“Ho conosciuto in te le meraviglie”: la poesia di Alda Merini che brucia d’amore
Alda Merini non scrive d’amore come si racconta una storia: lo attraversa come una tempesta. In “Ho conosciuto in te le meraviglie” l’amore non è un sentimento rassicurante, ma una rivelazione che sposta l’asse dell’esistenza. È scoperta, è esposizione totale, è vertigine che illumina e ferisce nello stesso istante. Merini non addolcisce, non protegge, non filtra: lascia che la parola resti nuda, ardente, necessaria. In questi versi l’incontro con l’altro diventa conoscenza profonda, quasi mistica, e insieme rischio assoluto. Riproporre oggi questa poesia significa restituire centralità a un’idea di amore radicale, che non cerca consolazione ma verità. E nella voce di Merini quella verità brucia, ma illumina.
Ci sono poesie che parlano d’amore. E poi ci sono poesie che lo attraversano fino a renderlo esperienza mistica, vertigine, ferita luminosa. “Ho conosciuto in te le meraviglie” di Alda Merini appartiene a questa seconda categoria. In questi versi l’amore non è sentimento tiepido, ma scoperta totale, disvelamento, abisso e salvezza insieme. Merini non scrive per descrivere: scrive per bruciare. E dentro questa poesia ritroviamo tutta la sua voce, ardente, fragile, potentissima. Riproporla oggi significa tornare a una concezione radicale dell’amore: non possesso, ma rivelazione. Non sicurezza, ma vertigine.
Pier Carlo Lava
“Ho conosciuto in te le meraviglie,
le meraviglie dell’amore…”
Già dall’incipit si percepisce il tono assoluto della poesia. L’incontro amoroso è conoscenza, è epifania. Non si tratta di un sentimento generico, ma di un’esperienza che trasforma la percezione del mondo.
Nei versi successivi l’amore assume una dimensione quasi sacra. Non è solo gioia: è anche turbamento, esposizione totale. Merini non idealizza: intensifica. L’amore è meraviglia perché espone alla vulnerabilità. È una forza che rompe le difese, che spalanca l’anima.
La scrittura è diretta, quasi confessionale. Non ci sono costruzioni elaborate, ma immagini limpide e forti. La parola “meraviglie” ritorna come eco, come battito. È una poesia che vive di ripetizione emotiva, non di artificio retorico.
Ciò che rende questo testo così potente è la sua autenticità. In Merini l’amore non è mai astratto: è carne, ferita, desiderio, bisogno. È esperienza vissuta fino in fondo. L’amore diventa luogo di conoscenza dell’altro ma anche di sé.
E proprio qui sta la modernità della sua voce: l’amore non è favola romantica, ma tensione continua tra luce e ombra.
Alda Merini: la voce ardente della poesia italiana del Novecento
Alda Merini nacque a Milano nel 1931 e fin da giovanissima mostrò un talento poetico straordinario. Fu scoperta da Giacinto Spagnoletti e sostenuta da figure come Giorgio Manganelli e Salvatore Quasimodo. Tuttavia la sua vita fu segnata da lunghi periodi di internamento in ospedale psichiatrico, esperienza che incise profondamente sulla sua scrittura. Dopo anni di silenzio, tornò alla poesia con opere come La Terra Santa, dove il manicomio diventa luogo simbolico e spirituale. La sua scrittura unisce misticismo, sensualità, dolore e ironia. Merini seppe trasformare la sofferenza in canto, senza mai edulcorarla.
Negli ultimi anni divenne una figura amatissima dal pubblico, riconosciuta come una delle voci più intense e autentiche della letteratura italiana contemporanea. Morì nel 2009, lasciando un’eredità poetica che continua a parlare soprattutto alle nuove generazioni. “Ho conosciuto in te le meraviglie” è una sintesi perfetta della sua poetica. L’amore è rivelazione e ferita, estasi e rischio. In questa poesia Merini non chiede protezione: sceglie l’intensità. E forse è proprio questo il suo insegnamento più attuale. In un tempo che teme l’eccesso emotivo, lei rivendica il diritto di sentire fino in fondo. Di amare senza riserve. Di vivere la meraviglia anche quando fa male.
Geo
Alda Merini nacque e visse a Milano, città che fu al tempo stesso scenario quotidiano e orizzonte simbolico della sua poesia. Le sue opere attraversano l’esperienza personale, la spiritualità, l’amore e il dolore con una voce inconfondibile. Riproporre oggi questa poesia nella sezione Poesia di Alessandria today significa valorizzare una delle figure più intense del Novecento italiano, capace di parlare al presente con autenticità disarmante.