Antonia aveva scritto a Cervi: “E’ terribile essere una donna, ed avere 17 anni.

Dentro non si ha che un pazzo desiderio di donarsi”. Antonia si innamorò altre volte, senza mai conoscere l’amore fisico.  Cervi non si sposò, e, tornato a Milano, dalla sorella, dopo la pensione, si recava tutte le settimane in treno a Pasturo, dove si trova la tomba della famiglia Pozzi.

La poesia è scritta in endecasillabi sciolti metricamente perfetti; la sensualità indubbia ha, come sempre in lei, una connotazione mistica.

RITRATTI: TANIA DI MALTA e la sua battaglia terminale

(by Izabella Teresa Kostka)

È difficile trovare una voce poetica ben definita, intensa e originale nel panorama letterario quotidiano dei nostri tempi digitalizzati. Su numerosi social networks e portali culturali la scrittura poetica sventola e abbaglia come variegate palline appese in abbondanza su un albero di Natale. Tante parole ma poche pietre preziose.

Sicuramente l’arte letteraria di Tania Di Malta appartiene a una nobile ed eccellente rarità. Ho conosciuto Tania attraverso il tanto popolare Facebook, coinvolgendola a partecipare al programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano” e ai nostri eventi dedicati alla corrente del Realismo Terminale, fondata dal poeta di fama internazionale Guido Oldani. Questo incontro artistico è risultato estremamente fecondo e il talento di Tania, impregnato della rivoluzionaria visione stilistica e filosofica di Oldani, sta esplodendo in maniera sorprendente!

La Di Malta, dotata di una grande sensibilità sociale ed emotiva, ha trovato nella stilistica del RT un suolo accogliente e stimolante, diventando una delle più attive testimoni della corrente e ottenendo numerosi importanti riconoscimenti. Appartenendo al Realismo Terminale ne sono estremamente felice, perché trovo in Tania una personalità artistica notevole e una grande determinazione nella ricerca d’un linguaggio efficace e puro ma, allo stesso tempo, molto contemporaneo e personalizzato, sorprendente e tagliente come un bisturi.

• TRE POESIE SCELTE

ISOLE

Guardiamo la luna
attraverso ingressi di silos
come gatti acciambellati
maciniamo mantra solitari.
Isole
come telefoni senza filo
percorriamo la distanza,
fra noi e l’infinito.

LE COLPE DEI PADRI

Per noi non ci sono state battaglie
solo oasi su carta moschicida
delegavamo ai dispositivi la coscienza
il consuntivo delle nostre sconfitte.
Il glicine era da tempo una griglia vuota
dove passava a stento, un sole terminale
la libertà era un videogame
e per la gloria, bastava una fotografia. Continua a leggere “RITRATTI: TANIA DI MALTA e la sua battaglia terminale”

Giuseppe Ungaretti – San Martino del Carso

Giuseppe Ungaretti – San Martino del Carso

Poesie scelte: GIUSEPPE UNGARETTI, Porto sepolto, 1916.

https://www.libriantichionline.com

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Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

È il mio cuore
il paese più straziato

Momenti di poesie. E… mentre mi sfiori, di Laura Neri poesie

Momenti di poesie. E… mentre mi sfiori, di Laura Neri poesie

E… mentre mi sfiori
sento brividi ..
Volo in un mondo diverso
Lo conosco .
Estasi.
Sublime incontro…
tra due esseri
Poi ancora
Si snodano i pensieri
mentre indosso me stessa
Aspetto quel momento
Ho attraversato fiumi
Ho saltato luoghi
Ho gioito e pianto
Ho amato

@Laura

Donne sole, di marcello comitini

Donne sole, di marcello comitini

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Tutti questi uomini che cadono lungo le sponde del fiume
come gocce di neve gonfie di dolore da un cielo
polveroso di anni.
Stretti al muro con gli occhi sbarrati
dietro una benda cadono ciechi come eroi fucilati
in tempo di guerra. Sono
piccoli uomini che hanno vissuto la loro storia
leggendo il giornale, urlando allo stadio, osservando
Amleto e i suoi dubbi
curvi sui loro giardini invasi dai merli.
Rimangono donne che camminano lungo le sponde
solitarie del fiume. Portavano un tempo
il profumo dei sogni. Ora una sottile linea di fumo
sale dalle acque e brucia nei cuori un minuscolo
granello d’incenso. Lungo le sponde la luce
ha il chiarore dei tramonti invernali.

SOPRA DI NOI IL CIELO, di Anna De Filpo

SOPRA DI NOI IL CIELO, di Anna De Filpo

Giro nelle pozzanghere
dell’ essere,
costretta a non dover scegliere
e scelsi, scelsi,
senza ragione scelsi!
Ma ora sono presbite del domani,
tra le false lanterne e le vie,
non c’e’ cambio di mano!
Non fui compasso,
ebbi le ali e del volare la maestria.
Vivo seduta alla sorgente
osservo scorrere l’ acqua,
nel fiume rinnovo il mio Io.
Nessun moto mi cambia,
cio’ che il cielo dispone ristagna!

DIRITTI RISERVATI, Anna DE FILPO@ COPYRIGHT.05/10/2018

Momenti di poesia. Un Piccolo Infinito Addio, di Emily Pigozzi

Momenti di poesia. Un Piccolo Infinito Addio , di Emily Pigozzi

da Roberto Baldini

Addio è una parola relativa.

Il dolore passa?

L’amore è bello se non è litigarello.

Chi disprezza ama.

Ok, basta luoghi comuni, parliamo d’amore.

Trovare l’amore è l’obiettivo della vita di tutti noi, e raramente accade.

Ma quando accade…

Lara è dottoressa, trentenne, alla ricerca del sentimento di cui abbiamo parlato un paio di righe fa.

Inutile dire che la sua ricerca, fino a questo momento, è stata vana.

In compenso la nemesi dell’amore, l’odio, alberga in lei da tempo immemore. Il motivo?

Innanzitutto partiamo dalla vittima designata, vale a dire Cesare, un ragazzo che definire poco affidabile è un eufemismo.

Ma non è questo il punto.

Il fatto è che lui è il responsabile della morte dell’adorata sorella Susanna, una tragedia consumata nell’età più bella per amare.

Gli anni passano e di Cesare non si è saputo più nulla.

Fino a oggi…

Cesare è soltanto l’ombra di ciò che era in passato, la vita lo ha cambiato a furia di calci nei denti e ora è pronto ad amare.

Forse proprio lei, la nostra Lara…

Emily Pigozzisa parlare d’amore, questo è fuori discussione.

Qui però l’amore sarà accompagnato dal dolore, una parola che fa rima ma che spiazza i cuori di chi legge.

Un libro che non è da scambiare per una storia banale e stucchevole, un libro che dirà molto di più.

Basta ascoltarlo.

Titolo: Un Piccolo Infinito Addio

Autore: Emily Pigozzi

Pagine: 188

Momenti di poesia. Un uomo in giacca e cravatta, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Un uomo in giacca e cravatta, di Dario Menicucci

Avvolto
nella camicia ben stirata
mi soffermo in penombra
a sistemare i bottoni
della giacca elegante.

Qualche goccia
di gel sui capelli
e sono pronto ad andare
nel mio mondo plastificato
di strade chiassose e affollate.

Nelle tasche però
porto il peso del mio dolore,
nella borsa di lucida pelle
la mia vita di falsi sorrisi
e di malinconica solitudine.

Indugio
e ritorno di nuovo allo specchio;
la cravatta che scende sul petto
sembra adesso ancora più triste,
un’immensa lacrima blu

Dario Menicucci

Momenti di poesia. Bello quell’ autunno, di Caterina Moscini

Momenti di poesia. Bello quell’ autunno, di Caterina Moscini

Bello l’autunno quando aspetti
che si spenga il fuoco ardente dell’estate.
Bello l’autunno che riporti gli odori
delle caldarroste, dei funghi,
delle tue corse tra le foglie secche
degli alberi spogli nel bosco,
del muschio calpestato,
delle belle favole raccontate intorno al fuoco,
della tua voce calda e piena d’amore
che non dimentico ancora…
Bello il mio autunno,
vicino ad una vecchia stufa di ferro arroventato
che mi accoglieva bambina
nella casa dei nonni.
Belle le loro voci che sapevano di vita,
di vita vissuta.
Bello quell’autunno di sera, nel mio lettino
mentre la mamma mi toglie il vestitino.
E io stanca ma soddisfatta
mi infilo tra le coperte.
Bello quell’autunno dell’ultimo bacio di mia madre
che scalda il mio universo di donna e sola per sempre vivrò.
Bello quell’autunno!

Caterina Moscini
29 novembre 2017
da “Le mie perle”

Momenti di poesia. 1974, di Giampaolo Angius

Momenti di poesia. 1974, di Giampaolo Angius

1974

Fluttuanti chiome color dell’oro puro,
sole d’inverno i Tuoi capelli,
dove il mio cuore brucia.

Sfolgorio di iridi screziate di metallo e giada,
spezzoni di ghiaccio,
che il mio cuore gela.

Bocca carnosa, succosa, fresca susina,
atteggiata a falce.

Angius Giampaolo