L’ULTIMO DONO, di Miriam Maria Santucci

22894489_1967151476875162_1012640019484240716_nL’ULTIMO DONO
di Miriam Maria Santucci

Dolce bambina in mezzo al grano d’oro,
il vento soffia lieve sul tuo viso.
Guardi pensosa quel frutto del lavoro
e sulle labbra hai un timido sorriso.
Tuo nonno coltivava quel frumento,
con le sue mani e con la sua costanza.
Scrutava ogni sera il firmamento
e in Dio riponeva ogni speranza.
Ti sovvengono i racconti dell’anziano
su allegri folletti attaccabrighe…
Abbracci con lo sguardo l’ultimo dono:
una dorata distesa di spighe.

(Giugno 2017)

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci
foto web

ESTATE, di Miriam Maria Santucci

beautiful summer sunset on a wheat field with poppies and daisie

 

ESTATE
di Miriam Maria Santucci

Spunta il sole dietro il monte
come un fiore in mezzo al prato.
Un gabbiano all’orizzonte
e il suo nido sopra un ramo.
Nella brezza del mattino
si scompiglia il biondo grano.
Si rallegra il contadino
e lo sfiora con la mano.
Rende lode alla natura
per le folte spighe d’oro.
Pronta è la mietitura,
sacro frutto del lavoro.

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

GORA, romanzo autobiografico di Miriam Maria Santucci

 

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#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] Gora vide la sua compagna di banco che parlava animatamente con un’alunna, figlia di un noto avvocato. Avvicinandosi, colse il finale della loro conversazione: «…ma non sembra nemmeno campagnola!», disse con veemenza la sua compagna di banco. «Non sembra, ma lo è!», rispose l’altra seccamente. Gora allora le si piazzò davanti e la fissò dritta negli occhi: «invece tu sembri intelligente, ma non lo sei!». Poi le voltò le spalle e andò a sedersi al proprio posto. […]

 

AMARSI PER AMARE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

 

C. 9 - Amarsi per amareAMARSI PER AMARE

«A volte si ha l’impressione di essere vuoti, di non amare più niente e nessuno. E’ in questi momenti che dobbiamo ricordarci di amare di più noi stessi. Nessuno può dare ad altri ciò che non sa dare a se stesso!»

Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci
foto © Dalia Di Prima-Tre

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA– #stralci_qua_e_là..

[…] « La mattina seguente Gora si alzò prestissimo. Si vestì in fretta e scese sul piazzale. Sulla neve ghiacciata erano ancora visibili delle chiazze di sangue. Raggiunse lentamente la quercia, tremando di freddo e di dolore.
La terra rimossa indicava dove era stato sepolto il cagnolino. Sopra la terra suo padre aveva messo una pietra. Gora si abbassò e l’accarezzò. Il cuore le pesava più di quel masso che stava proteggendo quella piccola sepoltura. […]
Estrasse dalla tasca il coltellino svizzero di suo padre e sulla corteccia della quercia incise un nome: “FRIZZE”.» […]

 

FIORE RECISO, di Miriam Maria Santucci

3. FIORE RECISO

FIORE RECISO
di Miriam Maria Santucci
Ti ho visto lì,
seduto tra le foglie,
tra gli aceri d’un viale senza fine,
come un petalo rimasto chissà come.
In mano reggevi le tue scarpe
e un orsettino che chiamavi “Amore”.
Petalo vivo tra le foglie morte…
Occhi perduti in un punto lontano
e nel tuo sguardo ho letto il tuo dolore,
nel tuo silenzio ho udito il tuo richiamo.
Ho poggiato la mano sul tuo viso
e il tuo calore mi ha marchiato il cuore.
Tu mi hai fissato pieno di stupore
e hai lasciato un attimo le scarpe.
Fiore reciso, senza più parole…
Fiore reciso, senza più un affetto…
Petalo vivo tra le foglie morte…
(2014)
Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci.

 

GORA, romanzo autobiografico,di Miriam Maria Santucci

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GORA, romanzo autobiografico
di Miriam Maria Santucci

«1944 – 1956: uno spicchio di Storia realmente vissuta. Storia spesso relegata in secondo piano o quasi dimenticata. La voce narrante presenta la dura infanzia di Gora, con gli occhi e la mente della piccola, che nasce e vive in quel difficile periodo di transizione. Il Paese era stato raso al suolo e il disagio regnava in ogni categoria sociale e in ogni settore produttivo, soprattutto nel mondo rurale, estremamente povero. Ma la forza di volontà spingeva tutti verso la ricostruzione, che avrebbe risollevato il Paese e aperto le strade al progresso. La speranza di un mondo migliore illuminava ogni animo, soprattutto quello della piccola Gora.»

