Tredici rondò su Praga – Jaroslav Seifert

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DA « MOZART A PRAGA »
I.

Ah, se quel flauto io sapessi sonare
come so mettere i miei versi in rima!
Perché la parola? Che vuoi che esprima
per lei che prende voglia di danzare

quando sente il vento appena spirare
nel lungo silenzio del freddo clima?
Ah, se quel flauto io sapessi sonare
come so mettere i miei versi in rima!

Salgo alla tomba. Il cancello mi appare,
ma è buio, hanno chiuso forse la cima.
No, ancora no! Restai lí a guardare,
bisbigliando per i morti la rima:

Ah, se quel flauto io sapessi sonare! Continua a leggere “Tredici rondò su Praga – Jaroslav Seifert”

Dodici e diciotto, di inkaddiction94616252

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di inkaddiction94616252

Non so dove,
nessun orientamento.
Quando il cuore è vuoto, si spegne il resto
Ed io non ho più neanche me stessa,
figurati il resto.
Ho messo i piedi a terra senza dedicarlo a nessuno
Nel candore grigio di una mattina vuota.
E sì, resto,
nei miei pensieri vuoti a fissare il soffitto,
così spavaldo, bianco, fiero di se stesso.
Prenditi due minuti, dicono,
ma da chi, se non da me stessa, devo staccare la spina.
Scrivo, mi giro: do le spalle al muro;
guardo, mi sorreggo: mentre il mio sospiro scorre lento;
ascolto, mi fermo: non so più chi ho dentro.
Ho perso me stessa,
qualche alba fa, o forse di più,
e non capisco sinceramente perché
almeno non hai lasciato qui,
prima di andartene via,
oltre la mia bussola e le mie lancette
quel pezzo di me che porti in tasca
così pieno di te: soddisfatto del tuo silenzio.

https://inkaddiction94616252.wordpress.com

Illusioni, bugie e paure di Giancarlo Patrucco

di Giancarlo Patrucco http://www.cittafutura.al.it/

Il confronto politico, preso l’abbrivio dal caso Sicilia, ormai si sviluppa in modo crescente con l’obiettivo delle elezioni di primavera. A livello nazionale si prende spunto da ogni possibile argomento, dagli immigrati all’Europa, dalle tasse al lavoro, dalla giustizia alla sanità, dal vinceremo noi all’invece saremo noialtri a spuntarla. A livello locale, nell’associazione che edita questo giornale, il confronto è sempre acceso, ma circoscritto a un punto solo, quello del centrosinistra: separato o no, che ne sarà?

Io, tiepidamente, seguo.

Il dibattito nazionale è più variegato e più divertente. Da qualche giorno in qua, ad esempio, quasi tutti i partiti hanno preso a disputare di fake news. Per chi fosse in dubbio, spiego: l’espressione “fake news”, tipico esempio della propensione dei giornalisti nostrani a seguire i tempi moderni, qui da noi è traducibile in “notizie false”. In altre parole bufale, notizie create a bella posta che vengono immesse sui social al solo scopo di inquinare il dibattito, prendendo di mira gli esponenti politici più in vista negli schieramenti contrapposti.

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Su questo argomento, che la dice lunga relativamente al nervosismo imperante, molti partiti hanno preso posizioni di denuncia.

Degli altri, ovviamente. Ognuno di loro subisce soltanto.

Già, peccato che la denuncia non si sia allargata alle notizie illusorie, quelle promesse che tutti stanno facendo, ben consci del fatto che non potranno mantenerle, visto lo stato del Paese e soprattutto dei suoi conti. Noi promettiamo… noi assicuriamo… noi faremo… E giù una valanga di dichiarazioni ammiccanti, quasi complici, di toni roboanti al limite del ridicolo, di sguardi ammalianti diritti in telecamera. Continua a leggere “Illusioni, bugie e paure di Giancarlo Patrucco”

Un testamento che conferma la storia, di Alfredo Somoza

di Alfredo Somoza http://www.cittafutura.al.it/

Come quando negli Stati Uniti si aprono gli archivi di Stato perché sono passati 25 anni dai fatti, e si possono leggere documenti che chiariscono passaggi importanti del passato vicino, la pubblicazione del testamento del Venerabile Licio Gelli conferma molti fatti saputi, ma mai verificati in modo inequivocabile. La procura di Arezzo sta lavorando per capire quanti dei 63,5 milioni del patrimonio sull’asse ereditario del capo della Loggia segreta Propaganda 2 sino riconducibili ad attività illecite.

Ma aldilà della congruenza fiscale tra quanto detenuto e quanto dichiarato, la tipologia e la disposizione dei beni parla chiaro. I beni di Licio Gelli seguono quello che in Sud America viene chiamato  “il volo del Condor”. Non le cime delle Ande impervie, dove il più grande avvoltoio al mondo regna indisturbato, ma i paesi nei quali, negli anni ’70, si svolse la cosiddetta “Operazione Condor”.

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Un piano strategico-operativo ideato nel Cile di Pinochet per coordinare gli apparati repressivi delle dittature sudamericane, con lo scopo di potere perseguire gli oppositori senza limiti territoriali. Una messa in comune dell’intelligence e anche la concessione del permesso per gli apparati repressivi di un paese di potere operare all’estero.

L’operazione Condor ovviamente nasceva sotto gli auspici di Washington, nella logica della Guerra Fredda, ma fu volenterosamente portata avanti in primis dai governi militari di Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Brasile e Bolivia. Continua a leggere “Un testamento che conferma la storia, di Alfredo Somoza”

Fuffa di Bruno Soro

di Bruno Soro http://www.cittafutura.al.it/

“Il segreto dell’agitatore è di rendersi stupido quanto i suoi ascoltatori, in modo che questi credano di essere intelligenti come lui”.

K. Kraus, Detti e contraddetti, Adelphi, Milano 1972

Il signor Giuseppe Monticone, Presidente del comitato “Oltre il fango”, mi ha onorato della sua attenzione commentando il mio scritto su “Bufale, proteste e disinformazione” con le seguenti osservazioni:

“Fantomatiche, inesistenti dighe sul Tanaro”. Non mi spiego certe affermazioni e impegno il mio tempo in altre attività che poco mi concedono a queste sterili polemiche. Sentire i “racconti” di personaggi che studiano il Tanaro da oltre 20 anni…. e non hanno trovato una diga, posso solo invitarli a studiare il fiume su cartine meno farlocche. Ricordo una per tutte la diga di ENTRACQUE: alta oltre 100 m, scarica nel Tanaro, passando dagli Orti. L’ho imparato in 3° elementare nella scuola di Conzano Monferrato.

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Ma il mio intervento è per segnalare una bufala di ben altra gravità: gli alluvionati lasciati a bagno per la terza/quarta volta da comportamenti irresponsabili, sono fatti oggetto di attenzioni singolari, da parte di “piazzisti di polizze”.  Sfruttano la disperazione e lo scoramento di chi non vede possibilità d’uscita da situazioni tanto folli, quanto indecenti e raccontano di possibilità d’assicurarsi contro gli eventi alluvionali.

Gli alluvionati di novembre 2016 devono sapere che le loro abitazioni non sono assolutamente assicurabili”. Continua a leggere “Fuffa di Bruno Soro”

Di chi sono? – Jiří Orten, di tittideluca 

Di chi sono? – Jiří Orten, di tittideluca 

Io sono dei piovaschi e delle siepi
e delle erbe chinate dalla pioggia
e della chiara canzone che non gorgheggia,
del desiderio che sta chiuso in lei.

Di chi sono?
Io sono di ogni piccola cosa smussata
che mai spigoli ha conosciuto,
dei piccoli animali che reclinano la testa,
sono della nuvola quando è straziata.

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Di chi sono?
Io sono del timore che mi ha tenuto
con le sue trasparenti dita,
del coniglietto che in un giardino in penombra
esercita il suo fiuto.

Di chi sono?
Io sono dell’inverno ostile ai frutti
e della morte, se il tempo lo chieda,
io sono dell’amore, di cui sbaglio la porta,
al posto di una mela ai vermi lasciato in preda.

Jiří Orten

26. 5. 1940.

(Traduzione di Giovanni Giudici e Vladimír Mikeš)

da “La cosa chiamata poesia”, Einaudi, Torino, 1969

***

Čí jsem?

Jsem plískanic a plotů
a trav, trav deštěm skloněných
a jasných písní bez klokotu
a touhy, jež je v nich.
Continua a leggere “Di chi sono? – Jiří Orten, di tittideluca “

Altrove, di seidicente

Altrove woman-writing-picasso

di seidicente

Woman writing – Picasso 

Scriverti
è una profonda responsabilità
e adesso è tardi,
eppure ogni tanto sento una tristezza,
un senso d’angoscia indefinito
come un cassetto lasciato vuoto
appositamente per sognare,
per ricordare
o sentire che qualcosa c’è
ma non saprei neppure dove cercare
perché va e viene
e in altri tempi, anzi –
era sparito del tutto
come un velo al vento
che vaga tra la terra e il cielo
fingendosi altrove.

https://seidicente.wordpress.com/

Foo Fighters – Home

Federica Ghisolfi: Il volontariato mi ha fatto crescere

di Pier Carlo Lava. Alessandria

Alessandria: La redazione di Alessandria today, anche a seguito delle richieste di numerosi lettori che volevano conoscerla meglio, ha deciso di pubblicare un intervista effettuata ad una collaboratrice preziosa, Federica Ghisolfi, ecco le sue risposte alle nostre domande.

Federica ciao e benvenuta nel blog ci puoi raccontare chi sei?

Ciao sono una ragazza di 37 anni, allegra, piena di vitalità e con tanta voglia di apprendere, perché dalla vita non si finisce mai di imparare. Inoltre mi ritengo una ragazza buona, sincera, umile e con tanta voglia di aiutare gli altri.

Che cosa fai nella vita, ce ne vuoi parlare?

Da circa cinque anni lavoro come O.S.S nelle scuole aiutando i ragazzi diversamente abili, nelle loro necessità primarie, lo svolgo con molta solarità perché questi ragazzi hanno bisogno, visto le loro difficoltà di persone allegre e che sappiano infondere sicurezza. Non cambierei per nulla al mondo questo lavoro, perché questi ragazzi sanno insegnarti tante bellissime cose e ti trasmettono tanta voglia di vivere. Inoltre da cinque anni svolgo volontariato presso la Croce Rossa della mia città, non solo con servizi di emergenza, ma anche aiutando le persone, accompagnandole a fare le visite. Il volontariato mi ha aiutato tanto facendomi crescere dal punto di vista umano e professionale. Continua a leggere “Federica Ghisolfi: Il volontariato mi ha fatto crescere”

UN SOGNO DEDICATO A CHI NON RESPIRA, di rebeccastories

di rebeccastories

E se abbracciandoci lentamente nell’attesa del tè decidessi di avvolgere il tuo collo intorno al mio di solleticarmi un po’ le guance con la tua barba di stropicciare il mio naso sopra il tuo mento ed immergere infine tutte le mie labbra dentro la tua bocca ma se assaporando il tuo morso delicato mi ricordassi all’improvviso di quella falena arancione con le sfumature scure proprio quella che pochi giorni fa provai a far uscire dalla finestra ma che s’impigliò dentro una folta ragnatela polverosa nella quale erano sospesi anche molti altri insetti alcuni vivi altri un po’ meno forse ripenserei a come tentai di sgrovigliarla con un lungo bastone e a come riuscì a farla cadere giù ma ad ali

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chiuse dritta nella mia bocca aperta che se ne stava là sotto e se dentro l’incredibile delicatezza delle tue labbra mi ricordassi di come la mia invece rimase a lungo immobile e spalancata nella speranza che quella falena di carta velina volesse uscire da sola senza l’aiuto delle mie dita violente o della mia lingua bagnata che sicuramente le avrebbe rovinato le ali ma se tu volessi aprire improvvisamente le tue labbra per lasciar volare via le mie forse io nell’ascesa disperderei un po’ della mia polvere per farti starnutire forse ripenserei anche a come quel giorno inclinata la mia testa verso il basso riuscì a farla scivolare giù lasciandola libera di cadere al suolo e se poi ti accorgessi delle sfumature che ho sulle guance e ti allontanassi un po’ per guardarmi dritta negli occhi forse la rivedresti posata a terra con le sue ali che si schiudono adagio mutate in mille petali tenui.

Ricongiungere, di Antonio De Simone

di Antonio De Simone

Vi sono momenti
in cui il tempo
per un instante
si perde
si annulla
nel vissuto
da lì ricongiungere
i frammenti
per offrire
un nuovo riflesso
al domani.

Ricongiugere

Antonio De Simone

Eng_Reunite
There are times
where time
for a moment
you lose
you cancel
in lived
from there to rejoin
the fragments
to offer
a new reflection
overnight.

https://antodesimone.wordpress.com

Si chiamava Sam

di Pier Carlo Lava. Alessandria

Alessandria: Era stato abbandonato da una gatta randagia di un colonia felina del quartiere Borsalino, aveva circa un mese lo abbiamo visto per caso in giardino che stava morendo, lo abbiamo preso curato è stato adottato da Ungaro un gatto adulto che gli ha fatto da mamma… e dai cani Raissa e Ira. 

Lo abbiamo salvato da morte certa è cresciuto anche se è rimasto sempre minuto, era incredibilmente dolce e affettuoso è vissuto con noi sino a 14 anni e poi per un tumore (come Ungaro e Ira la Doberman) ci ha lasciati… lo ricorderemo sempre!

Grazie agli amici di facebook per le belle parole…

La Cittadella di Alessandria

by Andrea Guenna. Alessandria

Con i suoi 74 ettari la Cittadella di Alessandria è il più fulgido esempio di fortezza militare moderna al mondo. Costruita tra il 1732 e il 1808, è stata lo scenario di alcuni dei più importanti eventi nella storia italiana ed europea, dal periodo napoleonico, in cui era una delle più importanti fortezze, all’Unità d’Italia dove divenne il simbolo del Movimento Risorgi- mentale. Il declino è iniziato nel 2007 quando i militari hanno definitivamente abbandonato la struttura. Attualmente la minaccia maggiore viene dall’ailanto, un rampicante particolarmente invasivo che sta danneggiando in maniera profonda i muri e i tetti delle case all’interno della stessa struttura. Il completo sradicamento della pianta, che ha ricoperto la bellezza di più di 7 ettari d’area, richiede un lavoro lungo, laborioso e inevitabilmente costoso. Oltre all’ailanto la fortezza richiede lavori di messa in sicurezza e restauro. La Cittadella di Alessandria fu eretta in conseguenza del Trattato della Lega di Alleanza, stipulato nel 1703, durante la guerra di Successione di Spagna, tra l’Imperatore d’Austria e il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II: al Duca furono cedute le province di Alessandria e di Valenza e le terre situate tra il Po e il Tanaro, come ricompensa per essersi schierato al fianco dell’Impero Asburgico. Solo nel 1707 la città di Alessandria fu annessa ufficialmente ai territori dello Stato sabaudo e fu chiara da subito l’esigenza, per la sicurezza della città, di costruire una cittadella fortificata, a pianta esagonale, in muratura di mattoni, il cui progetto fu affidato all’ingegnere militare Ignazio Bertola.

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La costruzione della Cittadella di Alessandria, che sarebbe divenuta l’elemento centrale del sistema difensivo piemontese, rientrava in un vasto programma di difesa dello Stato Sabaudo che comprendeva un sistema di forti di sbarramento degli accessi alpini alla pianura: 1. il forte di Bard per controllare i valichi del Piccolo e Gran San Bernardo, 2. quello della Brunetta presso Susa, 3. quello di Fenestrelle nella Val Chisone, 4. la fortezza di Cuneo, 5. la fortezza di Saorgio, 6. il forte di Ceva nella valle del Tanaro, 7. la Cittadella di Alessandria.

 CRONISTORIA

• 1727. Per la sua costruzione Vittorio Amedeo II di Savoia conferì l’incarico della progettazione a Ignazio Bertola, Ingegnere Reale dal 1728. I primi disegni progettuali risalgono al 1727: Bertola mise a profitto l’esperienza dell’assedio di Torino del 1706, della cui Cittadella conobbe, in quell’occasione, i difetti e le lacune legati ad un impianto obsoleto. Pensò quindi alla possibilità di immettere negli ampi fossati l’acqua del Tanaro, attraverso un sistema di paratie e di chiuse che ne potessero deviare il corso fluviale, così da creare un ostacolo per i nemici. Il terreno paludoso del rione Borgoglio, dove sarebbe sorta la fortezza alessandrina, dovette essere rafforzato attraverso speciali sistemi di consolidamento. Bertola studiò anche una particolare disposizione delle controguardie, opere a forma di V ubicate davanti ai sei bastioni a fianchi concavi. Continua a leggere “La Cittadella di Alessandria”

Se tu mi dimentichi – Pablo Neruda, di tittideluca

di tittideluca

Michael Aleah, Sculptured III, 2015 

Voglio che tu sappia
una cosa.

Tu sai com’è questo:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se tutto ciò che esiste,
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

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Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.

Se d’improvviso
mi dimentichi
non cercarmi,
ché già ti avrò dimenticata.

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.
Continua a leggere “Se tu mi dimentichi – Pablo Neruda, di tittideluca”

ALLE DONNE CHE STANNO OPERANDO AFFINCHÉ LE DONNE E GLI UOMINI DIVENTINO MIGLIORI, di Lorella Ronconi

di Lorella Ronconi

#riflessionidalletto, eccomi in versione notturna, I’m , il cervello viaggia. Miliardi di pensieri, prima di dormire, la sera. Nella calma, nella solitudine del mio letto símil ospedale , una marea frusciante di pensieri  cavalca la mia testa; nelle stanze della mente mi volteggiano, invadenti, coloratissimi, psichedelici pensieri: paure, ansie, idee, da finire, da fare, sensi di colpa, dubbi  . Appuntamenti, impegni, persone, genitori, medicine, desideri, dolori. 

E i soldi e il lavoro? Come fare? Dove trovare le cure e le soluzioni? Quale sarà mio futuro? 

Penso alle #donne  in questa giornata particolare. 

Cosa pensano, le donne prima di dormire?  Ci saranno donne sveglie adesso a fare slalom tra ansie, problemi, soluzioni? Le immagino con le loro piccole grandi sofferenze quotidiane: donne che stanno andando al lavoro, altre che tornano a casa, in aereo  a fissare le luci dell’aeroporto che si avvicina. Donne che si struggono in dolce attesa e donne che aspettano un lavoro, donne in fila per una tazza di riso. 

E ancora, donne in un angolo buio per dare ‘gioie’ d’amore ed altre che stanno fingendo un amore che è evaporato da molto tempo. Donne in acquerello, scolorite dal tempo, in attesa del sorriso di quel figlio che non chiama mai. Donne che promettono di non farlo mai più. Le donne…  Quante donne in questo momento sono tra le violenze? Nelle guerre? Sono schiave di dipendenze, incatenate alle sale giochi… O tra braccia carnefici?  Sento il loro camminare, il loro pensare e il mio:  sono una donna , avremo mai pari opportunità? Dedicato alle donne, alle donne invisibili, alle donne diversamente abili, come me, alle donne sole, alle donne che cercano di camminare a testa alta alle donne che desiderano un mondo migliore e muoiono tra le braccia di chi avevano amato. Alle donne che stanno operando per le donne e gli uomini, affinché diventino migliori.

#GiornataControLaViolenzaSullaDonna #senzabarriere #setedisapere #determined #SirenaGuerriglia #iosonosmart #JeRouleAvecToi

https://lorellaronconi.wordpress.com/

L’HO AMATA DA IMPAZZIRE,  di Lorella Ronconi

di Lorella Ronconi

«L’hai amata, vero?»

Lui sospirò

«Come posso risponderti? 

Lei era matta» 

Si passò la mano tra i capelli 

«Dio se era tutta matta. Ogni giorno era una donna diversa 

Una volta intraprendente, l’altra impacciata. Una volta esuberante, l’altra timida. 

Insicura e decisa.

Dolce e arrogante.

Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso

Inconfondibile

Era quella la mia unica certezza.

Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso

Quando sorrideva io non capivo più nulla 

Non sapevo più parlare né pensare

Niente, zero

C’era all’improvviso solo lei

Era matta, tutta matta

A volte piangeva

Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio

Lei no

Lei si innervosiva

Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni

Era matta tutta matta

Ma l’ho amata da impazzire.

Charles Bukowski

https://lorellaronconi.wordpress.com/