La forza della vita, di Sergio Pizio

La forza della vita, di Sergio Pizio

Osare, per non perdersi tra le nebbie del nulla, oppure del vuoto opprimente come l’assordante silenzio dell’indifferenza. Quindi osa, senza avere paura di farlo, senza la soggezione di occhi indiscreti e truci che sembrano sviscerare in te quella voglia di librarti in volo.

Osa, cibati del tutto, perché il niente non appaga la mente e le carni, non fa ribollire il sangue assieme all’emozione dell’avventura… allora osa dannazione, e fallo assaporando gli schiaffi della vita, la polvere sollevata da chi corre nel senso opposto al tuo gridandoti nelle orecchie di seguire loro, leccarti le ferite delle parole e offese taglienti come affilate lame…oh si, sorridi e corri, corri, corri, lasciandoti alle spalle il marciume dell’ipocrisia mista ad ignoranza, amalgamata assieme ad un brodo repellente di putrida cattiveria. Sarai solo all’inizio.

Come le timide note di una chitarra davanti ad un maestoso tramonto acceso da mille colori e sfumature incantevoli. Poi le dita insisteranno ancora di più sulle corde della chitarra stessa, assumendo una consistente sicurezza nel catturare l’attenzione di sporadici e disinteressati spettatori. Continua a leggere “La forza della vita, di Sergio Pizio”

Dedicato a mio padre, di Sergio Pizio

Alessandria: A volte penso che padre sarei stato. Sarei stato un padre apprensivo, geloso, possessivo, divertente, noioso? Oppure un padre superficiale, quelli che pensano solo a se stessi. Non lo so, e credo non lo saprò mai. Quello che so, e che ho avuto un padre fantastico, sempre presente nella mia vita, senza tuttavia saturarla invadendola con sermoni o condizioni inappellabili da padre/padrone.

Sergo Pizio

Lui c’era sempre: con le sue espressioni marcate e stropicciate, con la fronte corrugata e sguardo bieco quando doveva rimproverami di qualcosa, oppure solare e distesa, con gli occhi lucidi per l’orgoglio che provava in determinate situazioni.

Come alla prima presentazione del mio secondo libro, ” I paesaggi dell’anima”, lui, mio padre, (spaparanzato sopra ad una sedia che sembrava piccina a fronte di una notevole stazza), osservava con occhi lucidi la gente radunata all’interno della libreria, ascoltando i loro mormorii e vari commenti, sorridendo nell’incrociare i loro sguardi in maniera complice, gustandosi quel lasso di tempo, attingendo tutta la felicità, emozione e orgoglio di ogni singolo secondo.

Io lo guardavo, contento di renderlo felice, regalandogli qualcosa di speciale: quello di essere padre.
Ho due nipoti stupendi, e come zio (sinceramente) non so darmi un voto…

Sergio Pizio