Umberto Saba “A mia moglie” – L’amore quotidiano che diventa verità poetica
Non sempre la poesia nasce dall’eccezionale. A volte nasce dalla vita semplice, dall’intimità domestica, da un sentimento che non cerca grandiosità ma verità. In “A mia moglie”, Umberto Saba compie un gesto poetico sorprendente: sceglie di descrivere la donna amata attraverso immagini umili, concrete, quasi disarmanti. Ed è proprio in questa scelta che si nasconde la grandezza del testo. Qui l’amore non è mito, non è idealizzazione. È presenza reale.
Pier Carlo Lava
La poesia si apre con un verso che ancora oggi sorprende:
“Tu sei come una giovane
una bianca pollastra.”
Non c’è figura angelica, non c’è retorica romantica. C’è un paragone domestico, semplice, quasi anti-letterario. Ma è proprio qui che Saba rompe le convenzioni: l’amore non è elevazione astratta, è concretezza viva. La donna è accostata ad animali umili – la pollastra, la giovenca, la cagna fedele – non per diminuirla, ma per esaltarne la naturalezza e la purezza istintiva.
Saba celebra ciò che è essenziale. La dolcezza, la fedeltà, la presenza quotidiana. L’amore non è tempesta, non è tormento romantico. È stabilità, è cura, è compagnia silenziosa. In questo senso la poesia è rivoluzionaria: trasforma l’ordinario in valore assoluto.
Nel Novecento dominato da sperimentazioni ardite e linguaggi complessi, Saba sceglie una strada diversa. Una poesia limpida, diretta, “onesta”, come lui stesso la definiva. Nessun artificio. Nessuna oscurità compiaciuta. Solo verità emotiva.
Umberto Saba: il poeta della sincerità
Umberto Saba nacque a Trieste nel 1883. La sua opera più importante, Il Canzoniere, accompagna l’intero arco della sua vita ed è uno dei monumenti della poesia italiana del Novecento. Saba cercava una poesia che fosse umana prima ancora che letteraria, capace di parlare al lettore senza barriere.
Trieste, città di confine, mitteleuropea e inquieta, influenzò profondamente la sua sensibilità. Nei suoi versi ricorrono l’infanzia, la madre, la moglie, la città, la memoria. “A mia moglie” rappresenta uno dei momenti più limpidi di questa poetica: l’amore coniugale come spazio di autenticità.
La forza di questa poesia sta nella sua apparente semplicità. Saba non vuole stupire, vuole dire la verità. E la verità dell’amore, nella sua visione, non è fatta di eroismi o di slanci teatrali, ma di gesti ripetuti, fedeltà, quotidianità condivisa.
In un’epoca che tende a spettacolarizzare ogni sentimento, questa poesia ricorda che l’amore più profondo è spesso quello più silenzioso. Ed è proprio quel silenzio a renderlo duraturo.
Forse è questo il messaggio più attuale di Saba: la semplicità non è povertà di sentimento, è maturità dell’amore.
Geo
Umberto Saba nacque e visse a Trieste, città che influenzò profondamente la sua sensibilità poetica e la sua visione intimista dell’esistenza. La sua opera rappresenta uno dei pilastri della poesia italiana del Novecento. Riproporlo nella sezione Poesie & Libri di Alessandria today significa valorizzare una voce italiana capace di unire semplicità, profondità e autenticità.
Crediti immagine
Autore: Autore sconosciuto
Titolo: Umberto Saba, ritratto del 1946
Anno: 1946
Fonte: Wikimedia Commons
Licenza: Pubblico dominio
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Ritratto di Umberto Saba nel 1946.