AI CONFINI DEL CIELO, di Miriam Maria Santucci

 

11. AI CONFINI DEL CIELO

AI CONFINI DEL CIELO
di Miriam Maria Santucci

Umilmente ti appresti a ritornare
nel grembo eterno del tuo Creatore.
Nuvole di ricordi e di preghiere
volteggiano attorno al capezzale.
Solo a chi parte è dato contemplare
il Mistero che avvolge questo mondo
e una luce di pace e di stupore
appare all’improvviso sul tuo volto.
Lasci le tue angosce e il tuo patire
e sigilli i tuoi affetti dentro il cuore.
Un ultimo respiro e ti trasporti
nell’altra dimensione dell’Amore.
Un angelo ti rimane accanto
e ti avvolge nel suo candido velo.
Poi dolcemente prende la tua mano
e ti accompagna ai confini del cielo.

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

A MIA MADRE, di Miriam Maria Santucci

 

14 A mia madre

🌹🙏

A MIA MADRE
di Miriam Maria Santucci

 

Vengo a trovarti.
Ora sei fatta di lettere
impresse sulla pietra.
Ti guardo
e non so che dire.
Le parole
mi muoiono dentro
ad una ad una
e vengono a tenerti compagnia.
Ti guardo
e gli occhi s’annebbiano
di lacrime.
Tu, che non hai più angosce,
anche tu mi guardi
e mi rimproveri il pianto
con i tuoi occhi di pietra…

(16-4-1968)

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

 

IL TEMPO PASSA, di Miriam Maria Santucci

05 Il tempo passa

IL TEMPO PASSA
di Miriam Maria Santucci
Il tempo passa sempre più veloce.
Ci provo a stargli dietro,
ma non serve.
Il futuro s’accorcia ad ogni istante
e ad ogni istante
mi si stringe il cuore.
Ricordi del passato e del presente
s’ intrecciano in un unico dolore,
rinchiusi tutti insieme
dentro un treno,
un treno fatto solo di parole.
Il tempo forma crepe in ogni dove
e goccia dopo goccia il sangue fugge.
Rimane solo un vuoto senza fine,
senza più sogni, senza più colore,
e il cuore si ribella ad ogni istante
in questo buco nero senza amore.
(Aprile 2014)
Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

 

TRAGEDIE ANNUNCIATE, autocitazione, di Miriam Maria Santucci

C. 4 - Tragedie annunciateTRAGEDIE ANNUNCIATE

«Quando succedono tragedie immani, non è possibile affermare che sia stata una fatalità, perché le disgrazie sono sempre frutto della mancanza di senno, della cieca avidità, dell’esasperata corsa al potere, della disumana e criminale indifferenza di tutti coloro che dovrebbero fare e non fanno e che pur di lucrare stravolgono la Natura, che alla fine si ribella, sterminando popoli inermi e innocenti generazioni.»

(2016)

Autocitazione tratta dalla raccolta “La Luce dei Pensieri”.
© Copyright 2016 – Miriam Maria Santucci
(foto diga del Vajont)

GORA, romanzo autobiografico, di Miriam Maria Santucci

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#GORA – #stralci_qua_e_là

[…] “Gora venne iscritta alla Scuola Elementare della vicina città. L’edificio scolastico era al centro cittadino, nel corso principale, brulicante di persone indaffarate che si recavano al lavoro negli uffici, nelle poste, nelle banche o nelle scuole.
Le classi erano molto numerose: si arrivava anche a quaranta scolari, solo maschi o solo femmine. Gli insegnanti, per tenere la disciplina e con il pieno consenso delle famiglie, utilizzavano le note e le punizioni e se il bambino a casa reclamava, riceveva doppia dose dai genitori.” […]

UN GIORNO DI SOLE, di Miriam Maria Santucci

 

15. UN GIORNO DI SOLE

UN GIORNO DI SOLE
di Miriam Maria Santucci
Ti dissi:
– Mamma, vieni
in un giorno di sole.
Ti porterò a vedere il Duomo
e gireremo per le strade del centro.
Mi rispondesti:
– Sì. E resteremo insieme fino a sera.
Ma fui io a venire da te,
in un giorno di sole.
Serrai la tua mano nella mia
e ti accarezzai la fronte…
Non saprò mai se udivi ancora…
(Aprile 1968)

 

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci