NON TUTTO SI IMPARA, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

C. 1 - Non tutto si imparaNON TUTTO SI IMPARA
«La vita dà molto, molto toglie e molto fa imparare. Si impara a perdonare, pur non avendo imparato a dimenticare. Si impara a capire che dentro la mente e il cuore di ogni persona ci sono labirinti in cui è difficile entrare ed ancora più difficile è uscirne, perché l’orgoglio ha ermeticamente chiuso la porta, impedendo ogni possibile fuga, a se stessi e agli altri. Si impara ad accettare la morte, per quanto dolorosa possa essere la perdita di una persona cara, ma difficilmente si riesce a imparare ad accettare il ripudio, perché il ripudio è più devastante della morte.»
(Miriam Maria Santucci)

Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci

24 AGOSTO,  di Miriam Maria Santucci

a01 24 agosto (foto di Patrizia Minervini) [orig] - Copia.jpg24 AGOSTO 
di Miriam Maria Santucci

Sono tornati dai campi i contadini
ed il bestiame riposa nelle stalle,
in strada giochi allegri di bambini
e in cielo già miriadi di stelle.
Il sogno aleggia lieve su ogni viso,
intorno tutto tace, è notte fonda.
Un tremore di terra e all’improvviso
in un istante tutto si trasforma!
Montagne spaventose di detriti.
Grida intorno a quel poco che resta.
Sogni stritolati mai vissuti.
Boati orrendi, come demoni in festa!

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci
Amatrice 2016: foto di Patrizia Minervini

TRAGEDIE ANNUNCIATE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

C. 4 - Tragedie annunciate

TRAGEDIE ANNUNCIATE

«Quando succedono tragedie immani, non è possibile affermare che sia stata una fatalità, perché le disgrazie sono sempre frutto della mancanza di senno, della cieca avidità, dell’esasperata corsa al potere, della disumana e criminale indifferenza di tutti coloro che dovrebbero fare e non fanno e che pur di lucrare stravolgono la Natura, che alla fine si ribella, sterminando popoli inermi e innocenti generazioni.»

#Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci
(foto diga del Vajont)

NOTTE DI STELLE, di Miriam Maria Santucci

4- NOTTE DI STELLENOTTE DI STELLE
di Miriam Maria Santucci

Spunta all’orizzonte la luna
e il firmamento s’accende.
Ammaliato il mio sguardo rimira
miriadi di stelle.
Ma non sono lucenti quei punti
che si agitano in mezzo alle onde:
sono tante manine di bimbi
che il mare nasconde.
Non vorrei più staccare lo sguardo
dalle stelle che brillano in cielo,
ma non ho davvero coraggio
a stendere un velo.
Sulla Terra che l’uomo ha annientato
resta ormai solo angoscia e dolore:
ogni speranza è perduta
senza l’amore.

Poesia tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016- Miriam Maria Santucci

AMICI VERI, di Miriam Maria Santucci

 

08 Amici veri - Cover [R1] 1080pAMICI VERI
di Miriam Maria Santucci

Gli amici veri
sono amici per sempre.
Si possono perdere
ma solo se la morte se li prende.
Non esistono altri validi motivi.
Se li perdiamo e non sono morti
vuol dire che c’eravamo sbagliati:
erano amici falsi…
ma non ce n’eravamo ancora accorti!

(- dedicata a certi umani -)

Poesia tratta dalla raccolta “Il Sentiero del Destino”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci

TRA CIELO E MARE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

 

 

b01 Tra cielo e mareTRA CIELO E MARE

«Ciò che più mi affascina sono gli scogli, soprattutto quelli marini. Da lì sopra, lo sguardo spazia libero e può abbracciare i vari colori del cielo e del mare, che sovente si somigliano e si sovrappongono. Molto spesso nelle profondità del mare e nella vastità del cielo, si scatenano gli stessi sconvolgimenti e sia tra le nubi che tra le onde, si può vedere lo stesso immane dolore. E allora, cercando risposte di fronte all’immensità dell’universo, ci rendiamo conto che la nostra esistenza non è altro che un brevissimo volo tra cielo e mare…»

Autocitazione tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA– #stralci_qua_e_là

[…] “Gora venne iscritta alla Scuola Elementare della vicina città. L’edificio scolastico era al centro cittadino, nel corso principale, brulicante di persone indaffarate che si recavano al lavoro negli uffici, nelle poste, nelle banche o nelle scuole.
Le classi erano molto numerose: si arrivava anche a quaranta scolari, solo maschi o solo femmine. Gli insegnanti, per tenere la disciplina e con il pieno consenso delle famiglie, utilizzavano le note e le punizioni e se il bambino a casa reclamava, riceveva doppia dose dai genitori.” […]

 

 

ABBANDONO, di Miriam Maria Santucci 

8. ABBANDONO

 

ABBANDONO
di Miriam Maria Santucci

Piccolino, non so chi tu sia.
Ti han lasciato in mezzo al cammino…
Guardi intorno e non trovi la via.
Senti vivo il tuo amaro destino
e ti abbandoni sull’erba di un campo.
Piccolino, non so a chi appartieni,
ma di certo non era tuo amico.
Hai lo sguardo perduto nel vuoto
e il mio cuore con te sta tremando.
Mi avvicino… Ascolto un guaito…
Ti accarezzo… Ma già stai volando…

(2014)

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

 

DIETRO I VETRI, di Miriam Maria Santucci

a09 Dietro i vetri [1.0.0]-01 - CopiaDIETRO I VETRI
di Miriam Maria Santucci

Mi soffermo a riflettere sulla vita che scorre,
accanto al davanzale della finestra.
Ero giovane quando ti vidi per l’ultima volta.
In questo interminabile tempo, passato in un soffio,
ho costantemente pensato a te
che non giungesti alla mia età.
Guardo dietro i vetri il riflesso della mia immagine,
così straordinariamente simile alla tua.
Per un attimo m’illudo che sia tu accanto a me.
Sfioro lievemente il vetro con le mani anziane
e vorrei abbracciarti, madre mia!

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

L’ULTIMO DONO, di Miriam Maria Santucci

22894489_1967151476875162_1012640019484240716_nL’ULTIMO DONO
di Miriam Maria Santucci

Dolce bambina in mezzo al grano d’oro,
il vento soffia lieve sul tuo viso.
Guardi pensosa quel frutto del lavoro
e sulle labbra hai un timido sorriso.
Tuo nonno coltivava quel frumento,
con le sue mani e con la sua costanza.
Scrutava ogni sera il firmamento
e in Dio riponeva ogni speranza.
Ti sovvengono i racconti dell’anziano
su allegri folletti attaccabrighe…
Abbracci con lo sguardo l’ultimo dono:
una dorata distesa di spighe.

(Giugno 2017)

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci
foto web

ESTATE, di Miriam Maria Santucci

beautiful summer sunset on a wheat field with poppies and daisie

 

ESTATE
di Miriam Maria Santucci

Spunta il sole dietro il monte
come un fiore in mezzo al prato.
Un gabbiano all’orizzonte
e il suo nido sopra un ramo.
Nella brezza del mattino
si scompiglia il biondo grano.
Si rallegra il contadino
e lo sfiora con la mano.
Rende lode alla natura
per le folte spighe d’oro.
Pronta è la mietitura,
sacro frutto del lavoro.

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico di Miriam Maria Santucci

 

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#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] Gora vide la sua compagna di banco che parlava animatamente con un’alunna, figlia di un noto avvocato. Avvicinandosi, colse il finale della loro conversazione: «…ma non sembra nemmeno campagnola!», disse con veemenza la sua compagna di banco. «Non sembra, ma lo è!», rispose l’altra seccamente. Gora allora le si piazzò davanti e la fissò dritta negli occhi: «invece tu sembri intelligente, ma non lo sei!». Poi le voltò le spalle e andò a sedersi al proprio posto. […]

 

AMARSI PER AMARE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

 

C. 9 - Amarsi per amareAMARSI PER AMARE

«A volte si ha l’impressione di essere vuoti, di non amare più niente e nessuno. E’ in questi momenti che dobbiamo ricordarci di amare di più noi stessi. Nessuno può dare ad altri ciò che non sa dare a se stesso!»

Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci
foto © Dalia Di Prima-Tre

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA– #stralci_qua_e_là..

[…] « La mattina seguente Gora si alzò prestissimo. Si vestì in fretta e scese sul piazzale. Sulla neve ghiacciata erano ancora visibili delle chiazze di sangue. Raggiunse lentamente la quercia, tremando di freddo e di dolore.
La terra rimossa indicava dove era stato sepolto il cagnolino. Sopra la terra suo padre aveva messo una pietra. Gora si abbassò e l’accarezzò. Il cuore le pesava più di quel masso che stava proteggendo quella piccola sepoltura. […]
Estrasse dalla tasca il coltellino svizzero di suo padre e sulla corteccia della quercia incise un nome: “FRIZZE”.» […]

 

FIORE RECISO, di Miriam Maria Santucci

3. FIORE RECISO

FIORE RECISO
di Miriam Maria Santucci
Ti ho visto lì,
seduto tra le foglie,
tra gli aceri d’un viale senza fine,
come un petalo rimasto chissà come.
In mano reggevi le tue scarpe
e un orsettino che chiamavi “Amore”.
Petalo vivo tra le foglie morte…
Occhi perduti in un punto lontano
e nel tuo sguardo ho letto il tuo dolore,
nel tuo silenzio ho udito il tuo richiamo.
Ho poggiato la mano sul tuo viso
e il tuo calore mi ha marchiato il cuore.
Tu mi hai fissato pieno di stupore
e hai lasciato un attimo le scarpe.
Fiore reciso, senza più parole…
Fiore reciso, senza più un affetto…
Petalo vivo tra le foglie morte…
(2014)
Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci.

 

GORA, romanzo autobiografico,di Miriam Maria Santucci

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GORA, romanzo autobiografico
di Miriam Maria Santucci

«1944 – 1956: uno spicchio di Storia realmente vissuta. Storia spesso relegata in secondo piano o quasi dimenticata. La voce narrante presenta la dura infanzia di Gora, con gli occhi e la mente della piccola, che nasce e vive in quel difficile periodo di transizione. Il Paese era stato raso al suolo e il disagio regnava in ogni categoria sociale e in ogni settore produttivo, soprattutto nel mondo rurale, estremamente povero. Ma la forza di volontà spingeva tutti verso la ricostruzione, che avrebbe risollevato il Paese e aperto le strade al progresso. La speranza di un mondo migliore illuminava ogni animo, soprattutto quello della piccola Gora.»

AI CONFINI DEL CIELO, di Miriam Maria Santucci

 

11. AI CONFINI DEL CIELO

AI CONFINI DEL CIELO
di Miriam Maria Santucci

Umilmente ti appresti a ritornare
nel grembo eterno del tuo Creatore.
Nuvole di ricordi e di preghiere
volteggiano attorno al capezzale.
Solo a chi parte è dato contemplare
il Mistero che avvolge questo mondo
e una luce di pace e di stupore
appare all’improvviso sul tuo volto.
Lasci le tue angosce e il tuo patire
e sigilli i tuoi affetti dentro il cuore.
Un ultimo respiro e ti trasporti
nell’altra dimensione dell’Amore.
Un angelo ti rimane accanto
e ti avvolge nel suo candido velo.
Poi dolcemente prende la tua mano
e ti accompagna ai confini del cielo.

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

A MIA MADRE, di Miriam Maria Santucci

 

14 A mia madre

🌹🙏

A MIA MADRE
di Miriam Maria Santucci

 

Vengo a trovarti.
Ora sei fatta di lettere
impresse sulla pietra.
Ti guardo
e non so che dire.
Le parole
mi muoiono dentro
ad una ad una
e vengono a tenerti compagnia.
Ti guardo
e gli occhi s’annebbiano
di lacrime.
Tu, che non hai più angosce,
anche tu mi guardi
e mi rimproveri il pianto
con i tuoi occhi di pietra…

(16-4-1968)

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

 

IL TEMPO PASSA, di Miriam Maria Santucci

05 Il tempo passa

IL TEMPO PASSA
di Miriam Maria Santucci
Il tempo passa sempre più veloce.
Ci provo a stargli dietro,
ma non serve.
Il futuro s’accorcia ad ogni istante
e ad ogni istante
mi si stringe il cuore.
Ricordi del passato e del presente
s’ intrecciano in un unico dolore,
rinchiusi tutti insieme
dentro un treno,
un treno fatto solo di parole.
Il tempo forma crepe in ogni dove
e goccia dopo goccia il sangue fugge.
Rimane solo un vuoto senza fine,
senza più sogni, senza più colore,
e il cuore si ribella ad ogni istante
in questo buco nero senza amore.
(Aprile 2014)
Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

 

TRAGEDIE ANNUNCIATE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

C. 4 - Tragedie annunciateTRAGEDIE ANNUNCIATE

«Quando succedono tragedie immani, non è possibile affermare che sia stata una fatalità, perché le disgrazie sono sempre frutto della mancanza di senno, della cieca avidità, dell’esasperata corsa al potere, della disumana e criminale indifferenza di tutti coloro che dovrebbero fare e non fanno e che pur di lucrare stravolgono la Natura, che alla fine si ribella, sterminando popoli inermi e innocenti generazioni.»

(2016)

Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci
(foto diga del Vajont)

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] “Gora venne iscritta alla Scuola Elementare della vicina città. L’edificio scolastico era al centro cittadino, nel corso principale, brulicante di persone indaffarate che si recavano al lavoro negli uffici, nelle poste, nelle banche o nelle scuole.
Le classi erano molto numerose: si arrivava anche a quaranta scolari, solo maschi o solo femmine. Gli insegnanti, per tenere la disciplina e con il pieno consenso delle famiglie, utilizzavano le note e le punizioni e se il bambino a casa reclamava, riceveva doppia dose dai genitori.” […]

UN GIORNO DI SOLE, di Miriam Maria Santucci

 

15. UN GIORNO DI SOLE

UN GIORNO DI SOLE
di Miriam Maria Santucci
Ti dissi:
– Mamma, vieni
in un giorno di sole.
Ti porterò a vedere il Duomo
e gireremo per le strade del centro.
Mi rispondesti:
– Sì. E resteremo insieme fino a sera.
Ma fui io a venire da te,
in un giorno di sole.
Serrai la tua mano nella mia
e ti accarezzai la fronte…
Non saprò mai se udivi ancora…
(Aprile 1968)

 

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

 

PACE CAMPESTRE, di Miriam Maria Santucci

 

 

19. pace campestre (2)PACE CAMPESTRE
di Miriam Maria Santucci

Mi son seduta su un antico ramo
nel silenzio del mattino, all’albeggiare,
col mio gattino ed un libro in mano.
Insieme rimaniamo ad ammirare
il volteggiar dei passeri tra i rami
ed il ruscello accanto al casolare.
E’ bella la città coi suoi viali,
coi suoi negozi e insegne luminose,
ma non la cambierei con questa pace!

(1962)

Poesia tratta dalla raccolta “Il Sentiero del Destino”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci

VITE RUBATE, di Miriam Maria Santucci

Freedom

VITE RUBATE

di Miriam Maria Santucci

Ti conobbi che eri una bambina,
la più bella e gioiosa del paese.
Ti osservavo correre sui prati
con palloncini e collanine appese.
Il tempo passò in fretta e tu crescesti,
andasti via ma io non seppi dove.
Poi un giorno anch’io partii e mi scordai
di quella bimba in mezzo al prato in fiore.
Ora vedo la tua foto sul giornale…
Vent’anni avevi, venti solamente…
Han scritto che fu l’uomo che tu amavi
a rubarti la vita atrocemente…
Tu, che correvi lieta in mezzo al prato
e che ora giaci sotto quella croce,
possa tu perdonar chi t’ha ammazzato,
correre in cielo e riposare in pace!

(2016)

Poesia tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci

 

NON TUTTO SI IMPARA, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

c. 1 - non tutto si impara

 

NON TUTTO SI IMPARA

«La vita dà molto, molto toglie e molto fa imparare. Si impara a perdonare, pur non avendo imparato a dimenticare. Si impara a capire che dentro la mente e il cuore di ogni persona ci sono labirinti in cui è difficile entrare ed ancora più difficile è uscirne, perché l’orgoglio ha ermeticamente chiuso la porta, impedendo ogni possibile fuga, a se stessi e agli altri. Si impara ad accettare la morte, per quanto dolorosa possa essere la perdita di una persona cara, ma difficilmente si riesce a imparare ad accettare il ripudio, perché il ripudio è più devastante della morte.»
(Miriam Maria Santucci)

Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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GORA – stralci qua e là…
[…] “Il maggiore di essi, di otto anni, pensò di accoglierli in un modo alquanto originale e inaspettato: prese una frusta e legò la punta attorno alla testa di una serpe, che suo padre aveva schiacciato il giorno precedente, poi corse allegramente incontro a Gora, per farle uno “scherzetto”, e gliel’agitò davanti ai piedini, cosicché quella serpe parve, alla bambina, lunghissima, vivissima e pronta a morderla…” […]

AMICI VERI, di Miriam Maria Santucci

08 amici veri - cover [r1] 1080pAMICI VERI
di Miriam Maria Santucci

Gli amici veri
sono amici per sempre.
Si possono perdere
ma solo se la morte se li prende.
Non esistono altri validi motivi.
Se li perdiamo e non sono morti
vuol dire che c’eravamo sbagliati:
erano amici falsi…
ma non ce n’eravamo ancora accorti!

(2014 – dedicata a certi umani )

Poesia tratta dalla raccolta “Il Sentiero del Destino”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci

DIETRO I VETRI, di Miriam Maria Santucci

 

a09 Dietro i vetri [1.0.0]-01 - CopiaDIETRO I VETRI
di Miriam Maria Santucci

Mi soffermo a riflettere sulla vita che scorre, 
accanto al davanzale della finestra.
Ero giovane quando ti vidi per l’ultima volta.
In questo interminabile tempo, passato in un soffio,
ho costantemente pensato a te
che non giungesti alla mia età.
Guardo dietro i vetri il riflesso della mia immagine,
così straordinariamente simile alla tua.
Per un attimo m’illudo che sia tu accanto a me.
Sfioro lievemente il vetro con le mani anziane
e vorrei abbracciarti, madre mia!

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

48406648_946534452223682_3013001274191773696_oGORA
di Miriam Maria Santucci

«1944 – 1956: uno spicchio di Storia realmente vissuta. Storia spesso relegata in secondo piano o quasi dimenticata. La voce narrante presenta la dura infanzia di Gora, con gli occhi e la mente della piccola, che nasce e vive in quel difficile periodo di transizione.

Il Paese era stato raso al suolo e il disagio regnava in ogni categoria sociale e in ogni settore produttivo, soprattutto nel mondo rurale, estremamente povero.

Ma la forza di volontà spingeva tutti verso la ricostruzione, che avrebbe risollevato il Paese e aperto le strade al progresso. La speranza di un mondo migliore illuminava ogni animo, soprattutto quello della piccola Gora.»

NATALE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

 BUON  NATALE 

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NATALE

«Vorrei che il Natale di OGGI fosse come quello di IERI… ieri di tanti anni fa, quando i bimbi scrivevano la letterina ai genitori; quando all’alberello si appendevano le caramelle e i mandarini tra batuffoletti di candido cotone; il vischio e l’agrifoglio abbellivano le nostre dimore e il presepe aveva il muschio raccolto nei boschi, le statuine di terracotta e le casette di cartone… Ma ormai di IERI rimane solo l’illusione che a Natale siamo tutti più buoni e che una tavola imbandita e un grande albero pieno di luci e di regali ci rendano felici…»

Autocitazione tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”.
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci
(foto propria)

SORRISO, di Miriam Maria Santucci

1. SORRISO

SORRISO
di Miriam Maria Santucci

Il sorriso negli occhi di un bambino
asciuga le lacrime del cuore,
prezioso e delicato come un fiore
sbocciato all’improvviso nel giardino.
Allieta l’anima e libera la mente
e l’orizzonte appare più vicino.
Le pene si dissolvono all’istante
come ciocchi bruciati nel camino
e resta solo un’impronta dentro il cuore…
L’impronta del sorriso di un bambino…

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

ALLUVIONE 1966, di Miriam Maria Santucci

 

 

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ALLUVIONE 1966
di Miriam Maria Santucci

Vorrei dirti qualcosa.
Forse una parola basterebbe
a dissolvere l’incubo…
ma parlare è inutile
sul passato!
Come è inutile
l’infuriare del vento
sulle rovine.
Come è inutile
per allietare,
il canto del gabbiano,
col suo grido rauco e profondo,
come il grido della tua anima…

(1966)

Poesia tratta dalla raccolta “Il Sentiero del Destino”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci
Fango in Piazza del Carmine – Firenze, 1966

NEI CAMPI, di Miriam Maria Santucci

 

17 Nei campi - Cover [R1] 1080pNEI CAMPI
di Miriam Maria Santucci

Il sole picchia forte
sulla terra arata.
Volti cupi e stanchi
affrontano la giornata.
All’ombra dell’ulivo
un neonato dorme…
la madre lo rimira
mentre vanga le zolle.
Nell’affettuoso sguardo
al frutto del suo amore,
brilla la speranza
di un domani migliore… 

(1964)

Poesia tratta dalla raccolta “Il Sentiero del Destino”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci

NATALE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

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NATALE

«Vorrei che il Natale di OGGI fosse come quello di IERI… ieri di tanti anni fa, quando i bimbi scrivevano la letterina ai genitori; quando all’alberello si appendevano le caramelle e i mandarini tra batuffoletti di candido cotone; il vischio e l’agrifoglio abbellivano le nostre dimore e il presepe aveva il muschio raccolto nei boschi, le statuine di terracotta e le casette di cartone… Ma ormai di IERI rimane solo l’illusione che a Natale siamo tutti più buoni e che una tavola imbandita e un grande albero pieno di luci e di regali ci rendano felici…»
(Miriam Maria Santucci)  

 

Autocitazione tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci
(foto propria)

SOLITUDINE, di Miriam Maria Santucci

 

21. SOLITUDINESOLITUDINE
di Miriam Maria Santucci

Sola.
Col silenzio.
Col vento che vibra piano.
Con un nido palpitante tra i rami.
Sola.
Seduta sull’erba odorosa
di fresco e di sole,
in un campo con orme di buoi.
Sola.
Coi miei pensieri.
Con un grillo nascosto.
Solo.
Anche lui…

(1959)

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci
foto propria (Foligno, 1959)

AMARSI PER AMARE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

 

C. 9 - Amarsi per amareAMARSI PER AMARE

«A volte si ha l’impressione di essere vuoti, di non amare più niente e nessuno. E’ in questi momenti che dobbiamo ricordarci di amare di più noi stessi. Nessuno può dare ad altri ciò che non sa dare a se stesso!» 
(Miriam Maria Santucci)

Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci 
foto © Dalia Di Prima-Tre

QUANDO NASCE IL GIORNO, di Miriam Maria Santucci 

a02 Quando nasce il giorno (foto Patrizia Minervini)b 16-9

Terremotati dimenticati 😥

QUANDO NASCE IL GIORNO
di Miriam Maria Santucci

Quando nasce il giorno
e il manto bianco copre le rovine,
tutto pare intatto come prima
e l’accaduto un incubo irreale.
Nel silenzio ovattato del mattino
sembra di udire voci di bambini
e adulti che vanno a lavorare.
La neve copre ogni cosa e spazio
e non ci sono più le case intorno.
Le macerie pesano nel cuore
ma la speranza vuole ritornare…

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci
foto di Patrizia Minervini

BINARI, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

 

b32 Binari.pngBINARI

«Mantenere la parola data è segno di onestà e di rispettabilità. Saper ritornare sulle proprie convinzioni, analizzando meglio le situazioni, è una forma di intelligenza e di umiltà. I due concetti sono distinti e viaggiano su binari diversi.»
(Miriam Maria Santucci)

Autocitazione tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci